Disturbo Ossessivo Compulsivo

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Disturbo Ossessivo Compulsivo


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Buon consigliere

Ciao Michi22,

Spero di trovarti meglio! Senza sembrare troppo invadente o sfacciato ti invito ad aggiornarci della tua situazione. Spero che gli esami ti abbiano restituito un quadro d'insieme più chiaro del tuo malessere.

La mia vita procede con regolarità: stessa quotidianità, stesso dosaggio, stessa determinazione ad uscire dall'alienazione della DOC. Oggi però sono un poco sofferente: una relazione che sto portando avanti non mi sta appagando fino in fondo. Sto frequentando una ragazza molto sulla difensiva, tanto da disorientarmi. Mi sento un po' trascurato e fa male. Per ora sto tenendo botta, riuscendo a vivere con buona serenità questo amore precario, mi auguro di andare avanti così ancora, senza cadute, sperando che la relazione si rafforzi. Ho molta voglia di essere pienamente amato.

Ho trovato nuova energia in un progetto che mi auguro di poter portare a compimento nel breve periodo. È esaltante riuscire a mettere in pratica una fantasia, dopo anni passati a non dare concretezza a quanto ho nella testa. È un'esperienza nuova per me, che forse sarà in grado di formare un Alessandro operativo, maggiormente ancorato alla realtà, mettendo così fine alle fughe immaginifiche che tanto mi hanno fatto penare. Senza rivestire troppo peso a questo lieto cambiamento, credo che iniziare un progetto lavorativo mio possa essere l'opportunità che stavo aspettando per uscire dall'isolamento. Chissà che non sia la volta buona di rigettare la mia indifferenza per la realtà, la mia fuga verso un mondo immaginario, pieno di gratificazioni solo pensare, non vissute. 

Mi sto affacciando a qualcosa di nuovo. Mi auguro che possa essere così! 

Ti mando un grande saluto! 

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Buon consigliere

Sono passati due mesi dall'incontro con Giulia. Ieri sera le ho scritto una lunga e mail, interrogandomi sull'assenza di desiderio. Abbiamo trascorso insieme del tempo con serenità eppure tra noi non è mai scomparso un certo formalismo. Il desiderio che trascina, che ti consuma quanto stai lontano da chi ti piace, non è mai sbocciato. Abbiamo soffocato l'entusiasmo perché troppo concentrati su noi stessi: lei per lo studio e i progetti di vita futuri, che la chiamano fuori dall'Italia, io per aver saputo parlare solo di me stesso, dei miei problemi, proprio come faccio in questa discussione. Non ho avuto freni inibitori, avventurandomi in confidenze e intimità disarmanti. L'impeto della passione non ha trovato cuori da scuotere, così siamo rimasti soli, nuovamente soli. Stamattina ho provato una grande malinconia. Che delusione non averla saputa lusingare, non essere riuscito a farla stare bene, a non essere stato in grado di coinvolgerla. Mi sento responsabile di non essere stato un tenero amante, bensì un'inutile affabulatore, quasi come se il mio desiderio non fosse di conoscerla ma di psicoanalizzarla. Mi sono avvicinato a lei con irruenza, spesso diventando sgradevole; ma come riuscire a interrompere i suoi lunghi monologhi su se stessa, il suo fare compassato, quasi freddo, che la porta a vedere tutto e tutti da distanze siderali? E' stato uno scontro impari: non ci siamo confrontati ma reciprocamente sfidati. Fino a due ore fa pensavo con rabbia a me stesso. Mi chiedevo come fossi stato tanto cieco da non accorgermi della totale mancanza di spontaneità. Con questo pensiero cupo mi sono steso a letto, sperando di trovare qualche distrazione con il computer e casualmente ho deciso di guardare Manhattan di Woody Allen. Mi sbagliavo: non ho trovato distrazione bensì pace. Ogni tumulto interiore si è calmato. Perché questa serenità improvvisa? Il cinema, l'arte, la letteratura hanno il potere di farci apparire i nostri problemi nelle giuste dimensioni. Così il dolore dell'ennesima sconfitta, l'orgoglio tradito, sono apparsi ridicoli. Forse con il film ho avuto per la prima volta la percezione di come devo comportarmi: alcune volte è bene tralasciare discorsi complessi, pieni di interrogativi, per abbandonarsi alla frivolezza. Le dolcezze, il tubare insieme, non avrebbero mai avuto spazio tra noi. Chissà che non sia questa consapevolezza ad aver sciacquato via tutta la malinconia: non siamo fatti l'uno per l'altro. Ho vissuto la separazione da una relazione intensa, e non mi ha fatto male. 

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