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Verso un passo importante nella lotta contro HIV?

Pubblicata il 30 nov 2020 • Da Candice Salomé

Ogni anno in Italia, 4.000 persone scoprono la loro sieropositività. Attualmente non esiste una cura per la malattia, ma grazie ad alcuni trattamenti le persone sieropositive possono vivere più a lungo.

Tuttavia, è stata appena raggiunta una nuova tappa nella lotta contro HIV. La startup francese Diaccurate, specializzata nella biotecnologica è riuscita a identificare l'enzima che causa la paralisi del sistema immunitario dei pazienti affetti da HIV.

Ma allora, qual è il meccanismo di funzionamento dell'HIV? Come farà questa scoperta a far progredire la ricerca? 

Vi raccontiamo tutto nel nostro articolo!

Verso un passo importante nella lotta contro HIV?

Che cos'è l'HIV?

Oggi nel mondo, 36,9 milioni di persone vivono con HIV, 23,3 milioni tra quelle persone assumono un trattamento. Il Virus dell'Immunodeficienza Umana (HIV) colpisce 1,7 milioni di nuove persone ogni anno. In Italia, più di 100.000 persone convivono con HIV e 4.000 persone scoprono la sieropositività ogni anno

L'AIDS (Sindrome da immunodeficienza acquisita) è una malattia causata dal virus HIV che porta a una disfunzione del sistema immunitario.

Il virus HIV attacca i linfociti, in particolare le cellule CD4+ (globuli bianchi il cui ruolo è quello di difendere il sistema immunitario dell'organismo dagli attacchi infettivi).

Il virus provoca la scomparsa dei linfociti CD4+ necessari per il corretto funzionamento del sistema immunitario. Il risultato è una maggiore sensibilità alle infezioni e ad alcuni tipi di cancro. La gravità della malattia può essere valutata in particolare in base alla quantità di cellule CD4 rimaste nel corpo.

I pazienti infettati da HIV possono essere trattati efficacemente con farmaci antivirali, ma solo se vengono trattati per tutta la vita perché il loro sistema immunitario non è in grado di liberarsi del virus, che inizierà a replicarsi di nuovo se il trattamento viene interrotto.

Ci sono due tipi di HIV, HIV-1 e HIV-2, che hanno differenze molecolari. In Italia, oltre il 98% delle infezioni è dovuto a HIV-1. HIV-2 è meno virulento, meno trasmissibile e si manifesta soprattutto in Africa occidentale.

Lo stadio più avanzato dell'infezione da HIV è AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita). In assenza di trattamento, appare in media dieci anni dopo l'infezione (questo periodo varia molto da persona a persona).

Cosa ha scoperto la startup in biotecnologia Diaccurate?

I linfociti CD4+ giocano un ruolo chiave nella grave immunodeficienza che caratterizza l'infezione da HIV attraverso due meccanismi:

  • la perturbazione del funzionamento dei linfociti
  • la diminuzione del numero di questi linfociti

Mentre il ruolo dei linfociti CD4+ è ben stabilito, una domanda è rimasta finora senza risposta. Perché, mentre meno dello 0,5% dei linfociti CD4+ sono infettati dal virus, tutti i linfociti CD4+ sono disfunzionali nei pazienti affetti da HIV?

La startup francese Diaccurate e i suoi sei partner hanno pubblicato i risultati di uno studio sul prestigioso Journal of Clinical Investigations che finalmente fa luce sul complesso meccanismo d'azione dell'HIV sul sistema immunitario dei pazienti.

La scoperta della società Diaccurate, uscita dall'Institut Pasteur, è quindi rivoluzionaria. Ha identificato l'enzima responsabile della distruzione dei globuli bianchi, una proteina prodotta naturalmente dall'uomo. Ma quando è infettata da HIV, è questo enzima che indebolisce le membrane dei globuli bianchi.

Si tratta di un enzima (l'enzima PLA2G1B) che viene naturalmente secreta dal pancreas nel sistema digestivo. "La nostra scoperta mostra come il virus collabora con l'enzima del paziente per indurre una disfunzione dei linfociti e permettere al virus HIV di neutralizzare la risposta immunitaria del paziente", spiega il Prof. Jacques Thèze, co-fondatore di Diaccurate.

Tuttavia, nei pazienti affetti da HIV, un frammento del virus indebolirà i linfociti CD4+ che saranno poi attaccati dall'enzima PLA2G1B. Questi linfociti vedranno poi la loro membrana deformarsi e diventare grumose.

A causa della loro deformazione, il funzionamento dei recettori dei linfociti CD4+ è bloccato e non possono più svolgere il loro ruolo di regolatori. Il sistema immunitario non può più difendersi. I pazienti sono quindi immunocompromessi e suscettibili ad altre infezioni o tumori che possono portare alla morte.

Cosa può cambiare la scoperta della startup Diaccurate?

L'identificazione di questo fenomeno di membrana irregolare sui linfociti CD4+, così come il ruolo svolto dall'enzima PLA2G1B, aprono la strada all'esplorazione di un nuovo tipo di trattamento per i pazienti affetti da HIV. In occasione della pubblicazione sul Journal of Clinical Investigations, Diaccurate ha annunciato di aver sviluppato un anticorpo monoclonale umanizzato* in grado di neutralizzare l'enzima PLA2G1B per invertire l'iporeattività CD4+ e la linfopenia CD4+, attualmente in fase preclinica.

Tuttavia, questo trattamento richiederà notevoli finanziamenti e non si prevede che venga sviluppato prima 5-10 anni. Tuttavia, il suo sviluppo potrebbe potenzialmente portare a una remissione pura e semplice dell'infezione da HIV. Secondo Philippe Pouletty, amministratore delegato di Truffle Capital (fondi di gestione di capitali di rischio all'origine della creazione di Diaccurate): "Sappiamo che possiamo neutralizzare efficacemente questo enzima con questo anticorpo (il cui nome è Plazumab). Ma da lì a dire che la neutralizzazione di questo meccanismo porta a una cura funzionale dell'Aids, o in cancerologia, ci saranno molti anni di studi clinici che saranno necessari".

*L'obiettivo finale dell'umanizzazione di un anticorpo è quello di produrre regioni variabili vicine alle regioni umane senza che l'anticorpo umanizzato perda l'affinità e la specificità dell'anticorpo murino, INSERM.

Questa nuova scoperta apre così la strada a nuove strategie terapeutiche. Ma c'è ancora molta strada da fare e molti finanziamenti da fornire prima che gli scienziati riescano ad aggiornare una nuova terapia antivirale.

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