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Come diagnosticare la poliartrite reumatoide?

08 lug 2019

Quali sono i fattori di rischio per sviluppare una poliartrite reumatoide? Come evitare di confonderla con un'altra malattia? Quali esami permettono di fare la diagnosi? Leggete la nostra guida per sapere tutto sulla diagnosi della poliartrite reumatoide.

Come diagnosticare la poliartrite reumatoide?

I fattori di rischio

Fattori ambientali, comportamentali e genetici possono favorire la comparsa della poliartrite reumatoide. In effetti, l’inquinamento atmosferico e il tabagismo sono stati riconosciuti come fattori di rischio e quasi il 90% dei pazienti affetti da PR sono portatori degli antigeni HLA DR4 (6O%) o DR1 (30%).

Le persone più a rischio sono: 

- Le persone di età compresa tra 40 e 60 anni (età di comparsa più frequente)

- Le donne, che sono due a tre volte più colpite degli uomini

- Le persone che hanno un membro della loro famiglia affetto da poliartrite reumatoide (rischio di sviluppare la malattia raddoppiato)

Non confondere la PR con altre patologie: la diagnosi differenziale

La diagnosi della poliartrite reumatoide non si basa su un esame semplice, ma piuttosto su una serie di segni clinici, biologici e radiologici. 

Alcune patologie possono presentare dei sintomi simili ma non sono da confondere con la poliartrite reumatoide. Tra esse, possiamo citare: 

-      La poliartrite rizomelica

-      L’artrosi

-      Il reumatismo articolare acuto

-      La spondilite anchilosante

-      Il lupus

Il bilancio clinico necessario alla diagnosi

Ecco i segni clinici che devono evocare la presenza di una poliartrite reumatoide: 

- Una rigidità muscolare al risveglio di almeno 30 minuti (nozione di “lavoro” necessario)

- Le articolazioni dolorose sono almeno in numero di tre a livello dei polsi, mani o dita

- Una simmetria del danno articolare (i due polsi, le due mani…)

- Una sveglia alla fine della notte con dolori articolari

- La pressione delle articolazioni della punta dei piedi è dolorosa

- La presenza di noduli reumatoidi [UW1] sottocutanei e infiammatori 

Per essere considerati sintomi della PR, questi sintomi devono essere presenti da almeno 6 settimane. 

>> Seguire l’evoluzione della sua PR: la nostra guida per i pazienti

Il bilancio imaging

Il bilancio imaging permette di cercare dei segni di erosione o di riduzione della rima articolare. Saranno effettuate delle radiografie di tutte le articolazioni sintomatiche. All’inizio della malattia, le radiografie saranno normali. Poi, quando i segni compaiono, questi esami radiologici avranno un doppio interesse: permetteranno di confermare la diagnosi e serviranno di elemento di comparazione con gli esami radiologici ulteriori, permettendo così di seguire l’evoluzione della malattia. Nell’ambito di un bilancio d’imaging, possiamo anche utilizzare l’ecografia o la MRI. 

Il bilancio biologico

Questo bilancio biologico permette di cercare diversi elementi, come una sindrome infiammatoria, la presenza di autoanticorpi come il fattore reumatoide e di anticorpi anti-peptidi ciclici citrullinati, o di anticorpi antinucleari

Quando l’organismo individua delle sostanze che gli sembrano straniere, crea una strategia di difesa per riconoscerle, distruggerle ed eliminarle: è la reazione infiammatoria. Le cause dell’infiammazione sono multiple: possono essere di origine esterna (batterio, virus, lesione cutanea, colpo…) o interna (malattie autoimmuni come la poliartrite reumatoide, cancri…).

La Proteina C-Reattiva 

La Proteina C-Reattiva (CRP) è una proteina infiammatoria, sintetizzata dal fegato, che vede la sua concentrazione sanguigna aumentare in poche ore nel caso di infiammazione. La CRP ha un ruolo importante perché permette di mobilitare ed attivare le difese immunitarie (globuli bianchi) e stimolare il processo di distruzione delle cellule considerate straniere (fagocitosi). Più il valore della CRP è alto, più la reazione infiammatoria è importante.

La velocità di sedimentazione

Per determinare la velocità di sedimentazione (VS), un tecnico mette i globuli rossi in una provetta e determina la distanza fino alla quale cadono in un periodo di tempo determinato (un’ora in generale). In caso di reazione infiammatoria, la concentrazione nel sangue delle proteine dell’infiammazione (tra cui il fibrinogeno) aumenta e porta alla formazione di un cumulo di globuli rossi. Più il valore della VS è elevato, più gli aggregati sono pesanti e cadono sul fondo della provetta velocemente. L’infiammazione è quindi più importante.

La ricerca di anticorpi

L’esame del sangue permette anche la ricerca di anticorpi i quali possono evidenziare la presenza di una malattia autoimmune come gli anti-peptidi ciclici citrullinati (anticorpi anti CCP), chiamati anche anticorpi anti-peptidi citrullinati (ACPA). Gli anti-peptidi ciclici citrullinati (anti CCP) sono molto interessanti per la diagnosi precoce delle poliartriti reumatoidi. Quando questo dosaggio è positivo, permette di prevedere con una specificità superiore al 95% la diagnosi della poliartrite reumatoide (ma può essere ritrovato positivo, più raramente, in altre malattie infiammatorie).

Il fattore reumatoide: l’immunoglobulina

L’esame del sangue ricerca anche il fattore reumatoide (FR), un’immunoglobulina, di tipo IgM più spesso, che ha un’attività autoanticorpi diretta contro le immunoglobuline G umane (le immunoglobuline sono delle proteine che permettono la difesa dell’organismo contro le infezioni). Il FR non provoca direttamente delle lesioni articolari, ma implica la reazione infiammatoria dell’organismo che contribuisce allora alla distruzione articolare tramite un meccanismo autoimmune. Il dosaggio di FR è sensibile ma poco specifico, ciò che implica che può essere positivo in altre patologie della poliartrite reumatoide. La scoperta di questo fattore non basta a confermare da solo la presenza di una poliartrite reumatoide. D’altronde, l’assenza di questi anticorpi non permette nemmeno di eliminare la diagnosi perché la malattia può essere ad uno stadio iniziale e il fattore reumatoide compare raramente all’inizio della malattia. 

L’autoimmunità

Questo bilancio biologico può essere completato con esami che esplorano l’autoimmunità come la ricerca di anticorpi antinucleari e con un emocromo. 

Tutti questi esami associati all’interrogatorio del paziente con un esame approfondito permetterà di stabilire la diagnosi della poliartrite reumatoide. Chiedete consiglio al vostro medico per qualsiasi sospetto di poliartrite reumatoide e qualsiasi domanda che riguarda i risultati dei vostri esami! 

 

E voi, come si è fatta la vostra diagnosi? Siete stati vittime di una diagnosi sbagliata? Sospettate di avere una PR non ancora diagnosticata?

 

 

avatar Louise-B

Autore: Louise-B, Content & Community Manager

Community manager di Carenity in Francia, Louise è anche redattore capo della Rivista Salute per proporre articoli, video e testimonianze concentrati sul vissuto dei pazienti e che portano la loro voce. Con una formazione pluridisciplinare orientata sul giornalismo, coordina la redazione dei contenuti delle piattaforme Carenity e facilita l’esperienza dei membri sul sito. 

Commenti

il 11/07/19

Cosa pensate di questa discussione cari nuovi membri @pseudonimo nascosto‍ @pseudonimo nascosto‍ @pseudonimo nascosto‍ @pseudonimo nascosto‍ @pseudonimo nascosto‍ @pseudonimo nascosto‍ @pseudonimo nascosto‍ @pseudonimo nascosto‍ @pseudonimo nascosto‍ @pseudonimo nascosto‍ @pseudonimo nascosto‍ @pseudonimo nascosto‍? Potete condividere la vostra esperienza per aiutare gli altri membri. Non esitate a raccontarci la vostra diagnosi della poliartrite reumatoide 

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