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Convivere con il diabete di tipo 2

Una buona notizia per i malati di diabete tipo 2

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Come sanno tutti i pazienti diabetici della comunity che hanno la pazienza di leggere i miei post, uno dei maggiori problemi legati alla decisione di gestire in modo autonomo la propria condizione, ovvero affidandosi non alla assunzione di farmaci (che nascondono i sintomi, mantenendo immutate le cause e che hanno effetti collaterali spesso imprevisti e imprevedibili) , ma alla assunzione di alimenti che contrastino l'aumento di glicemia postprandiale e a una attività motoria sufficiente a rimettere in moto il metabolismo, è la necessità di MONITORARE giornalmente il valore della glicemia a digiuno, per accertarsi che sia ALDISOTTO del valore 110, indicato per la normalità, è il COSTO legato alle striscette reattive per la misura della glicemia. Infatti è noto a tutti che, con le nuove direttive, il numero di striscette che il medico di base può fare avere al paziente (pagato dal sistema sanitario) si riduce, molto spesso, ad UNA scatola all'anno. Essendo in farmacia tali striscette MOLTO COSTOSE (una confezione di 25 striscette costa oltre i 38 euri, mentre una confezione di aghi pungidito costa oltre 11 euri) l'automisurazione quotidiana della glicemia risulta molto costosa, soprattutto se il paziente è un normale pensionato (con una pensione di bronzo, e non d'oro come quella dei politici!).
Per fortuna io ho recentemente scoperto che esiste in rete una farmavia che fornisce tali striscette a un prezzo TRE VOLTE INFERIORE rispetto ai prezzi predetti!!!!!
Questa per me è una bellissima notizia, perché mi consentirà di misurare la glicemia non solo a digiuno, ma anche postprandiale, ovvero dopo due ore dal pasto, per accertarmi che sia sotto il valore 148 indicato dai medici.
E' importante non superare i valori predetti (110 a digiuno, 148  postprandiale) perché il superamento di tali valori comporta diversi problemi. Ad esempio comporta spesso l'insorgere di IPERTENSIONE (pressione maggiore di 140/80), con conseguente aumento del rischio di INFARTO e ICTUS.
Io misuro ogni mattina pressione, glicemia, peso e circonferenza dell'addome. Riporto inoltre nei particolari l'alimentazione e i minuti di movimento del giorno prima .
Posso così scoprire la relazione fra un particolare alimento e la mia glicemia: è sufficiente assumere, la sera prima, tale alimento, lasciando immutata il resto della alimentazione. Facendo ciò per alcuni giorni consecutivi avrò  l'indicazione dell'effetto di tale alimento.

E' soprattutto importante la circonferenza addominale, misurata in corrispondenza dell'ombelico, che non deve superare gli 88 cm per le donne e i 102 cm per gli uomini. Infatti il GRASSO ADDOMINALE è la causa della steatosi (malattia del fegato) che mette il fegato fuori uso e innesca tutte le malattie metaboliche (diabete, trigliceridi, colesterolo).

 

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                  Un  « Vaccino»  contro il diabete?

Primi risultati promettenti sull’uomo: iniettare specifiche proteine nei linfonodi o per via intradermica salva le cellule del pancreas, riducendo la necessità di insulina e mantenendo stabile la produzione residua di ormone.
Nei pazienti con diabete di tipo 1 il sistema immunitario “impazzisce” e attacca le cellule beta del pancreas che producono insulina, così pian piano l’ormone scarseggia fino a scomparire, impedendo un buon controllo del glucosio nel sangue.     Non è molto diverso da quel che accade nelle allergie:  anche in questi casi il sistema immunitario deraglia, reagendo contro proteine in realtà innocue. Il parallelismo ha aperto un filone di ricerca: da qualche anno diversi gruppi di ricercatori in tutto il mondo stanno studiando una possibile “immunoterapia” del diabete di tipo 1 e di recente su Science Translational Medicine è stato pubblicato uno studio dai risultati assai promettenti.

 
Il primo studio pilota pochi mesi fa
La ricerca arriva dopo uno studio pilota simile, pubblicato sul New England Journal of Medicine qualche tempo fa, che aveva coinvolto soltanto sei pazienti aprendo però la strada all’uso dell’immunoterapia per il diabete nell’uomo.   L’approccio infatti è il risultato di anni di indagini in vitro e in vivo, sugli animali da esperimento, per testare un concetto analogo a quello dell’immunoterapia per le allergie, si somministra all’organismo la proteina contro cui c’è una risposta esagerata (estranea nel caso delle allergie, dell’organismo nel caso di una patologia autoimmune come il diabete di tipo 1), cercando di “insegnare” al sistema immunitario a tollerarla. Nel caso del diabete, i ricercatori svedesi dell’Università di Linköping del primo studio pilota hanno scelto la proteina GAD65, la decarbossilasi dell’acido glutammico presente sulle cellule beta pancreatiche, contro cui si formano auto-anticorpi in caso di diabete di tipo 1.

Johnny Ludvigsson e i suoi collaboratori hanno iniettato nei linfonodi inguinali di sei volontari con diabete di tipo 1 dai 20 ai 22 anni, che avevano ricevuto la diagnosi da non oltre sei mesi, una proteina analoga a GAD65 chiamata GAD-alum, a piccole dosi e in tre volte successive.   Ai partecipanti è stata data anche vitamina D per tutta la durata dello studio, per ridurre la risposta infiammatoria del sistema immunitario.   A sei mesi di distanza la terapia ha ridotto i livelli di emoglobina glicata (indicativa dell’andamento della glicemia nell’arco degli ultimi due-tre mesi) e la necessità di iniezioni di insulina, suggerendo perciò il mantenimento di una certa quota di produzione di insulina naturale; quattro casi sono stati seguiti fino a quindici mesi e anche in questi soggetti i buoni risultati si sono mantenuti a distanza di tempo. Il trial, chiamato DIAGNODE, non ha previsto però un gruppo di controllo non trattato con cui confrontare i risultati: un neo superato dalla ricerca appena uscita, condotta su 27 volontari con diabete messi a confronto con pazienti-controllo non sottoposti a immunoterapia.

La nuova sperimentazione
In questo caso Mark Peakman, coordinatore della ricerca, ha utilizzato una proteina diversa, il MonoPepT1De: il concetto resta lo stesso, cambia solo il mezzo con cui si cerca di insegnare al sistema immunitario a “tollerare” le cellule beta del pancreas senza distruggerle. «Quando a un paziente viene diagnosticato il diabete di tipo 1 in genere nel pancreas è ancora presente il 15-20 per cento di beta cellule. Il nostro scopo è cercare di proteggerle, insegnando al sistema immunitario a non attaccarle», dice Peakman. I risultati della sperimentazione, condotta iniettando la piccola proteina sotto cute ogni due o quattro settimane per sei mesi, gli danno ragione: i pazienti non trattati nel tempo hanno dovuto aumentare le dosi di insulina, i soggetti sottoposti a immunoterapia sono rimasti su dosaggi stabili e hanno avuto bisogno di meno insulina per controllare la glicemia, indice di una maggior capacità di lavoro residua del pancreas. Risultati che fanno sperare, come osserva Peakman: «C’è ancora molta strada da fare, ma questi dati suggeriscono che stiamo andando nella giusta direzione.

La tecnologia di realizzazione delle piccole proteine utilizzate non soltanto è sicura per i pazienti, ma soprattutto comporta un effetto consistente sul sistema immunitario: la speranza è che un giorno le cellule che producono insulina possano essere preservate, riducendo la necessità di iniezioni dell’ormone nei pazienti con diabete di tipo 1 e magari evitandole del tutto, se riusciremo a intervenire sui soggetti a rischio».   A oggi è presto per dirlo, servono ulteriori test su numeri più ampi di pazienti da seguire più a lungo nel tempo; i dati raccolti in Svezia e Regno Unito sono tuttavia incoraggianti e, come osserva Ludvigsson, «la modalità di progressione della malattia è diversa nei vari pazienti, perciò non è detto che questo approccio possa essere eccellente per tutti; tuttavia, se anche riuscissimo a bloccare la patologia in metà dei casi si tratterebbe di un enorme successo».

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Buongiorno, sono un neo iscritto e vorrei condividere la mia esperienza sbalorditivamente positiva

riguardo il diabete di tipo 2.

Anni fa' dopo un controllo di routine salta fuori che avevo la glicemia a 178 (avevo un'alimentazione molto

disordinata), preso dalla paura ho intrapreso questa strana "dieta" :

Colazione : con 500 grammi di fagiolini cotti nel pomodoro (o altri alimenti simili);

Spuntino : una mela o frutto equivalente;

Pranzo : filetti di merluzzo e insalata (o altri alimenti simili)

Spuntino : una mela o frutto equivalente;

Cena uguale al pranzo...

con estremo stupore mio e del mio medico che non seppe dire neanche una parola, la glicemia passo' da 178 a 78 dopo 15 giorni, dopo seppi che l'universita' di Castle aveva effettuato un "esperimento medico" su 11 pazienti affetti da diabete di tipo 1 e di tipo 2 ossia li aveva messi a dieta rigida di appena 600 calorie per 2 mesi ovviamente monitorati costantemente, risultato ?... alcuni che assumevano l'insulina sono passati alla metformina e alcuni che assumevano la metformina sono passati a non prenderla piu'. 

Puo' darsi che questa "dieta terapia" non funzionera' per tutti ma val la pena provare, non come ho fatto io

bensi' attentamente monitorati dal proprio medico di fiducia.


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10/07/21 alle 13:41

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Bravo @Maurizio963‍ 

La tua esperienza dimostra che dal diabete SI PUÒ USCIRE, come vado ripetendo da sei anni. Naturalmente non cambia nulla se la tua colazione invece che da fagiolini è costituita da FRUTTA ipocalorica, tipo mele, pere, kiwi , due tre noci e alcune mandorle . I fagiolini i cavoli i broccoli o le rape rosse le mangerai a pranzo, assieme al pesce o al formaggio di capra.

L'importante è evitare bibite alcoliche o artificiali.

Io con questa alimentazione molto ricca di ANTIOSSIDANTI, tengo a bada il diabete da sei anni e i miei valori di glicemia media, di trigliceridi, colesterolo e acidi urico sono rientrati perfettamente nella norma.


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24/07/21 alle 08:24

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@giupipino 

Benissimo... giupipino,

Come possiamo divulgare in maniera capillare questo semplice esperimento/dieta ?

quando conosco un diabetico gliene parlo immediatamente ma quel che dico appare "trasparente"

non mi considerano neanche eppure a provarci sarebbe semplicissimo con immensi benefici su tutta la salute.

Le famose lobby tengono all'oscuro questo semplice metodo per ovvie ragioni economiche... della serie : ti devi

prendere la pillola e basta ! ti devi sforacchiare le dita tutti i santi giorni giorni... quel medico fu' perentorio : """LEI

HA IL DIABETE E' DEVE PRENDERE LA METFORMINA (PUNTO !"""... ci rimase davvero male quando gli dimostrai

che non era come diceva lui... non parlo' piu' e abbozzo' che sarebbe bastata la dieta.

 

 

 


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25/07/21 alle 09:01

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Caro @Maurizio963‍ 

Purtroppo non possiamo cambiare il mondo. Ma possiamo, e questa è la cosa piu' importante, cambiare noi stessi e decidere di vivere SANI E FELICI piuttosto che MALATI E INFELICI. Lasciamo agli altri l'imbecillità di credere che con il diabete possono lo stesso abbuffarsi di pane, pasta, pizza, patate, banane, birra e vino. Basta prendere le PILLOLETTE che gli ha dato il dottore.
Noi due SAPPIAMO CHE NON E' COSI'. Che, pillole o non pillole, se non si segue un REGIME RIGOROSO e non si fa un MOVIMENTO COSTANTE, il DIABETE porta a conseguenze DEVASTANTI sull'organismo (piede diabetico con necessità di AMPUTAZIONI, DEMENZA, ICTUS, INFARTO, IMPOTENZA...) eccetera.
Mentre, se si fa una ALIMENTAZIONE SANA (cioè a base di FRUTTA VARIEGATA- pere, mele, fragole, ciliegie, ribes, mirtilli, prugne, albicocche, AVOCADO, ...) a base di CEREALI e LEGUMI (orzo perlato, riso ROSSO o NERO, fagioli, lenticchie, ceci, fave, ...) a base di ORTAGGI (carote, rape, cavoli, broccoli), a base di PESCE (tutti i tipi) e POLLAME di cortile. E quindi PRIVO DI LATTE, CARNE ROSSA, BIRRA , VINO e FRITTURE.  Se si fa una alimentazione del tipo precedente e si CAMMINA un'ora al giorno NON C'E' BISOGNO DI ALCUNA PILLOLA e il diabete REGREDISCE.
Dopo SEI anni di tali cure naturali la mia emoglobina glicata è passata da 6.7 a 5.9. Secondo qualche imbecille non è vero che io, con la glicata a 5.9 NON SONO PIU' DIABETICO, perchè - ragiona l'imbecille - se mangio un piatto di pasta la mia glicemia sale a 150. Ma io rispondo che il piatto di pasta,  le bibite zuccherate, i dolci e tutte le porcherie che mi hanno portato al diabete non presentano più per me alcuna attrattiva. Il caffè lo prendo SENZA ZUCCHERO e quello con lo zucchero mi fa schifo. Al  gelato preferisco la granita di limone. Come golosità preferisco una grigliata di pesce come dico io. Se proprio mi va un po' di pasta utilizzo quella fatta con farina di AVENA o di SEGALE. Oppure mangio un piatto di RISO ROSSO o NERO. 
Insomma mi nutro bene, variegando la mia alimentazione con l'apporto di tutte le vitamine le proteine i grassi (vegetali) e le proteine di cui il mio corpo di oltre settant'anni ha bisogno.
Lascio agli altri le pillole e le illusioni.
Ciao
Giuseppe

 


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Unico Modo per Sfrattare il Diabete , mi Associo !!  Abbiamo Madre Natura !

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Per la neuropatia cosa posso usare? Qualcuno dice la vitamina b1 altri la lirica.


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Ho 79 anni ed il 6 aprile prossimo ne avrò 80. Sto cercando inutilmente di saper se corro rischi facendo il vaccino. La mia patologia è quella del mellito due che mi è stata riscontrata nel 2000. Sono da oltre 20 anni che faccio l' insulina mattina pranzo e cena. A conferma di quanto asserisco allego il piano terapeutico della mia diabetologa più i risultati di una operazione alle coronarie fatte nel 2019 e le medicine che assumo giornalmente per entrmbi le patologie. Resto in attesa di una vostra cortese risposta e nel frattempo porgo cordiali saluti

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Luigi Pintus


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Baptiste

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Baptiste

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Cari membri @Lucano963‍ @Manuela4M‍ @RenatoMancuso‍ @Alberto60‍ @PinnaMarina‍ @CasulaRoberto‍ potete aiutare @Luigi Pintus‍? Grazie mille in anticipo emoticon bye

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