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Porpora trombocitopenica immunologica (ITP): sintomi, diagnosi e terapie

Pubblicata il 20 set 2026 • Aggiornato il 21 set 2026 • Da Léonie Guerut

La porpora trombocitopenica immunologica (ITP) è una malattia autoimmune caratterizzata da una diminuzione del numero di piastrine nel sangue. Le piastrine svolgono un ruolo essenziale nella coagulazione e consentono, in particolare, di limitare le emorragie.

Nella ITP, il sistema immunitario attacca in modo anomalo le piastrine, accelerandone la distruzione. Anche la produzione delle piastrine può essere compromessa.

Quando il numero delle piastrine diventa troppo basso, aumenta il rischio di emorragia. La malattia può tuttavia presentarsi in forme molto diverse da una persona all’altra, che vanno da una trombocitopenia rilevata durante un esame del sangue a manifestazioni emorragiche che richiedono un intervento medico tempestivo.

La ITP richiede generalmente un follow-up medico, in particolare con un medico di base e, in alcuni casi, con un ematologo.

Porpora trombocitopenica immunologica (ITP): sintomi, diagnosi e terapie

Quali sono i sintomi della ITP?


La porpora trombocitopenica immunologica può essere diagnosticata in assenza di sintomi specifici, in particolare quando si riscontra casualmente una diminuzione delle piastrine durante un esame del sangue.

Quando compaiono dei sintomi, questi sono principalmente legati alla diminuzione del numero di piastrine.

I possibili sintomi includono in particolare:
  • petecchie, piccole macchie rosse o violacee sulla pelle;
  • ecchimosi o «lividi» che compaiono più facilmente;
  • sanguinamenti dal naso;
  • sanguinamenti dalle gengive;
  • mestruazioni più abbondanti in alcune donne;
  • più raramente, emorragie più gravi.
La presenza di segni emorragici deve portare a una valutazione medica, in particolare quando la trombocitopenia è grave.

Perché le piastrine diminuiscono nella ITP?

L’ITP è legata a un disregolamento del sistema immunitario.
Normalmente, i meccanismi immunitari consentono di distinguere le cellule dell’organismo dagli elementi estranei. Nell’ITP, questa regolazione è compromessa: le piastrine vengono erroneamente riconosciute come elementi da eliminare.
Vengono quindi distrutte più rapidamente, in particolare a livello della milza. Anche la produzione midollare delle piastrine può risentirne.
La ITP è quindi definita una malattia autoimmune.
È importante distinguere la ITP da altre cause di trombocitopenia. La diagnosi si basa quindi sull’analisi del quadro clinico e biologico e sull’esclusione di altre possibili cause di diminuzione delle piastrine.

Come si diagnostica la ITP?

La diagnosi della porpora trombocitopenica immunologica si basa principalmente su una valutazione clinica e biologica.
Un emocromo permette in particolare di misurare il numero delle piastrine. Possono essere effettuati altri esami per individuare un’altra causa della trombocitopenia.

Il medico tiene inoltre conto di:
  • eventuali sintomi;
  • anamnesi medica;
  • trattamenti in corso;
  • risultati delle analisi del sangue;
  • eventuale presenza di altre anomalie nell’emocromo;
  • contesto clinico.
La diagnosi di ITP richiede quindi di non confondere questa malattia con altre cause di trombocitopenia.

Qual è la conta piastrinica in caso di ITP?

Il numero di piastrine è espresso in G/L (giga per litro).
La gestione del caso, tuttavia, non dipende esclusivamente da un dato numerico. Il medico tiene conto anche di eventuali emorragie, dell’età del paziente, delle terapie in corso, delle comorbilità e del contesto clinico.
Negli adulti, le Linee Guida PNDS dedicate alla PTI precisano in particolare che alcune situazioni possono giustificare un trattamento anche quando la trombocitopenia non è estremamente bassa. È il caso, in particolare, in presenza di manifestazioni emorragiche, prima di determinati interventi invasivi o in pazienti che assumono determinati trattamenti che alterano l’emostasi.

Quali sono i trattamenti per la ITP?

Il trattamento della ITP viene adattato a ciascun paziente. Dipende in particolare dalla conta piastrinica, dalla presenza di emorragie, dal decorso della malattia e dai fattori di rischio associati.
L’obiettivo non è necessariamente quello di normalizzare sistematicamente la conta piastrinica. La gestione mira in particolare a mantenere un livello piastrinico che consenta di limitare il rischio emorragico, evitando al contempo, per quanto possibile, gli effetti indesiderati dei trattamenti.

I corticosteroidi

I corticosteroidi rientrano tra i trattamenti di prima linea per la ITP in determinate situazioni.
Consentono di ridurre l’attività del sistema immunitario responsabile della distruzione delle piastrine. Negli adulti, il PNDS indica in particolare l’uso di prednisone o desametasone a seconda delle situazioni.
La terapia con corticosteroidi deve essere limitata nel tempo, ove possibile, a causa degli effetti indesiderati associati a un’esposizione prolungata.

Le immunoglobuline endovenose

Le immunoglobuline endovenose (IgIV) possono essere utilizzate in determinate situazioni, in particolare quando è necessario aumentare rapidamente il numero delle piastrine o in presenza di una sindrome emorragica significativa.
Possono essere associate ai corticosteroidi a seconda della situazione clinica.

I trattamenti di seconda linea

Quando la ITP persiste, recidiva o non risponde in modo adeguato al trattamento iniziale, si può prendere in considerazione un trattamento di seconda linea.
A seconda dei casi, la gestione terapeutica può ricorrere in particolare a farmaci che agiscono sulla produzione delle piastrine o ad altri trattamenti mirati al sistema immunitario.
La scelta dipende dal profilo del paziente, dalla risposta ai trattamenti precedenti, dai rischi associati e dagli obiettivi terapeutici. Il trattamento deve quindi essere personalizzato e oggetto di una decisione condivisa tra il paziente e l’équipe medica.

La splenectomia

In alcune forme persistenti o croniche di ITP, si può prendere in considerazione una splenectomia, ovvero l’asportazione chirurgica della milza.
La decisione dipende da numerosi fattori e deve essere presa insieme all’équipe specializzata, in base all’anamnesi della malattia e alle terapie già effettuate.

L’ITP è una malattia cronica?

Il decorso dell’ITP varia da persona a persona.
In alcuni pazienti, in particolare quando la malattia è di recente diagnosi, è possibile ottenere una remissione. In altri, la trombocitopenia persiste o ricompare dopo l’interruzione del trattamento.
Si parla in particolare di ITP cronica quando la malattia evolve da più di un anno. Il follow-up medico consente quindi di valutare regolarmente la conta piastrinica, gli eventuali sintomi e la tolleranza ai trattamenti.

ITP e rischio di emorragia

La principale complicanza della ITP è legata alla diminuzione della conta piastrinica e riguarda il rischio emorragico.
Tale rischio varia tuttavia a seconda del livello di trombocitopenia e del contesto clinico. Può essere necessaria particolare attenzione nei soggetti che assumono anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici, in alcuni anziani o prima di un intervento chirurgico.
Il PNDS raccomanda in particolare di rivalutare i farmaci che possono alterare l’emostasi in determinate situazioni. Anche i farmaci antinfiammatori non steroidei sono sconsigliati nel follow-up della PTI cronica.

Si può vivere normalmente con la ITP?

La PTI può avere un impatto diverso a seconda della sua forma e del suo decorso.
Alcune persone presentano una trombocitopenia senza sintomi significativi e necessitano principalmente di monitoraggio. Altre possono necessitare di trattamenti regolari e di un follow-up specialistico.
La gestione non si limita quindi al numero di piastrine. Mira anche a preservare la qualità della vita, l’attività professionale, la vita sociale e le attività quotidiane del paziente.

Quando rivolgersi immediatamente a un medico?

In caso di TPI nota, la comparsa di emorragie insolite o significative deve indurre a richiedere immediatamente un parere medico.
Una situazione che associ una trombocitopenia grave a manifestazioni emorragiche può richiedere un intervento urgente. Il PNDS per adulti indica in particolare che una trombocitopenia di nuova diagnosi con una conta piastrinica inferiore a 20 G/L o segni emorragici può giustificare un ricovero urgente a seconda del contesto.

ITP: l’importanza di un follow-up personalizzato

La porpora trombocitopenica immunologica richiede una gestione adeguata alle esigenze di ciascun paziente. Il monitoraggio consente di controllare l’andamento della conta piastrinica, di identificare eventuali segni di sanguinamento e di adeguare il trattamento quando necessario.
Il medico curante e l’ematologo possono collaborare per garantire un monitoraggio adeguato, in particolare nelle forme persistenti o croniche.

Domande frequenti sulla porpora trombocitopenica immunologica

Che cos’è la ITP?

La ITP, ovvero porpora trombocitopenica immunologica, è una malattia autoimmune caratterizzata da una diminuzione del numero di piastrine nel sangue, legata in particolare alla loro maggiore distruzione da parte del sistema immunitario.

Quali sono i principali sintomi della ITP?

La ITP può essere asintomatica. Quando provoca manifestazioni cliniche, queste possono includere petecchie, ecchimosi, epistassi, sanguinamento gengivale o mestruazioni abbondanti.

La ITP è una malattia grave?

La gravità della ITP dipende in particolare dal livello di trombocitopenia, dalla presenza di emorragie e dal contesto clinico. Alcune forme richiedono solo un monitoraggio, mentre altre necessitano di un trattamento.

Qual è il trattamento per la ITP?

A seconda della situazione, il trattamento può comprendere corticosteroidi, immunoglobuline per via endovenosa o, nelle forme persistenti, diversi trattamenti di seconda linea. La strategia viene stabilita dal medico in base al profilo del paziente.

La ITP può scomparire?

Sì, il decorso è variabile. Alcuni pazienti possono ottenere una remissione, mentre altri sviluppano una forma persistente o cronica che richiede un follow-up a lungo termine.

Si può avere una ITP con una conta piastrinica normale?

La ITP è per definizione associata a trombocitopenia. Una conta piastrinica normale non corrisponde quindi a una trombocitopenia attiva, anche se la malattia può essere in remissione.

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