Come gestire le relazioni con i suoi cari
Disturbo bipolare

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Disturbo bipolare: come affrontare le reazioni della sua famiglia

A 46 anni, Sophie, è mamma di due ragazzi di 17 e 18 anni, divorziata da 8 anni. Appassionata di lettura, sport e passeggiate nei boschi, accetta di condividere la sua esperienza sulle sue relazioni con i suoi cari sin dalla diagnosi del suo disturbo bipolare.

Quando sei stata diagnosticata con disturbo bipolare? Quali erano i sintomi?

La diagnosi è arrivata molto tardivamente, cinque anni fa. Prendevo antidepressivi da anni. I risultati erano buoni ma le ricadute inevitabili. Un mio amico mi ha consigliato di vedere il suo psichiatra, il quale ha messo in luce delle ipomanie: numerosi acquisti impulsivi, sessualità importante, ipersensibilità.

Come i tuoi cari hanno reagito di fronte alla diagnosi del tuo disturbo bipolare? Sapevano di che cosa si trattasse?

Non hanno capito e hanno pronunciato questa magica parola « diagnosi alla moda ». In questo momento proprio, ho capito che la strada sarebbe lunga con loro. Ho dovuto mettergli al confronto con la realtà: ho una malattia mentale. Furono molto turbati, era il mio obbietivo, un elettroshock, per fare capire la mia malattia. « È come una malattia cardiaca ma è il cervello ad essere malato ». Ma quando si tratta del cervello...le cose si complicano.

Abbiamo tutti cambiamenti dell’umore, ma capire l’entità di questi cambiamenti quando non siamo malati, è quasi impossibile. La mia famiglia mi metteva sempre nella cella delle persone « normali », ma non sono normale.

I miei bambini mi prestavano molto ascolto mentre erano giovani al momento della diagnosi. Ho spiegato la malattia in modo molto semplice e hanno capito ed integrato queste informazioni. Hanno molto rispetto per me e sono molto protettivi. Sono i miei migliori consulenti emozionali. Sanno cosa fare in qualsiasi situazione. Hanno seguito e subito una bella formazione!

disturbo bipolare

Come il disturbo bipolare ha avuto un impatto sul tuo comportamento con i tuoi cari?

Sin dalla diagnosi, hanno un altro sguardo su di me. C’è stato un cambiamento di comportamento da parte mia perché i miei cari mi giudicano. Ho messo distanza nelle mie emozioni con loro. Condividiamo soltanto una vita quotidiana « leggera »

I tuoi cari sono pazienti di fronte alle tue ricadute?

I miei bambini sono pazienti e comprensivi. Mi aiutano molto malgrado la loro età, sono meravigliosi e mi sostengono sempre. Una sorella mia non vuole più vedermi perché non sto bene e che « non sono la sola ». Durante una ricaduta depressiva, ha espresso con gentilezza al psichiatra tutti i rimproveri che voleva dirmi. È molto difficile da sentire. Non sono mai stata una che porta rancore, ma quella volta...sì.

Come vorresti che si comportassero con te i tuoi cari?

Soltanto i miei bambini e amici cari sono presenti e mi ascoltano. Quindi non voglio affaticarli moralmente. Non voglio perderli, prendo anche cura di loro. Ho imparato a gestire il loro sostegno. La mia famiglia ha soltanto la versione: Sophie sta bene.

Quale consiglio vorresti dare al caro di una persona affetta dal disturbo bipolare?

La mia famiglia ha rifiutato la mia mano tesa per spiegare loro la mia malattia, come gestirla e come aiutarmi.
Darò il consiglio di informarsi, chiamare associazioni e partecipare alla psico educazione. Meglio conosciamo la malattia, più è facile aiutare la persona malata.

Quale consiglio daresti ad una persona bipolare per quanto riguarda la sua relazione con i suoi cari?  Rimpiangi alcune cose nei confronti della tua famiglia?

Rimpiango di avere pensato che sareberro sempre presenti per me, cercando di comprendermi. Mi fa ancora male oggi. Darò il consiglio di avere amici indulgenti. Le associazioni di pazienti e riunioni di gruppo possono anche aiutarvi. Una persona con un disturbo bipolare sarà sempre qui per aiutare un altra persona affetta dal disturbo bipolare perché conosce le parole adeguate.

Una parola per finire?

Il disturbo bipolare è stigmatizzato. È una lotta quotidiana ma se conosciamo bene la sua malattia e che troviamo soltanto una persona che ci sostiene, la vita è allora bella e possiamo andare avanti con maggiore serenità.

Grazie mille Sophie per la tua storia! Potete commentare questa testimonianza per esprimere il vostro sostegno o spiegare le vostre proprie relazioni con le vostre famiglie e amici!

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il 03/11/18

Hai espresso con chiarezza sintomi e risultanze

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il 07/03/19

Grazie mille per questa testimonianza !!