https://www.carenity.it/static/themes-v3/default/images/it/header/asma.jpg

Pazienti Asma

1 risposta

33 visualizzazioni

Tema della discussione

Membro Carenity • Animatore della community
Pubblicato il

Una patologia cronica polmonare sottostimata sulla quale si vogliono accendere i riflettori, anche delle Istituzioni. Estendere gli esami diagnostici a tutte le persone sospette, promuovere una sanità a km zero, più vicina al malato, sono alcuni dei punti evidenziati dai firmatari.

Accendere i riflettori sulla gestione della Bpco (Bronco pneumopatia cronica ostruttiva), la malattia respiratoria cronica stimata oggi come quarta causa di morte in Italia, con 3,5 milioni di affetti. Perché se è vero che l’evoluzione della malattia comporti un’ostruzione delle vie aeree che rende sempre più difficoltosa la respirazione, è pur vero che questa patologia sia prevenibile e trattabile precocemente. Proprio per questo, per la prima volta in Italia, nove associazioni di medici e pazienti promuovono un "Manifesto" sulla malattia con le proposte alle Istituzioni per la riorganizzazione della rete assistenziale e un rafforzamento del ruolo del medico di famiglia.

IL MANIFESTO SULLA BPCO

Uno dei punti evidenziati dai firmatari del manifesto pone l’attenzione sull’esigenza di promuovere una maggiore sinergia tra medico di medicina generale e specialistaper ottimizzare la gestione del malato: "La gestione del malato è spesso limitata dalla disomogenea accessibilità ai servizi diagnostico-terapeutici sul territorio nazionale. Ed a volte, è resa complicata dalla obbligatorietà di un piano terapeutico specialistico per alcune associazioni di farmaci. Anche per questo, va esteso a tutti i pazienti con un sospetto clinico di Bpco l'esame della spirometria. Attraverso questo semplice test otteniamo una valutazione corretta e affidabile del livello d’ostruzione delle vie respiratorie. Questo consentirebbe a tutti i camici bianchi la prescrizione appropriata dei farmaci necessari per la cura", spiega Silvestro Scotti, segretario generale nazionale della Fimmg (Federazione italiana medici di famiglia). 
 
Una delle sfide delle patologie croniche come la Bpco è quella di ridurne sensibilmente le conseguenze, obiettivo che si cerca di raggiungere sia garantendo una presa in carico ottimale dei pazienti ma anche puntando sulla diagnosi precoce: "L'idea del Manifesto nasce dall’esigenza di accendere i riflettori su una patologia di cui si parla ancora poco nel nostro Paese – aggiunge Salvatore D'Antonio, presidente dell’Associazione italiana pazienti Bpco -. Come rappresentati degli oltre 3 milioni d’italiani afflitti da Bpco chiediamo che la riorganizzazione della rete assistenziale, proposta dal documento, venga al più presto avviata. In particolare il nostro auspicio è che vi sia un effettivo rafforzamento del ruolo del medico di famiglia e della rete specialistica pneumologica. Così sarà possibile aumentare il numero di diagnosi precoci".  

L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE

E poi porre l’accento sulla prevenzione della malattia che deve iniziare dal contrasto al vizio del fumo, uno dei principali fattori di rischio: "Ridurre il numero di tabagisti nel nostro Paese è fondamentale per diminuire l’incidenza del disturbo. Le sigarette sono da considerare come il principale fattore di rischio e aumentano le possibilità d’insorgenza della malattia. Infatti oltre il 90% dei pazienti colpiti sono fumatori o ex tabagisti. Nonostante le leggi sempre più restrittive il 22% degli italiani consuma regolarmente prodotti a base di tabacco - conclude Claudio Cricelli, presidente nazionale della Simg (Società italiana medici di medicina generale e delle cure primari) - . Bisogna quindi avviare nuove campagne informative per mettere in guardia i cittadini su questo comportamento estremamente pericoloso".


La Repubblica

Inizio della discussione - 04/08/18

Bpco, medici e pazienti promuovono il manifesto per gestire la malattia
1

Membro Carenity
Pubblicato il

Ottimo il promuovere una maggiore sinergia tra medico di medicina generale e specialista ma la sinergia maggiore dovrebbe essere tra medico del reparto/ambulatorio di pneumologia ed il malato. Andare alla visita semestrale e trovarsi ogni volta un medico diverso non è il massimo, anche se tutti sono bravi. Il rapporto è quindi decisamente impersonale, vede le tua spirometria, l'eventuale Tac, prenda questo ecc .

Incominciamo da qui? ....che forse è meglio! 

Ciao a tutti

Sonosolio

icon cross

Questo tema ti interessa?

Raggiungi i 70 000 pazienti iscritti sulla piattaforma, ottieni informazioni sulla tua malattia o quella del tuo parente e condividi con la comunità

È gratis e riservato