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Digiuno intermittente e malattie croniche: comprendere tutto

Pubblicata il 5 mar 2020 • Da Camille Dauvergne

Digiunare significa privarsi volontariamente del cibo. È una pratica ancestrale spesso praticata per motivi religiosi o spirituali, ma anche a scopo terapeutico. Sta addirittura diventando una pratica alla moda! Facciamo il punto della situazione per aiutarvi a vederci più chiaro.

Digiuno intermittente e malattie croniche: comprendere tutto

Cos'è il digiuno intermittente?

Digiunare significa privarsi volontariamente del cibo. È una pratica ancestrale spesso praticata per motivi religiosi o spirituali, ma anche a scopo terapeutico. Sta addirittura diventando una pratica alla moda!

Il digiuno intermittente consiste nel ridurre la propria finestra di assunzione di cibo, cioè mangiare tanto ma in un periodo di tempo più breve. In altre parole, consiste nel sopprimere la cena o la colazione, mangiando l'equivalente del pasto soppresso per il resto della giornata. Il digiuno intermittente può anche consistere nella riduzione del proprio apporto calorico con giorni senza assunzione di cibo e giorni "normali".

Il digiuno intermittente deve quindi essere distinto dal digiuno completo (apporto di zero calorie) e dal digiuno parziale continuo (restrizione continua dell'apporto calorico). Questo tipo di digiuno può essere praticato da una persona sana (piuttosto un digiuno preventivo) o da una persona malata (piuttosto un digiuno curativo/terapeutico).

I diversi tipi di digiuni intermittenti

Possiamo distinguere diversi tipi di digiuni intermittenti come:

  • Il metodo 16/8: che consiste nel digiunare 16 ore su 24, che è molto più comune di quanto si pensi, perché molte persone saltano la colazione!

  • Il metodo 5/2: dove si consumano 500 kcal al giorno in 2 pasti.

Entrambi i metodi sono destinati alla pratica occasionale, in soggetti che non sono abituati a saltare un pasto, per mettere a riposo l'apparato digerente.

  • Digiuno a giorni alterni, o una o due volte a settimana.

  • Digiuno terapeutico (sanogenesi): che deve essere seguito da un operatore sanitario e praticato per motivi terapeutici (cancro, patologie infiammatorie croniche, ecc.).

  • Digiunare quando si vuole/può: in funzione di quanto si ha fame, questo è il metodo più intuitivo.

I vantaggi del digiuno intermittente

Il digiuno intermittente sembra avere effetti sul ritmo circadiano, sui microbioti intestinali e sulla restrizione calorica. Per quanto riguarda il suo effetto sul microbiota intestinale, sembra ridurre gli inconvenienti legati ai problemi di permeabilità intestinale e di infiammazione spesso presenti soprattutto nelle persone obese.

Molte persone sembrano aver perso peso grazie al digiuno intermittente perché, se ben praticato, il metabolismo si adatta alla restrizione alimentare attingendo alle riserve di lipidi una volta esaurite le riserve alimentari. 

Si possono osservare altri effetti benefici come una diminuzione della sensazione di fame, un sonno migliore o un aumento della vitalità e della concentrazione.

È convalidato dal punto di vista medico?

Sono stati condotti 9 studi interventistici che indagano l'effetto del digiuno intermittente per diversi mesi in pazienti in sovrappeso o obesi. Tra essi, 7 hanno confermato la perdita di peso e circa la metà ha mostrato un miglioramento dei marcatori metabolici. Tuttavia, i marcatori metabolici non sempre sono stati migliorati nei diversi studi. Ci sono prove abbastanza chiare che il digiuno intermittente è più benefico dell'astinenza dietetica completa e di alcune diete restrittive. Sono stati condotti studi scientifici sui topi che hanno mostrato buoni risultati sull'aumento della durata della vita, sulla resistenza allo stress ossidativo e sulla tossicità sotto chemioterapia.

Attenzione! È importante notare che gli studi sul digiuno intermittente non sono sempre di alta qualità e ben controllati, e spesso hanno un basso livello di evidenza.

Per quale(i) malattia(e) è indicato?

Il digiuno intermittente migliorerebbe i sintomi nelle sindromi dell'intestino irritabile, migliorerebbe il dolore e la rigidità mattutina nell'artrite reumatoide, ridurrebbe significativamente il dolore nelle sindromi dolorose croniche come la fibromialgia. Nelle sindromi metaboliche come il diabete, il digiuno metabolico aumenterebbe la sensibilità all'insulina, stimolerebbe la lipolisi e abbasserebbe la pressione sanguigna. Migliorerebbe anche i segni della dermatite atopica.

Il digiuno nel quadro del cancro

Il digiuno (in generale) è in fase di sviluppo in oncologia: migliorerebbe l'effetto dei trattamenti contro le cellule tumorali, proteggerebbe le cellule sane, ridurrebbe gli effetti collaterali sotto chemioterapia, come la nausea/vomito indotto dalla chemio, la diarrea e i crampi addominali, e ricostruirebbe più rapidamente i sistemi immunitario ed ematopoietico (che sintetizza i costituenti del sangue).

Il digiuno nel quadro delle malattie cardiovascolari

Si è constatato un miglioramento del metabolismo dei lipidi, un miglioramento dei marcatori infiammatori; un miglioramento dell'ipertensione, una diminuzione del peso e un miglioramento dei parametri glicemici.

Altre diete come la dieta Fast Mimicking possono essere indicate nella malattia di Crohn. Consiste nel consumare per 5 giorni pasti già preparati, a basso contenuto calorico (restrizione calorica giornaliera) e ricchi di grassi buoni.

Tuttavia, non esiste una conclusione scientificamente fondata e dimostrata per convalidare queste indicazioni mediche. Nei pazienti affetti da malattie croniche, è essenziale ottenere un parere medico prima di iniziare un digiuno intermittente, e deve essere sottoposto ad un adeguato controllo medico, ad esempio in un centro di digiuno.

Per chi è controindicato?

Il digiuno intermittente è controindicato nei bambini, nelle donne incinte o che allattano, negli anziani, a rischio di ipoglicemia o con squilibri ormonali.

Qualche consiglio prima di iniziare un digiuno intermittente

  • Rimanere ben idratati con un minimo di 2-2,5 litri di acqua/tisana al giorno.
  • Mantenere un'adeguata assunzione di proteine (circa 1,2 g di proteine/kg/giorno)
  • Consumare grassi di qualità, soprattutto vegetali, tra un periodo di digiuno e l'altro.

Se non sapete che tipo di digiuno è giusto per voi e come procedere, è meglio consultare un operatore sanitario prima di iniziare il digiuno.

 

E voi, praticate il digiuno intermittente? Avete notato un miglioramento della vostra salute?

Attenzione, questo articolo è generale e non sostituisce in nessun caso una prescrizione medica. Non fa riferimento ad eventuali casi particolari che possono esistere. Ogni paziente è diverso, comunque parlatene con il vostro medico!

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Autore: Camille Dauvergne, Junior Community Manager Francia

Camille Dauvergne è attualmente Community Manager Junior in Carenity. Assiste il Community Manager Francia nell'animazione della piattaforma, facilitando la navigazione dei membri e promuovendo le loro... >> Per saperne di più

2 commenti


Paola
il 18/05/20

Ciao a tutti! Sono reduce da un k ovarico-tube e sono alla seconda chemio. Da dopo l'intervento ho iniziato una dieta a basso indice glicemico (pasta per diabetici, pasta di legumi, riso integrale) priva di zuccheri raffinati, priva di latte e derivati (solo ricotta ogni tanto) e priva di carne rossa (avicola ogni tanto) ma ricca di vegetali (cereali, legumi, verdura fresca e frutta) togliendo quelli contenenti alti dosaggi di poliammine.

Vorrei riuscire a fare una dieta 8:16 ma per il momento riesco a farne una 10:14 ma alla sera il pasto è un passato di verdura con/senza cereali. 

Mi sento bene e le analisi vanno bene per il momento. I sintomi della chemio durano 10 giorni: la nausea un paio di giorni, il gusto alterato tutti i 10 giorni,  come l'atralgia. 

Non è una terapia invasiva e credo che questa dieta diventerà la mia quotidianità, mi fa stare bene anche mentalmente.

Voi che ne pensate?


Liofante
il 19/05/20

Io ho praticato il digiuno settimanale in passato, con ottimi risultati per il mio stato mentale.

Ho anche digiunato alcune volte per 2 giorni ed una volta per 3 giorni. Con grande soddisfazione piu' che altro psicologica.

Da quando mi e' venuto il diabete ( di tipo 2 pero' insulino dipendente da subito) ho smesso per timore di ipoglicemie.

Ora pero' che gestisco meglio il rapporto insulina/cibo intendo riprendere un digiuno settimanale...E' controindicato?

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