Osteoporosi: sapere tutto

L’osteoporosi è una malattia ossea che porta ad una perdita di densità ossea. Scoprite le complicazioni possibili, i sintomi e i trattamenti di questa patologia.

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Osteoporosi: sapere tutto

Cos'è l'osteoporosi?

La parola osteoporosi viene da "osteo" che significa "osso" e "porosi" che significa "poroso". Questa etimologia si spiega con l'alterazione della massa e dell'architettura ossea. Questi due aspetti riducono la resistenza ossea e rendono l'osso debole e fragile. Il rischio di fratture è allora aumentato. La perdita ossea si produce silenziosamente, in modo asintomatico.

Le persone più colpite sono quelle di più di 65 anni anche se l'osteoporosi può comparire più presto. Dopo 50 anni, il numero di donne con osteoporosi aumenta notevolmente: a 65 anni, il 39% delle donne soffre di osteoporosi; a 80 anni, il 70% delle donne è affetto da osetoporosi e tra esse, il 60% presenta almeno una frattura. Al contrario di cosa si può pensare, gli uomini non sono risparmiati da questa malattia, anche se sono due volte meno toccati dalle donne.

Fare la diagnosi

Quando il medico sospetta un'osteoporosi, fa un'interrogatorio e analizza i fattori di rischio di osteoporosi del paziente. Deve anche verificare che non esistono altre cause (tumore, trauma...). Quando un rischio o precedente esiste, il medico prescrive un esame di imaging chiamato "osteodensimetria" che da la Densità Minerale Ossea (DMO). Viene realizzato in generale a livello di due localizzazioni: rachide lombare e femore. Secondo l'intensità dell'intervallo della DMO con la normale, si parla di osteopenia o osteoporosi quando la perdita ossea è più importante.

Le fratture, la principale complicazione dell'osteoporosi

Le complicazioni più frequenti e gravi sono le fratture. Raggiungono il più spesso la colonna vertebrale e le anche, che sono ossa molto sollecitati per sostenere il peso. Le fratture dell'anca, dopo una caduta, possono portare ad un'invalidità e spesso al decesso dopo complicazioni post intervento (immobilizzazione prolungata).

Le fratture sono a volte spontanee: le vertebre sono allora talmente indebolite che si stringono e scrollano da sole. Queste fratture provocano dolori forti, che scompaiono lentamente. La successione di questi cedimenti provoca una schiena piegata.

I fattori di rischio evitabili

- Alcol e fumo: il consumo eccessivo di questi prodotti aumenta il rischio di fratture.

- Deficiti di vitamina D o di calcio: un alimentazione povera di calcio durante tutta la vita provoca una carenza; il deficit di vitamina D può essere dovuto ad un apporto troppo basso nell'alimentazione o ad un'esposizione solare troppo bassa. Queste due carenze aumentano il rischio di osteoporosi perché il calcio si fissa meno sulle ossa.

- Mancanza di attività fisica (sedentarietà): l'attività fisica favorisce la creazione di ossa forti.

- Assunzione di corticosteroidi: i corticosteroidi per via sistemica, durante periodi di più di tre mesi, provocano una degradazione delle ossa che aumenta il rischio di osteoporosi.

- Peso leggero con BMI inferiore a 19: un peso leggero è sinonimi di bassa massa ossea: la perdita di una bassa quantità ossea è quindi più grave e il rischio di osteoporosi è più forte.

Adattare il suo quotidiano quando si è affetto da osteoporosi

Per evitare ogni caduta, è possibile adattare la casa ed i suoi vestiti (niente tappetino, niente oggetto in alto, grab bar nel bagno...) Consumare alimenti ricchi di calcio e vitamina D è raccomandato (uova, formaggi, prezzemolo, cozze, ostriche...).

Quali sono i trattamenti?

Se la causa è definita (ipertiroidismo ad esempio), bisogna innanzitutto trattarla.

Se nessuna causa viene identificata, il trattamento con farmaci si basa su diverse classi:

-  bisfosfonati (il loro nome si finisce con -dronato) riducono l'assorbimento (degradazione) osseo, stabilizzano la massa ossea e aumentano la densità minerale dell'osso. Deve essere continuato durante tre anni al minimo.

- Il raloxifene, che impedisce l'assorbimento, è piuttosto utilizzato nelle donne con osteoporosi prima 70 anni e che hanno inoltre un rischio di tumore del seno.

- Il teriparatide (forma simile all'ormone paratiroideo della tiroide), qualificato come osteoriparatore, riservato per le forme gravi con almeno 2 fratture vertebrali. Può essere usato nell'uomo e nella persona sotto corticosteroidi, non più di 18 mesi per via sotocutanea.

- Il ranelato di stronzio ha un azione doppia perché agisce sull'assorbimento e sulla formazione ossea. Può essere prescritto in seconda linea nella donna di meno di 80 anni sans precedente di flebite o embolia polmonare.

La decisione di trattamento si fa secondo diversi criteri come i precedenti di frattura, i fattori di rischio, il sesso e le controindicazioni di trattamenti.

Dove si trova la ricerca medica?

Nel campo dell'osteoporosi, le bioterapie promettono chiari miglioramenti soprattutto con il denosumab, un anticorpo che mira a ridurre l'assorbimento dell'osso. Viene prescritto sotto forma iniettabile una volta ogni 6 mesi. Potrebbe essere usato per altre malattie come la spondilite anchilosante e la poliartritre reumatoide.

Fonti: Articolo scritto sotto la supervisione del Dottore Florence LEVY-WEIL, capo del dipartimento di reumatologia del centro medico di Argenteuil (Francia).

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