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Diabete: indagine su una malattia banalizzata

Pubblicata il 14 nov 2017 • Da Léa Blaszczynski

Diabete: indagine su una malattia banalizzata

In occasione della Giornata mondiale del diabete, abbiamo interrogato i nostri membri diabetici per conoscere le loro impressioni. Indagine su una patologia banalizzata che colpisce, tuttavia, 422 milioni di persone nel mondo.

Diabete

Una persona su undici nel mondo soffre di diabete. E secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, 622 milioni di persone saranno diabetici entro il 2040. Per questa Giornata mondiale, abbiamo deciso di interessarci a questa pandemia. E per questo, abbiamo condotto un’indagine tra i nostri membri.(*)

«È una malattia che ti mette alla prova»

La maggior parte dei membri Carenity ritiene che il diabete è una « malattia che non è diversa dalle altre » (27%) ma per alcuni, « è una malattia comune ma mancano informazioni » (32%). Se i primi si sono abituati alla patologia, gli altri soffrono di essere diabetici: « Ha cambiato la mia vita in modo devastante » o ancora « La malattia ha avuto un impatto negativo sulla mia vita ».

Ci sono le iniezioni di insulina che sono spesso associate ad un momento imbarazzante, soprattutto quando non sei a casa tua. « C'è il disagio dei frequenti controlli della glicemia e delle dosi da iniettare, soprattutto se si è in giro per lavoro! », « psicologicamente non si può accettare di dover fare una puntura prima di ogni pasto » « Vorrei essere più costante, ma a volte mi fa tanto male me che vorrei non farle piu, ma so che devo continuare per non rovinare i miei organi ». C’è anche la dieta da seguire che rende difficile il fatto di uscire di casa. « Qualche limitazione sociale è inevitabile, vita moderata e relazioni sociali più contenute », « Mi sento limitata nella vita sociale, incompresa quando sono stanca o in ipo »

Per altri membri, il diabete è diventato un’abitudine, « ho imparato a farmi amico il diabete per renderlo meno pesante a me e soprattutto ai miei cari », « Nessuno problema per la vita sociale, familiare e professionale » o « Poi col passare del tempo ci si abitua e si entra nell'ottica della normalità e di fregarsene di cosa pensa a gente ». Ma numerosi membri menzionano le difficoltà nel trovare un lavoro e stabilizzarsi.

Un trattamento che ha 95 anni

Tenere sotto controllo il diabete è il problema principale per il 63% dei membri interrogati, poi vengono i cambiamenti di peso (34%) e le ipoglicemie frequenti (27%). Alcuni membri rilevano che « con le giuste conoscenze e voglia di tenersi informati si può facilmente conviverci e curarsi ».

Dalla prima iniezione di estratti di pancreas somministrata ad un Canadese di 14 anni nel gennaio 1922, l’insulina è sensibilmente cambiata.  È un trattamento molto classico oggi che si rinnova sempre. Il 51% dei membri interrogati è in trattamento con insulina da meno di dieci anni.

Per quanto riguarda il rapporto dei membri con l’insulina, « non ci pensono più, è la forza dell’abitudine » (45%) e si rallegrano che « un trattamento per il diabete esista » (22%)

Il 70% dei membri interrogati usa la penna insulinica diverse volte al giorno. Il 17% usa la pompa insulinica e il 13% usa la penna insulinica una volta al giorno. I numerosi trattamenti e marchi permettono oggi un migliore adattamento della terapia con insulina in funzione del paziente: stato clinico, profilo, stile di vita… Ma qualunque sia il percorso sanitario, l’obiettivo è lo stesso: evitare le variazioni importanti della glicemia nel corso del ciclo biologico.    

Come per qualunque patologia cronica, l’impatto della malattia varia secondo il tipo del diabete, il suo stadio, i trattamenti, il profilo del paziente, le malattie secondarie, l’età, il peso o ancora il sostegno o no dei familiari. Finalmente, uno dei nostri membri interrogati riassume bene la strada da seguire, che è universale: « Il diabete non è facile, ma ne lui ne altro potranno impedirmi di essere FELICE :) »

(*) Sondaggio Giornata mondiale del diabete per Carenity, novembre 2017.

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Promemoria

La parola « diabete » viene dal greco dia-baïnos che significa « che scorre attraverso ». Una parola che rimanda ai due sintomi principali della malattia: avere sempre sete e bisogno di urinare.

Diabete di tipo 1: il corpo non produce abbastanza insulina.

Diabete di tipo 2: il corpo non usa bene l’insulina prodotta  

Diabete gestazionale: iperglicemia temporanea durante la gravidanza

Carenity

avatar Léa Blaszczynski

Autore: Léa Blaszczynski, Redattrice di Salute, esperta in comunicazione

Presso Carenity dal 2013, scrivere articoli sulla salute non ha più segreti per Léa. Ha un interesse particolare nei campi della psicologia, della nutrizione e dell'attività fisica.

Léa ha un master in... >> Per saperne di più

4 commenti


giupipino • Membro Ambasciatore
il 16/11/17

Questo articolo è un chiarissimo esempio di DISINFORMAZIONE che esiste sul DIABETE MELLITO. L'articolo fa pensare che DIABETE e TRATTAMENTO INSULINICO siano la stessa cosa.
La disinformazione è proprio questa: SOLO IL 10 % dei casi di DIABETE MELLITO è un DIABETE DI TIPO 1, e necessita perciò di TRATTAMENTO INSULINICO.
La stragrande maggioranza (90%) dei casi di DIABETE MELLITO appartiene al TIPO 2, quello che insorge quasi sempre attorno ai 50 anni e che NON HA BISOGNO  di TRATTAMENTO INSULINICO.
Tale diabete è dovuto alla RESISTENZA INSULINICA, ovvero al fatto che l'insulina, pur venendo prodotta dal pancreas in quantità normale (o addirittura superiore al normale) NON E' IN GRADO di ridurre la glicemia a causa della OBESITA' (o del SOVRAPPESO) del paziente.
In questi pazienti si ha un ACCUMULO DI GRASSO ADDOMINALE (rilevabile dal fatto che la circonferenza addominale è SUPERIORE a 102 cm negli uomini e a 88 cm nelle donne) che RENDE INEFFICACE l'insulina.

Questi pazienti, (che RICORDIAMO RAPPRESENTANO QUASI IL 90% dei diabetici) NON HANNO BISOGNO di INSULINA. Hanno solo bisogno di RIDURRE LA LORO CIRCONFERENZA ADDOMINALE sotto i 102 cm e di RIDURRE IL LORO INDICE DI MASSA CORPOREO [peso/(altezza per altezza)] sotto il valore 27.

Solo se continuano con uno stile di vita che favorisce l'obesità (sedentarietà e nutrizione IPERCALORICA) svilupperanno la necessità di assumere insulina.

E' necessario che queste cose vengano dette con ESTREMA CHIAREZZA, perchè associare diabete a trattamento insulinico è una fake news estremamente GRAVE.


salatz40
il 21/11/17

Gradirei sapere se il microinfusore è utile anche nel diabete di tipo2. Per ora sto prendendo, assieme ai farmaci, l'insulina a rilascio ritardato, ma non noto che un risultato modesto. Gradirei anche sapere se il Servizio Sanitario nazionale lo fornisce o se bisogna acquistarlo e, nel caso, quali sono i costi.


yoschi
il 23/11/17

Salve,io sono microinfusa ma ho diabete tipo1. Che sappia io il microinfusore lo danno solo a chi ha questo tipo di diabete. È una macchinetta alquanto costosa (il mio intorno ai settemila euro) e poi ogni tre giorni devi cambiare dei pezzi e l’insulima. Se puoi magari ti sarebbe utile il sensore per un monitoraggio continuo della glicemia ? Spero di essere stata utile 


Juvesteel79
il 09/12/17

Il.microinfusore viene dato a chi insulino dipendente quindi tipo 1 . Io per scelta resta con novorapid e tresiba . Il diabete mellito tipo 1 insulino dipendente . Il diabete di tipo 2 il classico riconosciuto curabile con pastiglia al seguito 

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