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Fibromialgia e confinamento: sentirsi sola di fronte alla malattia

Pubblicata il 14 mag 2020 • Da Candice Salomé

Vivichronique, giovane madre di 39 anni, membro della piattaforma Carenity Francia, soffre di fibromialgia da 12 anni. Ha voluto testimoniare sulla solitudine che ha incontrato di fronte alla malattia durante il confinamento.

Fibromialgia e confinamento: sentirsi sola di fronte alla malattia

Da quanto tempo soffri di fibromialgia? Come si manifestano i tuoi "attacchi"?

Sono passati ufficialmente 12 anni dalla diagnosi. I miei "attacchi" sono sempre più violenti e persino atroci. A volte mi sento come se fossi stato investito da un camion perché il dolore alle ossa è così forte. Ho una spiacevole sensazione di essere "toccato" come se avessi dei lividi. Il rumore e la luce, a volte, sono insopportabili per me. Il mio corpo scatena anche la tendinite. Ci sarebbero così tante cose da dire...

Richiede una cura regolare oppure giornaliera?

Prendo molti trattamenti ogni giorno: morfina, antidepressivi, sonniferi, antiepilettici. Uso anche la macchina antidolorifica Tens. Ho anche provato alcuni esercizi di ipnosi che ascolto a casa dopo averne fatti alcuni con il mio medico. Sono anche monitorato in un centro per il dolore.

Continui a ricevere questa cura durante il confinamento? Se no, sai perché?

No, niente cura da quando e' iniziato il confinamento. Il mio centro del dolore è stato requisito per la prima volta insieme ai medici per affrontare la pandemia di covid-19. Anche il centro di riabilitazione.
Non ho nemmeno avuto una seduta con il mio fisioterapista per l'auto-riabilitazione tramite teleconsulto.

Quale impatto può avere sulla tua salute il fatto di non ricevere queste cure?

Ho degli attacchi regolari. Ho un'insonnia enorme. Inoltre, al momento ho tre figli a casa con il confinamento. Mi sento esausta. Il mio morale ha subito un colpo e mi sento molto sola nonostante mio marito sia lì per aiutarmi. Poverino, è impotente e non può fare nulla per i miei dolori e le mie crisi.

Sei in grado di compensare questa cura da sola o con l'aiuto della tua famiglia, ad esempio attraverso l'autorieducazione o l'attività fisica?

No, tranne che per il Tens (dispositivo antidolorifico) mio marito sa come indossarlo perché veniva con me quando imparavo il dispositivo. Se ho un dolore insopportabile, mi mette addosso anche un cerotto di Versatis.

Sei preoccupata per questa mancanza di cura? E in caso affermativo, perché?

Per un lungo periodo di tempo sì completamente! Si sta ripercuotendo sulla mia salute, sul mio morale, accentua la solitudine e la reclusione!

Quali consigli daresti ai pazienti che si trovano nella tua stessa situazione?

Consiglierei a coloro che hanno ancora accesso al loro centro del dolore di chiamarli. Non puoi rimanere così o rimarrai confinato. Inoltre, consiglierei a coloro che hanno la fortuna di avere persone di cui si può fidare di parlare, di farlo. E infine, se possibile, prendersi il tempo ogni giorno per riposarsi e rilassarsi, e soprattutto non sentirsi in colpa per questo.

Grazie a Vivichronique per aver condiviso la sua storia. E voi, in che stato d'animo vi trovate in questo momento? I vostri sintomi si sono evoluti o sono cambiati durante il confinamento?
Forza a tutte e tutti!

avatar Candice Salomé

Autore: Candice Salomé, Redattrice di Salute

Creatrice di contenuti presso Carenity, Candice è specializzata nella scrittura di articoli sulla salute. Ha un interesse particolare nei campi della psicologia, del benessere e dello sport. 

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2 commenti


ENZO1949
il 22/05/20

Ho letto con molto interesse la testimonianza di Vivichronique e ne sono rimasto sinceramente colpito. Non conoscevo questo genere di malattia e ciò mi ha letteralmente scosso sia per la forza di questa donna nell'affrontare la malattia,sia per la solidarietà e amore del marito nell'assisterla. Purtroppo viviamo in un mondo in continua evoluzione e ciò che una volta si percepiva come un dovere oggi è una scusa per una interruzione del rapporto. Nel mio piccolo e per quello che posso dire dispiace che al momento non vi siano cure apprezzabili per la malattia di Vivichronique ma mi consola la vicinanza del marito che non è poco di questi tempi. Coraggio Vivichronique io per quello che posso ti sarò vicinoi nei miei pensieri e, per quello che mi verrà consentito, nelle mie preghiere


jo.cocchi
il 22/04/21

Conosco bene la fibromialgia e putroppo i suoi sintomi visto che ne sono affetta, il brutto che non c'è una cura e non è neppure riconosciuta dal sistema sanitario visto che non è nei LÉA, ho fatto un corso per un gruppo di auto aiuto e ogni tanto ci troviamo in video conferenza per parlare un po di noi

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