MASH e genetica: perché alcune persone sviluppano la malattia e altre no?
Pubblicata il 23 mar 2026 • Aggiornato il 25 mar 2026 • Da Candice Salomé
Due persone possono avere uno stile di vita simile, presentare gli stessi fattori di rischio metabolici… e tuttavia non sviluppare le stesse malattie. Questo vale in particolare per alcune patologie epatiche come la steatoepatite associata a disfunzione metabolica (MASH), nota in passato come NASH.
Sebbene l'obesità, il diabete o l'insulino-resistenza siano fattori ben noti legati a questa malattia, da soli non possono spiegare perché alcune persone sviluppino un'infiammazione del fegato mentre altre ne sono immuni.
Da diversi anni, i ricercatori si interessano al ruolo della genetica in questa disparità di rischio. Alcune variazioni del nostro DNA potrebbero influenzare il modo in cui il fegato immagazzina i grassi, reagisce all'infiammazione o sviluppa forme più gravi della malattia.
In questo articolo esploreremo il ruolo della genetica nella MASH, i principali geni coinvolti e ciò che la ricerca ci insegna sulle differenze di rischio tra gli individui.
Capire la MASH: una malattia epatica legata al metabolismo
La steatoepatite associata a disfunzione metabolica (MASH), precedentemente nota come NASH (Non-Alcoholic Steatohepatitis), è una forma avanzata di malattia epatica associata all’accumulo di grasso nelle cellule epatiche.
La MASH appartiene allo spettro delle malattie epatiche steatosiche associate a disfunzione metabolica (MASLD), una nuova classificazione introdotta di recente per riflettere meglio i meccanismi metabolici coinvolti in queste patologie.
Nella MASH, l’accumulo di grasso nel fegato è accompagnato da un’infiammazione e da lesioni delle cellule epatiche. Con il tempo, questa infiammazione può portare a una fibrosi epatica, o addirittura evolvere in una cirrosi o un cancro al fegato.
Diversi fattori aumentano il rischio di sviluppare la MASH, in particolare il sovrappeso, il diabete di tipo 2, l’ipercolesterolemia e l’insulino-resistenza. Tuttavia, alcune persone sviluppano la malattia nonostante un profilo metabolico relativamente moderato, mentre altre sembrano sfuggirle nonostante la presenza di fattori di rischio significativi.
Questa variabilità ha portato i ricercatori a interessarsi al ruolo della genetica nello sviluppo della malattia.
Il ruolo della genetica nella MASH
Perché alcune persone sono più a rischio
Le ricerche genetiche hanno dimostrato che alcune persone possiedono delle varianti di alcuni geni che possono influenzare la loro tendenza a sviluppare una steatoepatite metabolica.
Queste variazioni del DNA possono influenzare il modo in cui l'organismo:
- immagazzina i grassi nel fegato
- gestisce il metabolismo dei lipidi
- reagisce ai fenomeni infiammatori
Pertanto, due persone con uno stile di vita simile possono presentare rischi molto diversi di sviluppare la MASH.
I fattori genetici non determinano da soli l'insorgenza della malattia, ma possono modulare la vulnerabilità individuale di fronte ai fattori metabolici.
I geni più studiati
Sono stati identificati diversi geni associati a un aumento del rischio di steatosi epatica e MASH.
Uno dei più studiati è il gene PNPLA3. Una particolare variante di questo gene è associata a un maggiore accumulo di grasso nel fegato e a un rischio più elevato di infiammazione epatica.
Anche altri geni sono stati individuati come responsabili della progressione della malattia, in particolare TM6SF2, MBOAT7 e GCKR. Questi geni intervengono in diversi aspetti del metabolismo dei lipidi e della regolazione energetica.
La presenza di alcune varianti genetiche può quindi aumentare la probabilità di sviluppare una steatosi epatica, ma anche favorire l'evoluzione verso forme più gravi della malattia.
Genetica e progressione della malattia
Perché alcune forme progrediscono più rapidamente
Non tutte le persone affette da steatosi epatica sviluppano una MASH. In alcuni casi, la malattia rimane stabile per molti anni, mentre in altri può progredire verso una fibrosi avanzata.
Le ricerche suggeriscono che la genetica potrebbe anche influire sulla velocità di avanzamento della malattia.
Alcune varianti genetiche sembrano favorire i meccanismi infiammatori o la formazione di tessuto cicatriziale nel fegato. Questi meccanismi possono accelerare la progressione verso la fibrosi o la cirrosi.
La genetica potrebbe quindi influenzare non solo il rischio di sviluppare la malattia, ma anche la sua evoluzione a lungo termine.
L'interazione tra geni e stile di vita
Anche in presenza di fattori genetici, lo stile di vita rimane un elemento determinante.
L'alimentazione, l'attività fisica, il peso corporeo e la presenza di malattie metaboliche come il diabete possono interagire con la predisposizione genetica a questa malattia.
Questa interazione tra geni e ambiente è spesso descritta come un effetto combinato:la genetica può aumentare la sensibilità a determinati fattori, ma questi fattori rimangono necessari per scatenare o aggravare la malattia.
Verso una medicina più personalizzata?
La genetica come strumento di previsione
I progressi nel campo della genetica aprono la strada a una migliore comprensione dei rischi individuali di fronte alla MASH.
In futuro, l’identificazione di alcune varianti genetiche potrebbe consentire di identificare più precocemente le persone che presentano un rischio elevato di progressione verso forme gravi della malattia.
Ciò potrebbe aiutare i medici ad adattare il follow-up e le strategie di prevenzione in base al profilo di ciascun paziente.
Le prospettive di ricerca
I ricercatori proseguono il loro lavoro per comprendere meglio i meccanismi genetici coinvolti nella MASH.
Queste ricerche potrebbero contribuire allo sviluppo di nuovi approcci terapeutici mirati, che agiscano su determinati meccanismi biologici coinvolti nella progressione della malattia.
Sebbene questi progressi siano ancora in fase di studio, illustrano la crescente importanza della genetica nella comprensione delle malattie metaboliche del fegato.
Conclusione
La steatoepatite associata a disfunzione metabolica (MASH), precedentemente nota come NASH, è una malattia complessa in cui intervengono numerosi fattori.
Sebbene lo stile di vita e i disturbi metabolici abbiano un ruolo centrale, le ricerche dimostrano che anche la genetica può influenzare il rischio di sviluppare la malattia e il suo decorso.
Non siamo quindi tutti uguali di fronte al rischio di MASH. Tuttavia, anche in presenza di una predisposizione genetica, le abitudini di vita rimangono una leva importante per limitare lo sviluppo e la progressione della malattia.
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13 giu 2018 • 7 commenti