Lo sai che dopo i 60 anni imparare una lingua straniera ringiovanisce il cervello?

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Non c’è occasione migliore dell’estate per seguire un corso e imparare una lingua straniera anche se non si è più adolescenti. Infatti, il cervello ha bisogno di sfide, ad ogni età, e imparare una lingua straniera e poi praticarla magari durante un viaggio aiuta a ringiovanire e mantenere giovane il cervello – spiega la dottoressa Elisabetta Menna, ricercatrice dell’Istituto di Neuroscienze del Cnr.

Se la sfida di imparare una nuova lingua straniera può sembrare un obiettivo troppo ambizioso, è importante sapere che il cervello ha bisogno di imparare qualcosa di nuovo continuamente, indipendentemente da cosa sia. Pertanto, sia che si tratti di un corso per imparare a suonare uno strumento musicale, oppure imparare a usare un dispositivo elettronico nuovo oltre all’apprendimento di una nuova lingua straniera è percepito dal cervello come una sfida a cui risponde ristrutturando nuovi schemi cognitivi e favorendo una maggiore flessibilità mentale.

Questo tipo di allenamento praticato ad ogni età ma soprattutto in età adulta ha dimostrato di aiutare il cervello a rallentare il decadimento cognitivo tipico dell’anziano e quindi di mantenere giovani le funzioni cognitive. Non è necessario diventare esperti musicisti e fluenti nel parlare la nuova lingua straniera, ma è importante imparare e mettere in pratica le nuove informazioni acquisite.

E tu, parli altre lingue? Pensi che imparare una lingua ti aiuterebbe a sentirti più attivo/a?

HumanitaSalute.it

Inizio della discussione - 26/07/16

Lo sai che dopo i 60 anni imparare una lingua straniera ringiovanisce il cervello?

• Membro Ambasciatore
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Buon consigliere

Sono perfettamente d'accordo sul fatto che impegnarsi in nuove "sfide" aiuti il cervello dell'anziano a mantenersi giovane. Ma quello che più conta è che l'anziano metta a frutto la sua saggezza che lo deve portare a concludere che NON è vero che il bicchiere è mezzo vuoto. Ma è senz'altro vero (scientificamente dimostrabile) che il bicchiere è mezzo pieno. Occorre cioè abbandonare l'atteggiamento negativo, pessimistico, sfiduciato e rinunciatario, e mettersi invece in condizioni di rivoluzionare, finalmente, la nostra vita. Perché è sicuramente vero che non abbiamo mai avuto tanto tempo libero da dedicare, finalmente, a noi stessi. A curare la nostra forma fisica e le nostre prestazioni. Infatti se il fisico sta bene, nulla ci è precluso, anche al di sopra sei sessanta (e dei sessantacinque, aggiungo io). Perciò, zaino in spalla e partire per la montagna, che, per fortuna, l'Italia è ricchissima di montagne così belle da lasciarci l'anima. In questo momento penso alla bellezza incomparabile delle Dolomiti. Chi non è mai salito sul Monte Cristallo, e non ha mai ammirato il colore rosa delle sue cime, e l'azzurro mozzafiato del suo laghetto, è come se nella vita non avesse mai fatto l'amore!

Approfittare del tempo a disposizione per leggere, finalmente, i fantastici libri che non si è riusciti a leggere. Penso alla fortuna di chi non ha mai letto il Moby Dick di Melville, La luna e i falò di Pavese, Viaggio in Sicilia di Vittorini, Il castello di Kafka, Il deserto dei tartari di Buzzati, Ragazzi di vita e Amado mio, di Pasolini. Fortunati loro, perché hanno la possibilità di godere di pagine eterne. E fortunati quelli come me, che andranno a rileggersi tali capolavori.

Lo sai che dopo i 60 anni imparare una lingua straniera ringiovanisce il cervello?


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dall'alto dei miei 73 anni compiuti, debbo dire che  restando operativo su più fronti (,solo con la testa,purtroppo,perchè malanni alla schie na mi limitano quasi del tutto), non sento  gli anni che passano. Anche se qualche pausa della memoria,che si ripete con  crescente  frequenza, mi pone talvolta a disagio. Ma in termini di meccanismi logici,mi sento più forte che da giovane. E c osì anche nella valutazione di quanto mi accade attorno, che tendo a leggere - sempre più spesso -  in un quadro di prospettiva di lungo periodo.

In questo modo anche problemi complessi appaiono meno nuovi e dirompenti e piuttosto legati ad andamenti e "leggi di comportamento" che almeno in parte li spiegano.  Chiamiamola prospettiva storica: utilizzandola,si comprendono molte cose altrimenti non ben spiegabili. L'importante è di  non leggere ciò che accade con gli occhiali del miope. Si capirebbe poco,e si resterebbe spesso prigionieri dell'attimo e dell'angoscia con cui questo è tanto bravo da agganciarci.

Se poi questa prospettiva la ricolleghiamo a visioni dell'esistenza  che si avventurano sulle domande estreme, e sulle possibili risposte,allora ci potremmo trovare in possesso di risposte sorprendenti,molto più appaganti ( e fors'anche logiche) di quanto potremmo sperare.

Vecchiaia? Boh,forse si. Ma anche libertà. Libertà dal raziocinio e dal rapporto causa/effetto, dal senso comune e dai vincoli del pensiero.

Che può quindi sbizzarrirsi senza paura ai confini del mistero della vita, ascoltando l'eco del vibrare del Tutto dentro di noi e attorno a noi.

Fatti non foste per viver come bruti,insegnava il padre Dante. Ma non riusciamo a dargli retta,con quel nostro fissarci sulla punta dei nostri piedi o poco più. Spaventati da un oggi denso, tanto denso, di nubi e di buio, senza soluzioni praticabili. Dimenticando quello che diceva l'evangelista:quando vedrete accadere queste cose,alzate il capo,perchè la vostra liberazione è vicina.

Luporosso

Lo sai che dopo i 60 anni imparare una lingua straniera ringiovanisce il cervello?


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OK, quando lavoravo ero "costretto" ad interloquire in inglese, talvolta anche in francese; ma non tutti siamo uguali, io sono duro e un po' refrattario alle lingue estere (d'altronde, oggigiorno è comodo impoltronirsi con i traduttori automatici...)

A proposito di anzianità (meglio, di vecchiaia, settimana prossima ne compirò 73...), domani avrò una visita medica specialistica che attendo con una certa apprensione, si dovrà verificare l'evoluzione di una malattia grave e silente da anni, ma che sta evidenziando qualche sintomo, per decidere se è necessario interrompere l'wait and watch e iniziare qualche seria terapia; comunque, riprendendo quello che ha scritto giupipino,  che condivido, una parte molto importante di me appassirà e forse morirà se e quando non avrò più le forze e la possibilità di godere le rocce e il vento sferzante dei tremila metri dei miei monti valdostani...