Disturbo Ossessivo Compulsivo

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Pazienti Depressione

Disturbo Ossessivo Compulsivo


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Buon consigliere

Ciao @elekitty. La prima volta che consultai questo sito ero speranzoso di poter trovare persone in grado di indicarmi la via di cura più efficace e migliore per i miei problemi. Sentivo che un confronto con gli altri sarebbe tornato utile e mi avrebbe dato le risposte che tanto cercavo. Ben presto mi sono reso conto che tutto questo non era possibile: nessuno di noi e medico o psicologo, ogni esperienza di vita è unica, quindi molto difficile da poter paragonare alla propria e anche quando si riesce a trovare una risposta, spesso e volentieri non la si ascolta con grande attenzione. Non troverai in queste pagine le risposte che cerchi, ma puoi trovare comprensione e parole di conforto. Spero di non averti delusa troppo, non è mia intenzione offenderti né disilluderti; anzi gli interventi di tutti noi mi sono tornati molto utili nell'apprendere che non ero solo. Il conforto che ho ricevuto e la possibilità di potermi sfogare con i miei commenti, mi hanno scosso e spinto a trovare con le mie forze le ragioni del mio malessere e la strada per una possibile cura. Leggere di così tante persone vessate dalle loro problematiche ma intrepidi a voler trovare la felicità mi ha dato il coraggio di chiamare uno psicologo e iniziare una terapia. Ho trovato di fronte a me un professionista serio e competente, che ha saputo portarmi alle conclusioni più giuste. Mi permetto inoltre di dirti una cosa: non demonizzare i farmaci. Negli ultimi anni la ricerca farmacologica ha fatto passi importanti, offrendo cure sempre più specifiche e meno invasive. Fino a poco tempo fa' si prescrivevano farmaci debilitanti, spesso molto forti, quasi con l'intenzione di rintontirti, portandoti ad uno stato di semi incoscienza. Da diversi anni a questa parte la deontologia medica è cambiata: c'è più rispetto nei confronti del malato e non si demonizza troppo il suo male; c'è più cura nel preservare la lucidità mentale dell'individuo, c'è soprattutto più consapevolezza che la malattia mentale è uguale a qualsiasi altro tipo di male, liberandolo dalla stigmate sociale dell'isolamento e del pietismo. Spero che tu possa rimetterti l più presto per tornare avivere con serenità. Un affettuoso saluto. 

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Ciao @AlessandroSEAM ,grazie dei preziosi consigli. Ci penso da un po' ad un buon psicoterapeuta, anche se le sedute non sono proprio accessibili a tutti, in termini di costi.

Il confronto con gli altri credo sia già un'ottima "terapia" piuttosto che stare con la testa nella sabbia e non affrontare il problema.

Grazie ancora per l'attenzione e a presto.

Buona serata

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Buon consigliere

Buongiorno a tutti;

spero di trovarvi bene mentre scrivo queste righe. Il mio umore è alto! La cura farmacologica a cui mi sottopongo sta andando  avanti da diversi mesi e i risultati sono incoraggianti. Credo di essermi completamente  abituato alla sertralina: i pensieri ossessivi si sono notevolmente ridotti, l'ansia è stata drasticamente ridimensionata, la concentrazione è buona. Come già detto i risultati sono estremamente positivi ma sono anche consapevole che la DOC non è scomparsa, è solo latente, quasi addormentata: alcune volte sento ancora l'affiorare dei suoi sintomi ma con un po' di buona volontà riesco a frenarli. Per quanto il mio giudizio non sia troppo attendibile sono convinto che dal disordine ossessivo compulsivo non si possa guarire, ma con una cura farmacologica ben dosata e un poco di psicoterapia si riesce a convivere serenamente con il disturbo. Spero che le mie parole possano essere di incoraggiamento per tutti coloro che vivono la malattia e non trovano pace. Se penso a come stavo un anno fa, ridotto a vivere in uno stato di perenne confusione mentale, dove tutto mi appariva sfocato e incomprensibile, oramai svuotata da ogni impulso  vitale, mi sembra incredibile di essere oggi così raggiante. Non demordete. 

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Buonasera.

Mi scrivo a questo sito perchè disperato, come ultima chanche per uscire da un tunnel in cui sono entrato e da cui non riesco più ad uscire. I miei pensieri "pensieri ossessivi" si focalizzano puntualmente e quotidianamente su quanto ho subito, non mi danno tregua e mi fanno pensare che l'unica soluzione sia la morte.

Sono stato fidanzato tre anni con una donna bellissima e di cui sono stato e sono profondamente innamorato. La relazione è finita da pochissimo: è stata una relazione drammatica, poichè io nonostante fossi uomo e forse sarò preda di scherno, ho subito molta violenza che ora mi causa tremendi attacchi di panico durante il giorno e la notte e difficoltà ad avere contatto con le persone.

Subito dopo poco che stavamo insieme, la mia ex ragazzo usava forte violenza verbale e scattava dal nulla senza motivo, quindi si è passato al lancio di piatti e bicchieri che schivavo, per poi passare che se avevo poca fame e rifiutavo un piatto da lei cucinato me lo lanciava addosso.

Successe una volta con un primo cucinato malissimo, che mi lanciò addosso dopo che neanche lei lo voleva.

Poi la violenza è diventata più rude e frequente.

Si è passato dal lanciare oggetti dalla finestra, all'andare nuda in balcone minacciando il suicidio se la lasciavo, ad una sera che mi ha fracassato di botte facendomi saltare anche gli orecchini che indossavo. Dopo quell'episodio ha continuato, con scatti d'ira dove mi lanciava le cose, fino a quando per una macchia sul pavimento mi ha tirato un coltello da cucina portandomelo vicino allo stomaco, per poi tagliarsi le vene lei stessa. Nel mentre, volevo andarmene di casa, e mi spaccato la porta aprendola sulla fronte, causandomi una ferita che necessitava di punti.

Nel mentre, volevo lasciarla, ma alle sue minacce di suicidio ho desistito.

Adesso la ragazza mi ha lasciato, io vivo nell'incubo di sentirmi pazzo perchè sono arrivato a pensare meritavo le botte (io non l'ho mai toccata con un dito).

La sua motivazione era che era geloso dell'ex con cui lei si sentiva e vedeva regolarmente e per cui io ne soffrivo.

Ora ho attacchi violenti di ansia e panico e di pianto.

Come poter superarli?

Sono pazzo io? Voglio solo morire e ci sto pensando seriamente.

Grazie per l'attenzione.

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Ciao @Fiamma90. Cadrò nei soliti convenevoli, frasi e parole che forse hai già sentito o ti sarai detto da solo, però non posso  evitare nel dirti che provo dispiacere per la tua relazione tumultuosa. Ancora rimango nell'ovvio aggiungendo che alcuno merita esperienze di coppia così drammatiche e violente. Non voglio andare oltre in giudizi facili o consigli da libro cuore, ti auguro che tu possa trovare una nuova stabilità: hai un futuro davanti, mille nuovi progetti da intraprendere e nuove passioni per cui vivere. Non cadere troppo nel drammatico e nella autocommiserazione, oppure nel continuo colpevolizzarti: considera quanto hai vissuto buono per migliorare la tua persona e farti trovare più preparato per una donna che realmente possa meritarti. Per quanto riguarda gli attacchi d'ansia e i pensieri ossessivi non posso non ribadire quanto scritto molte volte in altri commenti: l'aiuto di un medico o di un professionista può rivelarsi utile, quanto meno per giungere ad una diagnosi abbastanza accurata. Nessun malato può guarirsi da solo. Ti auguro maggiore serenità. 

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La mia più grande paura è perdere tempo. Sono così consapevole della fugacità della vita, della sua irrepetibilità, che mi aggiro nevrotico tra mille passioni e desideri. Così è nata la sintomatologia della mia DOC. Nelle ripetizioni quotidiane di fronte a me stesso, elencavo tutto quello che avevo fatto nella mia vita: i libri letti, i film visti, le serate con gli amici; tutto ripetuto strenuamente perché tutto potesse essere ben fissato nella mia memoria. Eppure più mi dedicavo a questa attività, più mi sembrava di non aver fatto alcunché di realmente significativo, rimanendo deluso ogni volta che mi voltavo indietro soppesando il mio passato. La fretta di dover vivere mi ha imprigionato nell'ansia. Ho combattuto la soffocante ansia con il monologo interiore per dimostrare a me stesso il valore di tutto ciò che ho fatto fino ad ora, e quando non bastava, mi perdevo nella fantasia, inventando storie. Voglio un'esistenza intensa, dove niente mi deve essere risparmiato, sia nelle gioie sia nei dolori. La mia voracità è tale da sminuire quanto fino ad ora ho fatto, chiedendomi un ulteriore sforzo nel raggiungere mete ancora più ambite. Tutto ciò mi ha sfibrato sminuendo l'opinione su me stesso. Quanto  ho superato di questo problema? A che punto è la mia guarigione? Rileggendo questi appunti mi rendo conto che ho usato il passato in alcune frasi, il presente in altre. Vorrei che le coniugazioni fossero giuste, tutto al tempo passato. Queste righe sgangherate mi danno forza: credo di essere giunto al noumeno del mio malessere, per quanto ancora non sia  sicuro quanto la mia fobia sia causa della malattia. Ancora una volta mi ritrovo a dover scegliere tra la causa puramente biologica del disordine ossessivo compulsivo o la causa psicologica. In ogni caso voglio guarire e ci riuscirò. 

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Buonasera a tutti;

mi faccio sentire dopo diversi mesi, anche se ho continuato a leggere e seguire Carenity. Mi sembra doveroso fare il punto della mia situazione medica. Sono arrivato ad un dosaggio di grammi 175 di Sertralina, assunti giornalmente la mattina. L'ansia risulta di molto attutita e i molti disturbi che ho avuto modo di descrivere in questa conversazione sono sempre più deboli. Malgrado sia soddisfacente la cura farmacologica, sto continuando ad essere seguito dallo psichiatra: i nostri incontri sono bisettimanali, sempre piacevoli e di grande stimolo intellettuale. Purtroppo qualche effetto collaterale lo avverto: il mio sonno è molto agitato, popolato ogni notte da incubi, solo nel fine settimana riesco a trovare un po' di sollievo con un riposo tranquillo ed appagante. Credo che l'ansia derivante dal mio lavoro sia la principale causa di tali disturbi, anche perché gran parte dei miei incubi riguardano la mia professione. Altre volte rivivo relazioni del passato, provando un forte senso di disagio nel rivedermi di fianco ad una persona che non amo più. Spesso sono sogni erotici, ma non hanno nulla di divertente e piacevole; mi fanno sentire in colpa verso l'attuale ragazza che frequento e sollevano in me mille domande sull'opportunità di aver interrotto la relazione con la madre di mio figlio. Non fraintendetemi, ad ogni nuovo cruccio rispondo a me stesso che la fine del rapporto era inevitabile: non c'era più amore da tenerci insieme, la vita in comune era diventata soffocante e piena di amarezze; ma non posso negare che la mancanza di mio figlio nella mia quotidianità, il non vederlo la sera corrermi incontro quando rincaso, mi fanno soffrire. Si trovano sempre dolori e dispiaceri nella propria vita; sarebbe ridicolo credere nell'esistenza di una vita perfetta, e anch'io non sono eccezione; ma malgrado il dolore di un figlio lontano, di una malattia che rallenta ma non è completamente risolta e una situazione lavorativa tesa, mi sento bene. Sono felice di quanto mi sta accadendo, della stabilità che sto raggiungendo e sento grande gratificazione nel sapere che l'equilibrio di questi mesi me lo sono meritato! Ora voglio trasformare i miei punti deboli in punti di forza, vedere nella mia malattia una occasione di continuo miglioramento e stimolo a fare qualcosa in più, un modo per tenermi sempre sotto controllo e rendere la mia vita piena e gioiosa. Mi auguro che le mie parole possano essere di conforto a qualcuno. Mai lasciarsi spaventare dalla inesorabilità di un verdetto: sono malato di DOC, continuerò ad esserlo per il resto della mia vita ma non mi impedirà di vivere felicemente. 

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Buonasera a tutti;

mi faccio sentire dopo diversi mesi, anche se ho continuato a leggere e seguire Carenity. Mi sembra doveroso fare il punto della mia situazione medica. Sono arrivato ad un dosaggio di grammi 175 di Sertralina, assunti giornalmente la mattina. L'ansia risulta di molto attutita e i molti disturbi che ho avuto modo di descrivere in questa conversazione sono sempre più deboli. Malgrado sia soddisfacente la cura farmacologica, sto continuando ad essere seguito dallo psichiatra: i nostri incontri sono bisettimanali, sempre piacevoli e di grande stimolo intellettuale. Purtroppo qualche effetto collaterale lo avverto: il mio sonno è molto agitato, popolato ogni notte da incubi, solo nel fine settimana riesco a trovare un po' di sollievo con un riposo tranquillo ed appagante. Credo che l'ansia derivante dal mio lavoro sia la principale causa di tali disturbi, anche perché gran parte dei miei incubi riguardano la mia professione. Altre volte rivivo relazioni del passato, provando un forte senso di disagio nel rivedermi di fianco ad una persona che non amo più. Spesso sono sogni erotici, ma non hanno nulla di divertente e piacevole; mi fanno sentire in colpa verso l'attuale ragazza che frequento e sollevano in me mille domande sull'opportunità di aver interrotto la relazione con la madre di mio figlio. Non fraintendetemi, ad ogni nuovo cruccio rispondo a me stesso che la fine del rapporto era inevitabile: non c'era più amore da tenerci insieme, la vita in comune era diventata soffocante e piena di amarezze; ma non posso negare che la mancanza di mio figlio nella mia quotidianità, il non vederlo la sera corrermi incontro quando rincaso, mi fanno soffrire. Si trovano sempre dolori e dispiaceri nella propria vita; sarebbe ridicolo credere nell'esistenza di una vita perfetta, e anch'io non sono eccezione; ma malgrado il dolore di un figlio lontano, di una malattia che rallenta ma non è completamente risolta e una situazione lavorativa tesa, mi sento bene. Sono felice di quanto mi sta accadendo, della stabilità che sto raggiungendo e sento grande gratificazione nel sapere che l'equilibrio di questi mesi me lo sono meritato! Ora voglio trasformare i miei punti deboli in punti di forza, vedere nella mia malattia una occasione di continuo miglioramento e stimolo a fare qualcosa in più, un modo per tenermi sempre sotto controllo e rendere la mia vita piena e gioiosa. Mi auguro che le mie parole possano essere di conforto a qualcuno. Mai lasciarsi spaventare dalla inesorabilità di un verdetto: sono malato di DOC, continuerò ad esserlo per il resto della mia vita ma non mi impedirà di vivere felicemente. 

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Ciao, come stai ora?

ho letto tutta la tua crono storia, io non ho mai avuto questo disturbo, ma ne ho un altro che è in qualche modo speculare, e infatti viene curato con gli stessi farmaci.

Io mi sono trovata bene alternando cicli di farmaci e poi sospensione graduale degli stessi per poi riprendere per altri mesi. La sospensione deve essere assolutamente graduale anche se dovesse durare sei sette mesi. Questo è per evitare gli effetti collaterali, gli incubi notturni e l'assuefazione al farmaco.  Per il resto a te basterebbe attutire un po' la pressione mentale e poter vivere un po' meglio.

Purtroppo questa è una piccola alterazione della ricapitolazione della serotonina e altri neurotrasmettitori.

Ma è da quando sei piccolo che hai la persecuzione dei pensieri?

Ciao

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Ciao @marinapastrello;

sono molto felice in questi giorni, anche grazie ad una persona che mi sta tenendo compagnia con molto affetto. Spero che tu stia altrettanto bene.

Il mio disturbo è molto antico: fin da bambino ricordo di aver avuto un sovraffollamento di pensieri in testa; ma il peggioramento si è registrato dall'adolescenza. Ho resistito a lungo a questa malattia, non provando mai a chiedere assistenza da parte di un professionista; ma a ventisei anni, dopo due episodi depressivi, mi sono rivolto ad uno psicologo. Ora sono assistito da uno psichiatra e da oramai un anno sono sotto farmaci. L'idea di passare ad una fase di riduzione del dosaggio e progressiva astensione al farmaco mi spaventa un po': ho inseguito per molti anni un equilibrio che finalmente ho trovato con la sertralina, non vorrei rinunciare a questo aiuto. Sono consapevole che sarà inevitabile nel prossimo futuro, anche il medico mi ha suggerito questa soluzione, ma il timore rimane. Tu come hai affrontato la riduzione del dosaggio? Che effetti hai provato? E soprattutto, come si è evoluta la tua malattia? 

Ti voglio ringraziare per il tempo concessomi. Mi sento lusingato che tu abbia letto i miei commenti. Spero di poterti risentire presto per condividere la nostra esperienza. Ti auguro serenità.

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