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L’inquinamento atmosferico legato ad un rischio maggiore di demenza: studio

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Secondo delle ricerche pubblicate oggi, l’inquinamento atmosferico urbano, provocato in maggior parte dai veicoli, è legato ad un aumentato rischio di demenza. Nel mondo, circa 7% della popolazione di età superiore ai 65 anni soffre di Alzheimer o di un altra forma di demenza, un percentuale che avvicina il 40% al di sopra dei 85 anni. Il numero delle persone affette sta per triplicare nel 2050, una grande sfida per i sistemi sanitari.

"La prevenzione primaria di ogni demenza sarà una preoccupazione importante di sanità pubblica per i prossimi decenni", spiegano gli scienziati.

Per saperne di più, un team di ricercatori condotto da Iain Carey dell’Università di Londra (Population Health Research Institute) ha iniziato uno studio su 131 000 persone che vivono in Londra, età compresa tra i 50 e i 79 nel 2004.
Quando lo studio ha cominciato, nessuno dimostrava sintomi di demenza.

Sulla base delle residenze abituali, gli scienziati hanno stimato un’esposizione annuale ad entrambi NO2 e polveri sottili come PM2,5 e poi hanno controllato la salute dei partecipanti durante sette anni. Durante questo periodo, circa 2200 pazienti – 1,7% del totale- sono stati diagnosticati con demenza. Per il quinto di questi pazienti, vivendo nelle zone più inquinate, la probabilità di essere affetto, di fronte al quinto degli altri residenti nelle zone con il minimo NO2 e PM2.5 raggiungeva il 40%

"L’inquinamento atmosferico legato al traffico ha delle conseguenze negative sullo sviluppo cognitivo dei bambini", rivela lo studio.

Kevin McConway dell’ « Open University » ha elogiato lo studio ma ha notato che lo studio si riferiva soltanto all’esposizione a sostanze nocive a casa e non all’esposizione a NO2 e PM2.5 nelle zone di lavoro o al periodo di tempo passato lontano da casa. L’Agenzia europa dell’ambiente stima che più di 400 000 persone nelle zone urbane europee muoiono prematuramente ogni anno a causa dell’inquinamento atmosferico.
 

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