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Intervista di esperto: sapere tutto sulla terapia occupazionale

22 ott 2019

Terapista occupazionale laureata dal 2015, Jessica Saint-Martin lavora nelle Bouches du Rhône. Ci spiega il percorso di un terapista occupazionale e il suo ruolo presso i pazienti, per capire meglio i benefici di questa pratica che riguarda numerose malattie croniche.

Intervista di esperto: sapere tutto sulla terapia occupazionale

Buongiorno Jessica, puoi spiegarci in qualche linea in che cosa consiste la terapia occupazionale?

La terapia occupazionale (o ergoterapia) è una professione medica che basa la sua pratica sul legame tra l’attività umana e la salute. L’obiettivo è di mantenere, restaurare o permettere le attività in modo sicuro, autonomo ed efficace. Accompagniamo la persona nel suo ambiente per permetterle di ridurre oppure eliminare le situazioni di svantaggio o disabilità che incontra durante le sue attività della vita quotidiana (cura personale come la toletta, l’abbigliamento, muoversi, comunicare, divertirsi, mangiare…) Il terapista occupazionale analizza le necessità, le abitudini di vita, i fattori ambientali e le situazioni di disabilità per proporre una situazione adeguata. Questo professionale sanitario istituirà poi una forma di assistenza ed interventi di rieducazione e/o riadattamento per favorire l’autonomia della persona. 

Qual’è il percorso per diventare terapista occupazionale? 

È necessario frequentare il Corso di Laurea in Terapia occupazionale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia, al termine del quale si consegue l’abilitazione all’esercizio della professione. Il percorso accademico si articola in tre livelli che porteranno ad acquisire man mano conoscenze sempre più specifiche utili allo svolgimento delle professione. Si parte con lauree triennali per poi passare ai corsi di laurea magistrale di durata biennale. L’aggiornamento professionale è indispensabile per acquisire nuove competenze utili nei vari processi di riabilitazione del paziente.

Quali malattia croniche possono essere interessate dall’ergoterapia? Quali sono gli obiettivi? 

Numerose malattie croniche possono essere interessate dall’ergoterapia. I motivi di consultazioni sono vari (rieducazione, consigli nella scelta di una sedia a rotelle, accessibilità dell’ambiente, sistemazione di una stanza di vita, istituzione di aiuti tecnici o di compensazioni…) ma tutti riguardano l’autonomia della persona nelle sue attività della vita quotidiana. 

Quali sono i vantaggi dell’ergoterapia in psichiatria? 

Il terapista occupazionale in psichiatria consentirà alla persona di prendere cura di lei realizzando delle attività che hanno senso per lei ma anche attività che hanno un senso per gli altri. Gli interventi proposti potranno essere legati alla vita quotidiana per sviluppare le capacità di una persona per renderla più autonoma. Così, i workshop di pattugliamento cucina potranno essere realizzati con degli obiettivi diverso secondo le necessità della persona. Possiamo prendere come esempio: la realizzazione della lista della spesa (organizzazione/pianificazione), il fatto di andare in un luogo pubblico per fare la spesa (gestione delle emozioni/disturbi del comportamento), o ancora la procedura motrice per la realizzazione della ricetta (praxie/funzioni esecutive). Le attività manuali e le abilità sociali sono spesso realizzate dai terapisti in psichiatria.

Quali sono i vantaggi dell’ergoterapia per i disturbi della memoria, soprattutto per la malattia di Alzheimer?

Il terapista occupazionale interviene in diversi momenti durante l’evoluzione della patologia. All’inizio, propone workshop di stimolazione cognitiva per mantenere le capacità. La stimolazione può essere fatta in funzione dei centri di interessi della persona o anche in gruppi per favorire gli scambi. Poi, il terapista occupazionale propone mezzi di compensazioni dei disturbi della memoria un funzione delle abitudini di vita della persona, ad esempio la creazione di un calendario o di un orologio per permettere alla Signora X di non dimenticare di andare, come ogni giovedì mattina, al mercato del villaggio. Il terapista occupazionale può anche adattare le attività che la persona aveva l’abitudine di fare per rispondere alle sue capacità attuali con l’istituzione di aiuti tecnici ad esempio. È possibile di creare un libro di ricette favorite per il Signor Y affinché possa continuare a prepare i suoi cibi preferiti, senza dimenticare una tappa. L’accompagnamento dei caregiver fa anche parte del ruolo del terapista occupazionale per facilitare la vita quotidiana. 

L’ergoterapia può anche aiutare i pazienti che sono stati vittime di un ictus nella loro rieducazione? 

Dopo un ictus, il terapista occupazionale interviene subito dopo il ricovero per verificare se la persona dispone del materiale necessario alla sua autonomia (letto medico, materasso adeguato, sedia a rotelle, aiuti tecnici per i cibi, l’abbigliamento, la toletta…). Poi il terapista occupazionale proporrà una rieducazione (motoria e/o cognitiva) adeguata alle necessità e capacità della persona per permetterle di ritrovare il massimo delle facoltà. Pian piano, il terapista occupazionale adatterà gli aiuti istituiti. Alla fine del ricovero, il terapista occupazionale potrà intervenire a casa per realizzare una valutazione di questa casa e proporre delle modifiche che faciliteranno il ritorno a casa sempre in linea con le capacità della persona. 

Come i pazienti possono contattare un terapista occupazionale? 

I terapisti occupazionali sono ancora relativamente pochi sul territorio italiano. Bisognerebbe informarsi con il medico fisiatra della struttura ospedaliera/riabilitativa sulla possibilità di poter usufruire di questo servizio. Mentre sul territorio è possibile rivolgersi al medico di base, che dovrebbe conoscere questa figura.

La terapia occupazionale è una disciplina di lungo corso o i pazienti possono, dopo qualche sessione, adottarne i benefici da loro stessi, nella vita quotidiana? 

Questo dipende della persona e delle sue necessità, a volte basta un solo intervento per aiutare la persona nella sua vita quotidiana, a volte diversi interventi sono necessari per raggiungere un progetto. In modo generale, gli interventi si fanno a lungo termine perché, come indicato in precedenza, interveniamo durante diverse tappe delle patologie per accompagnare le persone durante la loro evoluzione. 

Come viene determinato il numero di visite necessarie?

Un bilancio è realizzato prima ogni intervento, per qualsiasi patologia. Secondo gli obiettivi fissati con la persona, il terapista occupazionale propone un piano d’azione e determina il numero di visite necessarie per raggiungere questi obiettivi. In collaborazione con il medico, la prescrizione con il numero di visite è data. 

Intervieni in ospedale o direttamente a casa dei pazienti? C’è un materiale particolare? 

I terapisti occupazionale sono salariati delle strutture nelle quali possono proporre degli interventi secondo gli obiettivi delle persone e del team medico. 

Possiamo anche intervenire a casa delle persone soprattutto per fare una valutazione del domicilio dopo un cambiamento di situazione, quando il domicilio richiede delle modifiche per permettere l’autonomia della persona nel suo ambiente. Gli interventi a casa possono essere realizzati nel quadro di un accompagnamento da una struttura o da un terapista occupazionale liberale. 

Il materiale necessario per gli interventi di un terapista occupazionale varia molto secondo il settore nel quale lavora. Ogni sessione dipende molto del paziente, non c’è uno svolgimento tipico. 

Quali sono le preoccupazioni più frequenti dei tuoi pazienti? Come porvi rimedio?

Direi che la preoccupazione principale è la non-conoscenza del nostro lavoro e del nostro campo di azione. Le persone sono a volte orientate verso di noi senza sapere cosa facciamo oppure conoscendo soltanto una piccola parte della nostra attività. Spesso, le persone prendono contatto con noi per un solo aspetto della loro vita quotidiana e durante la nostra valutazione, vediamo bene che ci sono altri aspetti colpiti dalla situazione di disabilità. Le persone sono spesso sorprese dal nostro ampio campo di azione e soddisfatte dallo sguardo e dai consigli che possiamo apportare per facilitare la loro vita quotidiana. 

Nell’insieme, consiglierei ai pazienti di lasciarsi guidare

Qualche parola su Jessica Saint-Martin

jessica

Sono terapista occupazionale sin dal giugno 2015, laureata dell’IFE di Montpellier. Il mio primo lavoro è iniziato qualche giorno dopo la laurea per una sostituzione presso un team specializzato Alzheimer. Ho fatto poi un’altra sostituzione in SAMSAH (Servizio di Accompagnamento Medico-Sociale per Adulti Disabili). Dal settembre 2016, sono liberale. Lavoro principalmente con bambini che hanno disturbi di apprendimento ma lavoro anche con EHPAD, FAM (Centre Ricovero) o ancora con SSIAD (Servizio di cure infermieristiche a casa). Sono anche contattata per realizzare valutazioni e modifiche di domicilio presso persone anziane o in perdita di autonomia. Infine, ho seguito una formazione l’anno scorso sulla mediazione animale per proporre assistenza con il mio cane e praticare la zooterapia che è una vera ricchezza nell’accompagnamento delle persone.

avatar Louise Bollecker

Autore: Louise Bollecker, Content Manager & Community Manager France

Community manager di Carenity in Francia, Louise è anche Content Manager per proporre ai membri degli articoli, video e testimonianze. Il suo obiettivo è di portare la voce dei pazienti per far capire meglio la loro realtà nella vita quotidiana.

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