Depressione, non so quanto grave.

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Ciao, sono un ragazzo di 23 anni e non so veramente quando ho cominciato a soffrire di depressione. All'inizio pensavo fossi solo un po triste, ma niente di serio. La mia infanzia è stata molto travagliata tra il divorzio dei miei genitori e molti problemi economici: riuscivamo a malapena ad andare avanti. Non ho avuto amici fino ai 15 anni e a 17 ho cominciato a uscire di casa. A 21 anni ho avuto il primo picco di depressione, durante il quale ho lasciato la mia ragazza e subito dopo ho tentato il suicidio tagliandomi i polsi. Non mi sono mai ripreso veramente finché non ho conosciuto un'altra ragazza che all'inizio mi fece uscire da questo stato mentale, ero felice... mi sentivo vivo. Con lei è finita molto male, nel peggiore dei modi probabilmente e dopo quello che mi ha fatto sono tornato in uno stato di depressione peggiore. Non riesco a sorridere, mi sforzo di uscire di casa, non studio, non dormo... mi sento inutile e non so che fare, non riesco a trovare una soluzione. Un modo di evadere.

Inizio della discussione - 21/11/16

Depressione, non so quanto grave.


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Aesthetic, quando si e  in depressione la  peggiore cosa  che si puo  fare  e  cercare di uscirne attraverso un rapporto di a more. ..e  meglio  cercare aiuto  in persone  di fiducia e contre il farmaci, ma si  e  talmente  feriti  da non  poter pensare  å costruire  un rapporto di a more ciao ciao angela 

Depressione, non so quanto grave.


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Credo che per uscire dalla depressione bisogna apprezzare ciò che si ha intorno.. anche solo la terra, gli alberi etc.. Pensando a quante persone non possono vedere ciò che noi vediamo e possono solo immaginarlo... Inoltre bisogna occupare il proprio tempo e non pensare mai a niente, non soffermarti su nulla fai e basta. Esci e corri, allenati per conto tuo anche non andando in palestra, fai volontariato aiuta gli animali o anche le persone più bisognose... Occupa il tuo tempo, sii l'angelo custode vivente e vedrai come questa nube nera piano piano scomparirà sempre più. Accetta le mie parole, siamo quasi coetanei se vuoi parlare io ci sono.

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Buon consigliere

Ciao @Aesthetic e al momento, stai prendendo dei farmaci, sei in psicoterapia?

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No 

@mariodec non prendo niente e non sono in psicoterapia

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Buon consigliere

E di queste due cose psicoterapia e farmaci, cosa ne pensi?

Depressione, non so quanto grave.


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Ho provato con la psicoterapia. Sono stato da uno psicologo veramente molto bravo, ma non riuscivo a vedere dei risultati concreti e ho deciso di smettere visto che non era una spesa che potevo permettermi. Per quanto riguarda i farmaci, sinceramente, mi farebbe sentire personalmente a disagio prenderne, ed è una sensazione che non voglio provare

Depressione, non so quanto grave.


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Ho la tua età, più o meno il tuo problema, ma una storia differente. Essendo anche un po' del "campo" ti spiego qualcosa così poi potrei prendere una decisione più consapevole.
Occorre distruggere un tabù, quello degli psicofarmaci. Inizialmente anche io ne ero soggetto e tutt'ora sento questo peso, tuttavia occorre pensare che uno stato di disagio mentale NON è assolutamente secondario ad un disagio organico. Se tu avessi contratto una malattia virale non ti sentiresti in torto nel prendere la ribavirina o l'aciclovir ( farmaci antivirali ). Quando parliamo di sindromi dello spettro emotivo cadiamo nel tabù.

Sostanzialmente nel nostro cervello fisiologicamente abbiamo delle molecole chiamate "neurotrasmettitori" che gestiscono i nostri stati d'animo e sono la Serotonina, la Dopamina e l'Ossitocina (principalmente i primi due). Ora, in uno stato depressivo abbiamo uno squilibrio dei livelli dei primi due, solitamente mancano; il nostro cervello li smaltisce molto velocemente e questo si manifesta nel quadro clinico depressivo. Quando prendi un antidepressivo, ad esempio quei farmaci che impediscono alla serotonina di essere smaltita velocemente, è possibile notare come lo stato emotivo cambi nel tempo ed in meglio.
Il meccanismo delle benzodiazepine, invece associato agli stati ansiosi, è del tipo pentola in ebollizione/coperchio. Immagina il tuo stato come una pentola che bolle e l'ansiolitico (benzodiazepina) che mette un tappo; per il momento i sintomi ed il quadro clinico migliora, tuttavia se interrotti bruscamente e se il problema emotivo non è risolto, togli semplicemente il coperchio, la pentola bolle comunque.
È importantissimo non smettere i farmaci non per la dipendenza, ma per questo motivo. Sono delle stampelle, non curano, aiutano il processo di cura e quest'ultima si rende efficace tramite consulto psicologico.
Il farmaco deve esser preso con pazienza, costanza e diminuito sotto consiglio medico a piccole dosi per permettere al nostro cervello di ricalibrarsi. Parlane con il tuo medico curante, se puoi vai da uno psicologo privato altrimenti ad un buon prezzo ci sono le Usl.

Il disagio non è tuo, non ti appartiene. È quello che la società pensa il vero peso. Se hai la febbre, stai male, prendi la tachipirina. Nessuno si scandalizza! Allo stesso modo il nostro stato emotivo non deve essere trascurato, non è di serie B, dobbiamo sfatare questo: è un diritto il benessere e se c'è qualcosa che turba questo c'è bisogno di cure.

Se vuoi delle spiegazioni più approfondite basta chiedere :)

Depressione, non so quanto grave.


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Grazie.. non l'avevo mai vista sotto questo punto di vista..

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Ciao Aesthic, Ulick ti ha dato un'ottima spiegazione e veramente sarebbe molto bello se da parte tua magari ci fosse un aggiornamento, successivo ai consigli. Internet è comodo, ma se non lo si usa in modo adeguato diventa un po' come uno "svuotatoio" da usare con superficialità e inadeguatezza, tanto.....chi se ne frega..... così anche queste comunità virtuali vengono alla fine usate poco e male e dopo un po' si svuotano. Sarebbe bello invece se la partecipazione portasse davvero a miglioramenti e ad un impegno reiterato e condiviso di tutti. Ciao, Mario

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