Trattamento dell’obesità

Il trattamento dell’obesità viene definito in funzione del grado di gravità della malattia, delle sue cause e del suo stadio di evoluzione.

/static/themes-v3/default/images/default/info/maladie/intro.jpg?1516194360

L’obesità è una malattia multifattoriale ed è necessario trattare i pazienti caso per caso. La terapia medica dell’obesità è una novità piuttosto recente. Fino a poco tempo fa le complicazioni fisiche, psicologiche e sociali dell’obesità venivano poco considerate e la questione riguardava esclusivamente la perdita di peso. In seguito sono state create equipe mediche multidisciplinari per trattare l’insieme dei fattori della malattia. Il peso, i problemi medici, gli antecedenti familiari, l’attività fisica, lo stile di vita, il comportamento alimentare e le motivazioni, sono tutti temi da prendere in considerazione durante la terapia del soggetto.

Il successo del trattamento dell’obesità si basa sull’associazione di diversi elementi:

- Regime alimentare equilibrato: uno dei principali obiettivi è la perdita di peso. La nutrizione è evidentemente una parte centrale della cura del paziente. I consigli nutrizionali sono diretti a modificare il ritmo alimentare, la ripartizione dei nutrimenti e la densità calorica dell’alimentazione. L’obiettivo è la creazione di nuove abitudini alimentari limitando i divieti, diversificando gli apporti nutritivi e riducendo la densità energetica degli alimenti, tenendo in considerazione le tradizioni, i gusti e le possibilità economiche del paziente. Un nutrizionista o un dietologo può aiutare il paziente ad adottare nuove abitudini.

- Attività fisica: l’esercizio fisico apporta numerosi benefici. Più dell’intensità dello sforzo, è soprattutto la regolarità che conta e si raccomanda di effettuare almeno 30 minuti di esercizio fisico tutti i giorni: passeggiata, attività sportive (bicicletta, corsa a piedi, ecc.), lavori domestici, ecc. È importante stabilire degli obiettivi realistici e aumentare progressivamente la durata quotidiana dell’esercizio fisico fino a raggiungere 30 minuti al giorno.

- Sostegno psicologico: la depressione favorisce l’obesità, anche se è difficile distinguere tra le cause e le conseguenze della depressione.

- Trattamento delle complicazioni associate: in modo generale, le raccomandazioni devono essere progressive e assegnate con priorità, poiché non è ragionevole pensare che il paziente possa cambiare il suo stile di vita nei primi sei mesi che seguono l’inizio della terapia. A questo scopo, è necessario trovare il momento adatto nella vita del paziente per chiedergli di perdere peso, di smettere di fumare o di riprendere un’attività fisica. È illusorio pretendere che un soggetto perda 30 kg nell’arco di 6 mesi. È importante riuscire a fissare degli obiettivi a breve termine, come ad esempio perdere 500 grammi al mese, e persistere nella motivazione. In questo modo, una persona che perde 500 grammi al mese in un periodo di due anni alla fine avrà perso 12 kg. Se eseguito in questo modo, l’obiettivo diventa interessante e realistico.

NON ESISTONO TRATTAMENTI MEDICI MIRACOLOSI PER L’OBESITÀ

Per evitare gli abusi e i problemi riscontrati con i primi farmaci (principalmente i derivati dell’anfetamina), le nuove molecole sviluppate per la lotta all’obesità vengono prescritte in condizioni strettamente regolate. Il Sibutral, un anoressizzante prescritto su ricetta medica a lungo utilizzato, è stato ritirato dalla vendita a maggio 2010.

L’Orlistat è uno dei farmaci attualmente più usati. Questo farmaco blocca l’azione degli enzimi che intervengono nella digestione dei grassi e impedisce, di conseguenza, l’assorbimento di queste sostanze. A causa del suo meccanismo d’azione, la maggioranza degli effetti secondari riguarda l’apparato digerente.

Numerosi lavori recenti hanno messo in evidenza diverse nuove molecole che agiscono sul meccanismo della fame e trattano il sovrappeso e l’obesità: grelina, C 75, ecc. Alcuni ormoni come la GIP e la PYY 3-36 permettono di ridurre di un terzo l’appetito e, di pertanto, la quantità di elementi ingeriti ad ogni pasto. In ogni caso, i meccanismi della fame sono complessi e una molecola da sola non permette di ottenere un trattamento efficace del sovrappeso. È necessario invece creare un’associazione di composti che agiscano a diversi livelli.

Vuoi saperne di più su questa malattia?

Raggiungi i 70 000 pazienti iscritti sulla piattaforma, ottieni informazioni sulla tua malattia o quella del tuo parente e condividi con la comunità

È gratis e anonimo