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Diabete di tipo 1 svolta innovativa al San Matteo

Pubblicata il 24 mag 2018

Diabete di tipo 1 svolta innovativa al San Matteo

Il San Matteo è l’unica struttura ospedaliera in provincia di Pavia abilitata ad impiantare un dispositivo che rappresenta una svolta nella gestione del diabete, in particolare quello di tipo 1.

Il San Matteo è l’unica struttura ospedaliera in provincia di Pavia abilitata ad impiantare un dispositivo che rappresenta una svolta nella gestione del diabete, in particolare quello di tipo 1. Si chiama Eversense, un sistema di controllo continuo della glicemia che si dispone nel sottocute, dove può rimanere posizionato per tre mesi o, in versioni recentissime, addirittura 180 giorni. Elisabetta Lovati, responsabile dell’Ambulatorio di Diabetologia ed Endocrinologia del Policlinico è l’unico diabetologo, in provincia di Pavia, autorizzato al posizionamento del dispositivo. “Ad oggi – spiega la specialista che si occupa da oltre 10 anni in particolare di pazienti affetti di diabete di tipo 1 – utilizzano Eversense12 pazienti che afferiscono al nostro ambulatorio: tutti selezionati ed educati al corretto utilizzo dello strumento, ma soprattutto alla corretta valutazione ed interpretazione dei dati registrati”.

Le cure attuali

“Questo tipo di diabete che, attualmente, in circa la metà dei casi esordisce in età adulta, è caratterizzato – aggiunge Elisabetta Lovati –  dalla presenza di anticorpi rivolti contro le cellule pancreatiche responsabili della produzione di insulina. La terapia tesa a ristabilire il livello necessario di insulina, è modulata sulla base del valore glicemico del momento, o se possibile, dell’andamento glicemico”. La terapia classica prevede la somministrazione di insulina sottocute più volte al giorno; in alternativa esiste la possibilità di una infusione continua di insulina, attraverso un microinfusore. Per evitare rischi di ipoglicemia o iperglicemia, entrambe potenzialmente molto pericolose per l’organismo, riveste fondamentale importanza la misurazione della glicemia, poiché fornisce al paziente e al medico un’indicazione sull’andamento del tasso di zuccheri nel sangue, a cui dovranno seguire misure dette di “correzione”.

Monitorare l’andamento

“La ricerca – racconta la diabetologa del San Matteo – è da tempo indirizzata verso la misurazione in continuo della glicemia, rispetto alla misurazione classica spot. Conoscere l’andamento della glicemia può infatti migliorare molto la qualità della vita perché permette di programmare la propria giornata con più serenità e sicurezza. Esistono da diversi anni ormai i sistemi CGM (Continuous Glucose Monitoring) per la misurazione in continuo della glicemia, che permettono, anche al paziente, la visualizzazione in “real time” del valore e prevedono allarmi sia per valori bassi che alti di glicemia. Tali sistemi si avvalgono del posizionamento di un piccolo sensore (veicolato da un piccolo aghetto) nel sottocute che viene rimosso e sostituito ogni 7 giorni”. ConEversense il salto è decisamente in avanti. “Diversamente dagli altri sistemi di monitoraggio in continuo, questo sensore può essere sostituito 2 o 4 volte all’anno, a seconda della sua versione. Si applica poi esternamente con un semplice cerotto sul braccio in corrispondenza del sensore, che invierà i valori glicemici, via wireless, direttamente ad un APP che il paziente scaricherà comodamente sul proprio cellulare”.

Avviso immediato

“Il valore aggiunto per il paziente di questo tipo di dispositivo – conclude Elisabetta Lovati – è rappresentato dal fatto che, attraverso una vibrazione, il paziente viene avvisato dell’arrivo di una ipoglicemia o una iperglicemia prima che questa si verifichi, e tale vibrazione cambia di intensità sulla base della gravità dell’alterazione glicemica. L’applicazione per smartphone collegata al sistema permette di controllare ogni aspetto, dai grafici agli allarmi, sia dal paziente che dai propri famigliari, ma soprattutto dal diabetologo, che anche in remoto può vedere i dati del paziente condivisi su una “cloud”. Questo sistema potrebbe risultare molto importante anche per i bambini, anche se per il momento non è ancora stato approvato per l’uso pediatrico”.

Il Giornale di Pavia

7 commenti


ffulvio55
il 29/05/18

Soffro dal 2005 di diabete mellito 1..i miei valori attualmente si aggirano intorno un valore medio di 220 con glicata

68.. molti picchi di ipo..ho cambiato diversi diabetologo ma con scarsi risultati. Questo nuovo metodo penso che per quelli come me sarebbe di efficiente utilità. Premetto ho 63 anni e a parte il diabete godo di ottima salute..per il momento. Sarei disposto a provarlo sempre che la sanità non ricada un altra volta nelle spending review..da Milano mi sarebbe comodo raggiungere il San Matteo di Pavia .


carlos71
il 28/06/18

sono diab, dal 1978 , diabete  melito giovanile i picchi  di   ipo, ipe sono altimmisimi con questo senzore , si riesce a  giustasre   la somistrazione dekl insulina


Tholga
il 09/07/18

In effetti è molto interessante , ma avere costantemente delle "microradiazioni " non credo sia molto salutare.

Quando verrà annunciata la vendita ?

Da una parte sarei tentata ma dall'altra ...

Onestamente credo che curare la malattia anzichè bloccarla sia molto conveniente per le case farmaceutiche , che sicuramente poi, produrranno anche altri prodotti x le conseguenze dovute al portare questo apparecchio.

Aspettiamo e vedremo


carlos71
il 17/07/18

gia sono iniziate le prescrizioni  medici x il  freestile


silviaeasy
il 28/02/19

Ciao io sto aspettando di mettere il sensore eversense xl e più piccolo e dura 6 mesi chissà dovrebbe essere ottimo ...purtroppo son diabetica di tipo 1 dal 2006 ed e molto scompensato e il freestyle la mia pelle(pur non sudando tanto )non lo tiene  ed e uno spreco se qualcuno lo ha mi piacerebbe sapere qualche opinione grazie 

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