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Togliere un tatuaggio: quali rischi per la salute?

Pubblicata il 1 ago 2016

Togliere un tatuaggio: quali rischi per la salute?

Quando è ora di indossare il costume non tutti sono felici di sfoggiare i propri tatuaggi. Molte persone con la pelle più o meno decorata sono infatti pentite: un amore finito, un disegno che non piace più, un ricordo che si vuole eliminare. C’è chi si rivolge ai centri specializzati per farsi cancellare il tattoo o torna dal tatuatore per farselo modificare. Ma quella del “tattoo-changing” è una pratica del tutto sicura o ci sono alcuni rischi per la salute?

Secondo la prima fotografia scattata dall’Istituto Superiore di Sanità sul mondo dei tatuati in Italia, ben 7 milioni di persone, il 12,8% della popolazione, hanno deciso di farsi tatuare scritte, simboli o disegni. Di questi lo 0,5% ha effettuato un tatuaggio con finalità mediche e il 3% un tatuaggio per finalità estetiche, il cosiddetto trucco permanente.

Sebbene la maggior parte dei tatuati sia soddisfatta del proprio “marchio” (il 92,2%), una buona quota di tatuati, pari al 17,2%, ha dichiarato di voler rimuovere il proprio tatuaggio e di questi il 4,3% l’ha già fatto.

I rischi e le controindicazioni legate all’iniezione d’inchiostro e all’introduzione di pigmenti sotto la pelle sono diversi, dalle reazioni allergiche all’epatite alle infezioni, per esempio. Secondo l’indagine il 3,3% dei tatuati ha dichiarato di aver avuto complicanze o reazioni come dolori, granulomi, ispessimento della pelle, reazioni allergiche, infezioni e pus.

 

Anche togliere un tatuaggio è in qualche modo rischioso?

«A seconda della tecnica che si utilizza si possono avere reazioni infiammatorie, croste e anche, in alcuni casi, iperpigmentazione post infiammatoria, cioè macchie dove prima c’era il tatuaggio», risponde il professor Antonio Costanzo, direttore dell’unità di Dermatologia dell’ospedale Humanitas e docente di Humanitas University.

«È opportuno quindi rivolgersi a centri specializzati che posseggano le ultime tipologie di laser ad alessandrite o laser Neodimio-YAG in grado di trattare e rimuovere tatuaggi multicolore. L’esperienza del medico – continua – è poi fondamentale per capire quale potenza utilizzare per i vari colori che compongono il tatuaggio. I laser frammentano il pigmento del tatuaggio permettendone poi la rimozione da parte dei macrofagi (cellule spazzino) quindi, almeno in teoria, non ci sono rischi sistemici a rimuovere il tatuaggio».

Dopo la rimozione del tatuaggio quali accortezze seguire per proteggere la pelle? 

«È fondamentale non esporre al sole il tatuaggio rimosso; per questa porzione di pelle si può applicare uno stick ad altissima protezione solare o utilizzare un bendaggio. È opportuno, inoltre, applicare una crema antinfiammatoria in modo da ridurre al minimo i rischi di iperpigmentazione», conclude lo specialista.

HumanitaSalute.it

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