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Tema della discussione


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Qui parleremo di Alcune Vitamine le più Importanti per il Nostro Organismo.
Le vitamine sono un Composto organico e un nutriente essenziale che un organismo richiede in quantità limitate. Un composto chimico organico (o un gruppo correlato di composti) viene chiamato "Vitamina", quando l'organismo non è in grado di sintetizzare quel composto in quantità sufficiente e pertanto deve ottenerlo attraverso l'alimentazione in tal modo, il termine "vitamina" è condizionato dalle circostanze e dal particolare organismo. Ad esempio, l'acido ascorbico (una forma di Vitamina C) è una vitamina per gli esseri umani, ma non per la maggior parte degli altri organismi animali. L'eventuale aggiunta di queste Vitamine può essere importante per il trattamento di alcuni problemi di salute e su alcune Patologie.
Le vitamine possiedono diverse funzioni biochimiche hanno funzioni simili agli ormoni sul metabolismo, sui tessuti e sulle cellule ed alcune Vitamine sono antiossidanti e funzionano come precursori per cofattori enzimatici per aiutare gli enzimi.
il termine vitamina non comprende altri nutrienti essenziali del tipo …. i sali minerali, gli acidi grassi essenziali o gli amminoacidi essenziali (che sono necessari in quantità maggiori delle vitamine), né il gran numero di ulteriori nutrienti necessari per la salute dell'organismo.
Vediamo quali sono, a cosa servono, le loro proprietà , dove le troviamo, e come assumerle.

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Inizio della discussione - 13/11/17

Vitamine

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                                               VITAMINA  A

Le Varie Vitamine sono una fonte indispensabile di benessere, nonché necessaria per un corretto sviluppo dell’organismo ovvero , utile a molte funzioni cellulari nonché dall’effetto fortemente antiossidante. Iniziamo con la vitamina A, conosciuta anche come retinolo, è uno dei micronutrienti essenziali per la salute umana. Contenuta in numerosi alimenti, sia vegetali che animali, e oggi disponibile anche in integratori, a questa vitamina sono stati attribuiti svariati benefici.
La vitamina A, come dicevo è conosciuta anche come retinolo, è una vitamina liposolubile ovvero in grado di sciogliersi nei grassi , Proprio per la sua capacità di sciogliersi nei grassi, il fattore venne indicato “A”, considerato come gli idrosolubili fossero già stati raccolti nel gruppo B.       Poco prima della sua definizione finale, negli anni ’20 si comprese come la carenza alimentare di questo fattore potesse essere correlata e prevenire alcuni disturbi nella crescita e nella vista dei bambini.   Innanzitutto serve ad alcuni processi enzimatici necessari al corretto sviluppo delle ossa, così come al mantenimento delle funzioni del sistema ovarico e testicolare.
È una delle vitamine indispensabili per la salute e il funzionamento della retina, nonché per il normale processo di crescita del feto sin dalla fase embrionale.

I benefici sulle funzioni visive sono forse i più conosciuti, poiché anche nella tradizione popolare si è soliti sottolineare come la vitamina A sia amica della vista. Tuttavia, il micronutriente è attivo anche nel rafforzamento della pelle, come contrasto a secchezza e desquamazione anche per ridurre infezioni batteriche, eccesso di sebo e apparizione dell’acne. Inoltre, ha un effetto antiossidante contro i radicali liberi, in particolare se associata alla vitamina E  utile per rallentare il processo di invecchiamento cellulare, per mantenere capelli, unghie e mucose in forma.   È quindi protettiva a livello polmonare, ma soprattutto per il sistema cardiovascolare.
Una corretta assunzione con la dieta Sana e Naturale , può rappresentare una barriera contro gli effetti del colesterolo cattivo. È poi indicata per il rafforzamento dei denti, per il mantenimento di un buon apparato scheletrico, come difesa per la pelle dai danni causati all’esposizione solare, ma anche per la fertilità.

Le fonti alimentari di vitamina A sono davvero tante e, come già accennato, si differenziano tra animali e vegetali nella forma di retinolo e provitamina A.
In questo ultimo gruppo rientra certamente il betacarotene, contenuto nelle carote e nella gran parte dei vegetali di colore arancio o rosso e giallo.  Si trovano in abbondanza in zucche, peperoni, pomodori, spinaci, broccoli, pesche, albicocche, melone, pompelmo e ancora esemplari a foglia verde Prezzemolo, tarassaco, lattuga, indivia, cavolo, sedano, cavoletti di Bruxelles e molti altri. Buona norma è cibarsi di frutta già alla prima colorazione, con frutti gialli, rossi o arancioni sono infatti ricchi di carotenoidi le albicocche e pesche, ciliegie, anguria ,melone ,mango e papaya. Quest’ultima, in particolare, è uno dei frutti più noti a livello di antiossidanti, proprio per l’alto contenuto in vitamina A.

Per i derivati di origine animale, che è meglio evitare tipo… latte, formaggi, burro e latticini vari ,  a parte le Uova, in generale anche sé quest'ultimi si dovrebbero evitare o Limitare al massimo per non affaticare o appesantire in nostro organismo . Di norma, una corretta alimentazione sana e il più Naturale ove sia possibile e preferibilmente basata sul modello della dieta sana mediterranea, garantisce un più che sufficiente quantitativo di vitamina A per il benessere dell’organismo. Eventuali carenze dovranno essere vagliate con il medico, il quale può decidere, dopo averne vagliato le cause, di incrementarne l’apporto con integratori seri. Anche qui sugli integratori ci sarebbe da parlare a lungo, comunque per ora li mettiamo da parte, né parlerò in futuro.
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                                               VITAMINA  B 


Le vitamine del gruppo B sono molecole utili a garantire l’efficienza del metabolismo delle nostre cellule, in particolare sono essenziali a livello cerebrale, muscolare e gastrointestinale. L’adeguato apporto delle vitamine B è indispensabile per nutrire pelle e capelli, occhi e bocca.        A livello più profondo, servono per il buon funzionamento del fegato e sono attive nel metabolismo dei grassi e delle proteine ed inoltre intervengono nella trasformazione dei carboidrati complessi in glucosio, ossia zucchero semplice utilizzabile come diretta fonte di energia.   Sono diverse le vitamine che fanno parte del “Gruppo B”, tra cui B1 tiamina, B2 riboflavina, B3 niacinamide, B5 acido pantotenico, B6 piridossina, B8 biotina, B9 acido folico o folacina e B12 cobalamina.ed altre .

Si tratta evidentemente di una serie di sostanze che hanno identità chimica diversa l’una dall’altra, questa diversità si riflette anche nella loro azione nell’organismo e di conseguenza nel fabbisogno giornaliero per il mantenimento dello stato di salute. La dose giornaliera raccomandata (RDA) è dunque diversa a seconda della vitamina, Vitamina B1: Tiamina 1.4 mg, - B2: Riboflavina 1.6 mg - B3: Niacina 18 mg - B5: acido pantotenico 6 mg - B6: 2 mg - B8: biotina 50 microgrammi - B9: folacina 0.2 mg; - B12: 2 microgrammi.

La B1(tiamina) aiuta a trasformare gli zuccheri in energia di pronto utilizzo, favorisce il corretto funzionamento del sistema nervoso e stabilizza l’appetito;
La B2 (riboflavina) svolge un’azione protettiva nei confronti di pelle, unghie, capelli e occhi; inoltre, favorisce il corretto assorbimento del ferro e aiuta la produzione di anticorpi rafforzando il sistema immunitario;
La B3 (niacina) è particolarmente implicata nel corretto funzionamento del sistema nervoso e la sua carenza era un tempo ben nota perché provocava una patologia come la pellagra;
La B4 (adenina) svolge un ruolo di primo piano nel garantire le difese immunitarie del nostro organismo;
La B5 (acido pantotenico) è essenziale per la sintesi di carboidrati, grassi e proteine;
La B6 (piridossina) è molto importante per la sintesi di neurotrasmettitori, come la serotonina, e per la formazione della mielina;
La B7 (inositolo) favorisce soprattutto la riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue;
La B12 (cobalamina) favorisce la formazione dei globuli rossi e la buona salute del sistema nervoso.


Dal punto di vista clinico, la carenza di alcune vitamine del gruppo ha particolare rilevanza. È il caso della pellagra, che si manifesta in seguito a un deficit di niacina o vitamina B3.              Questa malattia si caratterizza da un’estesa dermatite, incontrollabile diarrea causa di forte disidratazione e anche segnali di demenza resi più acuti dalla forte perdita di liquidi.  La carenza di vitamina B3 non è necessariamente legata alla cattiva alimentazione, ma anche da un insufficiente assorbimento intestinale causato da altri disturbi. Il deficit di vitamina B1 invece è la causa del beri-beri che si manifesta con nevriti, mal di testa, stitichezza, respiro affannoso ed eccessiva stanchezza, irritabilità innaturale ed inappetenza. La malattia regredisce davvero rapidamente con la somministrazione di tiamina, appunto la vitamina B1. Particolarmente ricchi di vitamine B sono i seguenti cibi, lievito di birra; - fegato e carne di maiale - riso integrale - grano integrale - legumi e soia - frutta a guscio: nocciole, mandorle, noci - tuorlo d’uovo - tonno - ortaggi verdi freschi - banane e prugne – patate ecc..ecc..

Tra i legumi, i piselli sono particolarmente ricchi di vitamine B2 e B6. Ceci, spinaci, fagiolini, succo d’arancia, fragole, broccoli elattugasono le principali fonti della folacina, ovvero la vitamina B9, una carenza può essere la causa di una forma di anemia e, inoltre, può incidere negativamente sulla capacità del trasporto cellulare di ossigeno. In gravidanza l’apporto quotidiano di folacina diventa ancora più importante perché serve per il corretto sviluppo nel feto del cervello e delle sue strutture e del midollo spinale. Per questo motivo nelle donne in stato interessante il fabbisogno quotidiano raddoppia e diventa pari a 0,4 mg al giorno.

La vitamina B6 è preziosa sia per gli adulti sia per i bambini, indispensabile per il corretto funzionamento del sistema nervoso centrale e per garantire numerosi processi fisiologici che dipendono proprio dalla presenza nell’organismo di questo elemento. Nonostante i molteplici e innegabili vantaggi e un grado di tollerabilità elevata, non si possono escludere effetti collaterali anche gravi in caso di sovradosaggio. Per evitare conseguenze spiacevoli, è quindi importante valutare attentamente l’assunzione di vitamina B6 attraverso appositi integratori, È anche necessario prestare molta attenzione ai prodotti che contengono vitamina B6 e altri componenti che potrebbero favorire reazioni allergiche. È possibile che si manifestino effetti collaterali di entità e tipologia diversa, specialmente in caso di sovradosaggio di vitamina B6 proveniente da integratori esterni, mentre è meno probabile che questo accada se si introduce questa sostanza solo con l’alimentazione sana Naturale. In ogni caso, si può affermare che i sintomi sono di gravità diversa a seconda della quantità di vitamina effettivamente assunta.

Dosi elevate di vitamina B6 possono originare un’ampia varietà di effetti collaterali. I più seri e rischiosi riguardano possibili danni epatici e neuropatie sensoriali. Oltre alle alterazioni che riguardano il battito cardiaco e alla possibile diminuzione del tono muscolare, un sovradosaggio di vitamina B6 provoca spesso mal di testa e nausea, talvolta associata a vomito, così come la progressiva perdita dell’appetito. A livello gastrico possono verificarsi bruciore di stomaco, episodi di colite ulcerosa e dolori addominali diffusi. Per quanto concerne le neuropatie, è possibile percepire formicolio a livello epidermico e una sensazione di nodo alla gola che rende difficoltosa la respirazione. Da non trascurare anche la comparsa di eccessiva sonnolenza e l’insorgere di uno stato di astenia. Le analisi del sangue, infine, potrebbero segnalare livelli alterati di acido folico e un incremento dei valori che si riferiscono alla funzionalità del fegato, come AST e SGOT.

La vitamina B12, nota anche come cianocobalamina, è una sostanza che il nostro organismo assorbe unicamente dalla dieta, in altre parole, non possediamo alcuna via metabolica per sintetizzarla. In natura esistono diverse sostanze che sono assimilabili alla vitamina B12, infatti sarebbe più corretto definire la stessa un gruppo di molecole, tuttavia la cianocobalamina è quella più stabile e attiva. Come spesso accade, nella scienza medica l’importanza di una molecola viene scoperta indagando lo stato patologico che origina dalla sua carenza. Per la vitamina B12, la scoperta e l’identificazione sono legate agli studi su una grave forma di anemia perniciosa. Questa malattia, mortale se non adeguatamente trattata, insorge appunto per diminuito assorbimento della vitamina B12, che si manifesta con un calo nel numero e anomali nelle dimensioni dei globuli rossi, riduzione della quantità di acido gastrico nello stomaco, sintomi di sofferenza neurologica e disfunzioni intestinali. La malattia, e tutte le sua manifestazioni, si curano mediante somministrazione di vitamina B12. Una corretta alimentazione e uno stile di vita sano sono sufficienti per garantire il buon apporto di vitamina B12 e la salute delle nostre vie metaboliche, in assenza di specifiche malattie. Un individuo sano necessita di un minimo apporto di B12 quotidiano: 2 – 2,5 µg, che supportano il metabolismo e il deposito di circa 4 mg.

La cianocobalamina ha dimostrato di essere essenziale perché , attiva la corretta sintesi e maturazione de globuli rossi nel midollo osseo, inoltre regola con l’acido folico la sintesi dell’emoglobina, la nota proteina che lega l’ossigeno, regola il metabolismo dell’omocisteina, il cui eccesso è legato all’aumento del rischio di soffrire di malattie cardiovascolari, partecipa alla sintesi della membrana mielinica che riveste i nervi, aumenta la produzione dei globuli rossi durante lo sforzo fisico e l’allenamento, regola l’attività delle cellule del sistema immunitario. Il nostro organismo assorbe la vitamina B12 da alimenti di origine animale, ne sono infatti particolarmente ricchi pesce, crostacei, carne, latte e derivati caseari “ Latticini”. In natura, la vitamina B12 viene sintetizzata da dei microrganismi come in alimenti di origine animale è presente in quanto accumulo delle quantità sintetizzate dai batteri. Tra tutti gli alimenti, il più ricco di questa vitamina è il fegato, poco impiegato nell’alimentazione moderna, anche da chi segue uno stile alimentare onnivoro. Altri alimenti particolarmente ricchi di B12 sono... le vongole 100 g ne contengono circa 40 microgrammi, il polipo 20 microgrammi in una porzione di 100 g, Lo sgombro e aringa, che ne contengono poco meno di 20 microgrammi in 100 g di peso.

L’acido folico, conosciuto anche come vitamina B9 o folacina, è una molecola di origine naturale. Si tratta di una sostanza indispensabile al nostro organismo per il normale svolgimento di molte reazioni cellulari, indispensabili al benessere dei nostri organi e tessuti. In merito a questa molecola, va fatta anche un po’ di chiarezza nei termini, poiché spesso acido folico e folati vengono impiegati come sinonimi, ma non è così, entrambi sono vitamine del gruppo B, ma i folati sono la forma della molecola presente negli alimenti, mentre l’acido folico rappresenta la forma ossidata della vitamina e la molecola di sintesi. La scoperta di questa molecola è relativamente recente: avvenne infatti nella prima metà del ventesimo secolo, nell’ambito di alcuni studi sull’anemia perniciosa. Nei pazienti che soffrivano della patologia si verificava una sensibile riduzione dei sintomi somministrando un estratto di fegato. Secondo gli studi il composto responsabile del miglioramento era la vitamina B12. L’acido folico è una vitamina idrosolubile del gruppo B che, come è stato dimostrato scientificamente, è essenziale per…. le reazioni di sintesi, riparazione del DNA, le reazioni di sintesi, riparazione dell’RNA, la sintesi di alcuni amminoacidi successivamente indispensabili per la sintesi delle proteine nel nostro organismo, la produzione normale e regolare dei globuli rossi, in pratica si tratta di un fattore antianemico.

La regolare assunzione di acido folico è indispensabile anche per il corretto sviluppo fetale e per la prevenzione non sono della spina bifida, ma anche di malformazioni rare e gravi come anencefalia e encefalocele. L’acido folico, inoltre, è coinvolto nelle reazioni metaboliche che riducono la concentrazione di omocisteina nell’organismo, alti livelli di questo aminoacido sono correlati con un maggiore rischio di soffrire di malattie cardiovascolari anche gravi. Gli alimenti che sono naturalmente ricchi di folati sono…. le verdure a foglia verde, come ad esempio spinaci, broccoli, asparagi e lattuga, tutti i legumi, ma soprattutto fagioli e piselli, kiwi, fragole arance, lfrutta secca come ad esempio mandorle e noci. Anche alcuni alimenti di origine animale hanno un contenuto piuttosto elevato di folati, ad esempio alcuni formaggi e le uova. Precisando che… i formaggi e i suoi derivati se ne mangiamo meno è meglio.

Pertanto il buon apporto di folati è garantito soprattutto da frutta e ortaggi. Entrambi vanno infatti consumati quotidianamente e almeno 5 volte al giorno. Gli ortaggi, così come la frutta, andrebbero mangiati preferibilmente freschi e crudi, la cottura e la conservazione degli alimenti incidono negativamente sul contenuto di folati che sono, come le altre vitamine idrosolubili, sensibili al calore, alla luce e all’aria.
 
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Va bene assumere i classici integratori, quelli che si trovano al supermercato ?

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Ciao @lisailcognome ,io personalmente li eviterei , andrei più sul sicuro magari in negozi Specializzati. Nei grandi centri non sai mai cosa compri e principalmente ....cosa cè dentro!! loro spirano al bissness , non interessa la salute altrui.. un Consiglio  leggiti il libro " SIETE PAZZI A Mangiarlo"  o guarda Stiscia La Notizia la sera su Ch 5 la Rubrica " Magna Magna" nè vedrai e sentirai della Belle.

Spenderai qualche euro in più ma nè risparmi tanti  euro dopo in Salute, magari per qualche schifezza ingerita in tua insaputa.

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                                              Vitamina C

L’acido ascorbico, conosciuta meglio noto come vitamina C, rappresenta una fonte di salute e benessere a tutte le età. I suoi benefici spaziano dal potenziamento delle difese immunitarie alla protezione dei capillari e dei vasi sanguigni, dal contrasto ai radicali liberi grazie alla sua funzione antiossidante fino al rafforzamento delle ossa.  La vitamina C è indispensabile anche per favorire l’assorbimento di principi nutritivi importanti, come il ferro e l’acido folico, pertanto assumerla quotidianamente nelle dosi consigliate diventa fondamentale in ogni periodo dell’anno.
Essendo idrosolubile, diventa fondamentale assicurare all’organismo un corretto apporto ogni giorno: questa preziosa sostanza, infatti, viene assorbita dal corpo ma non può essere immagazzinata a lungo anche perché le quantità che superano il fabbisogno quotidiano vengono espulse attraverso le urine.  La necessità di integrarla regolarmente impone quindi il consumo di una serie di alimenti che ne contengono in elevate quantità.

Il modo migliore per assumere vitamina C è impostare un regime alimentare che comprenda alcuni cibi specifici, soprattutto frutta e verdura, basandosi sulla stagione e sulle preferenze personali e sopratutto possibilmente a Km zero.   In ogni caso, sebbene la vitamina C sia contenuta in numerose tipologie di alimenti vegetali, è importante prestare attenzione sia ai metodi di cottura sia alla conservazione.   La cottura in acqua, ad esempio, facilita la dispersione dei principi nutrizionali, essendo una vitamina termolabile , mentre anche una lunga conservazione di frutta e verdura potrebbe vanificare i potenziali effetti benefici. Per essere certi di sfruttare pienamente l’apporto vitaminico di questi alimenti, quindi, è consigliabile consumarli freschi e preferibilmente crudi, evitando di tenerli in casa a lungo prima di utilizzarli.

Per quanto riguarda i cibi che sono caratterizzati da un maggiore contenuto di vitamina C, tra i frutti troviamo >>> tutti gli agrumi, quindi arance, Lime, mandarini e clementini, pompelmi, limoni, bergamotto, fragole, kiwi, Ananas, frutti di bosco, papaia, melone. Per le verdure >>> la scelta è molto ampia, pomodori, peperoni, broccoli, cavoli e cavolfiori, spinaci patate, radicchio rosso e pomidori.   Un’alimentazione varia ed equilibrata ricca di frutta e verdura è generalmente sufficiente per coprire il fabbisogno quotidiano di vitamina C, che si diversifica a seconda dell’età e del sesso, generalmente gli adulti dovrebbe assumerne circa 60 mg al giorno, i bambini circa 45 mg e le donne in gravidanza fino a 70 mg.
Una notevole carenza di vitamina C conduce solitamente a una serie di disturbi facilmente riconoscibili, come un facile e insolito sanguinamento delle gengive, una maggiore fragilità capillare, una lenta guarigione delle ferite anche se lievi, un aumento progressivo del dolore alle articolazioni, la comparsa di anemia. Potrebbe avere basse scorte di acido ascorbico, inoltre, chi fatica a riprendersi da una banale malattia da raffreddamento. 

In tutti questi casi, effettuare un dosaggio attraverso una semplice analisi del sangue è certamente la scelta più sensata. Sebbene sia raro e solitamente dovuto non alla mera alimentazione ma all’assunzione di integratori, un sovradosaggio di vitamina C può generare alcuni sintomi più o meno gravi ai disturbi gastrici come bruciore di stomaco, nausea, vomito e diarrea, cefalea, insonnia, crampi addominali e calcoli renali. Una carenza di questa vitamina C tempo addietro creava la patologia “scorbuto” una malattia, comune in tempi passati tra i marinai che passavano lunghi periodi senza alimentarsi di frutta e ortaggi freschi, è appunto causata da una grave carenza di vitamina C. In teoria si ha una condizione patologica sistemica, che riguarda cioè tutto l’organismo, che si manifesta con ipercheratosi, infiammazioni e sanguinamenti gengivali, debolezza, astenia, ecchimosi e anemia gravi. La malattia può condurre alla morte.

La vitamina C è indispensabile nel nostro organismo per il regolare svolgimento di alcune reazioni cellulari. Prima di tutto, agisce come cofattore di alcuni enzimi la cui funzione dipende dalla presenza dei metalli ferro o rame in forma ridotta. La vitamina C, come scritto sopra e un ottimo antiossidante, mantiene appunto i metalli nella forma ridotta attiva. La presenza dell’acido ascorbico è inoltre indispensabile per la sintesi del collagene,la sintesi degli ormoni che appartengono alla famiglia dei corticosteroidi, la formazione di alcuni neurotrasmettitori della famiglia delle catecolamine, come dopamina e noradrenalina, la sintesi della carnitina, un noto trasportatore di acidi grassi a lunga catena, il metabolismo dell’assorbimento del ferro, il deposito del ferro sotto forma di ferritina.
La vitamina C, grazie alle sue qualità antiossidanti, è indispensabile anche per l’inattivazione di sostanza, come i radicali liberi, che inducono danni agli acidi nucleici e alle nostre cellule in generale, oltre che per la rigenerazione della vitamina E e l’inibizione della formazione di alcuni composti mutageni come le nitrosammine, che si formano nello stomaco durante la frittura o la cottura come arrosto.   L’eccesso di vitamina C determina un maggiore assorbimento intestinale del ferro: questa condizione rappresenta un danno per i pazienti affetti da ematocromatosi, una malattia ereditaria caratterizzata dall’eccessivo accumulo di ferro negli organi e nei tessuti.
L’eccesso di vitamina C viene eliminato con le urine, dove interferisce con alcuni metaboliti. Questo incide negativamente sull’accuratezza delle analisi delle urine soprattutto in merito alla concentrazione di glucosio, sangue, bilirubina e leucociti. (Per quanto riguarda le Urine “pipì” ne parlerò in un prossimo Post dedicato appunto alle Urine.)
Per non Dilungarmi troppo sempre La vitamina C …. Serve anche contro il tumore al colon, prevenire ictus ed è contro la leucemia!
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                                             Vitamina D

Le caratteristiche della vitamina D vengono considerate più un ormone che una vitamina, infatti può essere prodotta nell'organismo dall'azione della luce solare sulla pelle, controlla la quantità di calcio che viene assorbita dall'intestino, regola i livelli del Calcio e del Fosforo nel sangue e nelle Ossa e come vedremo per molto altro ancora!
Liposolubile come la A, la E e la K, è prodotta dalla pelle che la sintetizza dal precursore 7-dei drocolesterolo grazie all'azione della luce solare.  Un modo più semplice e Naturale per produrre la quantità di vitamina D necessaria al nostro organismo sono sufficienti 15 -20 minuti al giorno di esposizione alla luce del sole. iniziamo col dire che .. La Vitamina D protegge il cervello dai radicali liberi.   Non soltanto un beneficio per la salute delle ossa ma anche un valido aiuto naturale per il benessere delle cellule cerebrali.   La vitamina D si rivela quindi importante per la salute del cervello e di altri organi e tessuti del corpo. Un fattore che potrebbe favorire in maniera rilevante il declino cognitivo in età avanzata in vaste aree del mondo dove la nutrizione non sempre raggiunge livelli di sufficienza. Considerato che la deficienza di vitamina D è diffusa soprattutto durante la terza età, dove questa possa influire sull’effetto ossidativo delle cellule del cervello.            Adeguati livelli di vitamina D nel sangue sono indispensabili nella prevenzione del danno provocato dai radicali liberi al cervello e le conseguenti conseguenze.    La vitamina D ricordiamo si può ottenere grazie soprattutto a una corretta esposizione alla luce del Sole, utile anche per tenere sotto controllo la pressione alta, Depressioni, Ossa,Rischi di Morti Premature, demenza e Alzheimer, Raffreddori, influenza,Asma ed altro che leggeremo più avanti. L’asma è una patologia di origine infiammatoria dovuta ad una sensibilizzazione nei confronti di particolari tipi di allergeni che ostruisce per lo più reversibilmente le vie aeree inferiori. Le persone che ne sono colpite si trovano in notevole difficoltà soprattutto in certi periodi dell’anno. La scienza sta provando tutte le possibilità per trovare delle cure.
La Vitamina D è semplice da acquisire anche grazie alla stimolazione alla produzione determinata dall’esposizione alla luce del sole o consumando specifici alimenti come pesce grasso, aringhe, sgombri, salmone, sardine e merluzzo uova, fegato e verdure verdi naturali, attraverso il ricorso all’olio di fegato di merluzzo. La vitamina Daiuta ad attenuare L’Asma. Aggiungere vitamina Dai cibi e assumendola si ha una riduzione del rischio legato a infezioni respiratorie del 50%.. eviterebbe milioni di casi di influenza e raffreddore. Nell’ambito di una dieta sana ed equilibrata, basata sul modello della dieta mediterranea Naturale e sana non serve alcuna integrazione. Negli individui che non si espongono alla luce, come per esempio gli anziani che escono poco da casa, si potrebbe dover ricorrere ad una supplementazione. La gravidanza e l’allattamento, inoltre, sono due momenti della vita della donna in cui il fabbisogno quotidiano di vitamina D aumenta ed anche in questo caso se l’esposizione alla luce rimane costante e l’alimentazione equilibrata, non dovrebbe verificarsi alcuna carenza.
La vitamina D è davvero efficace nel proteggere contro le infezioni respiratorie. La rivista Neurology cita che …Una carenza di vitamina D può favorire l’insorgere di demenza e Alzheimer. Bassi livelli di questa sostanza corrisponderebbero a una predisposizione al manifestarsi di degenerazioni delle capacità cognitive pari al 125% rispetto agli altri. La Vitamina D che ricordo.. può essere prodotta dall’organismo umano in seguito all’esposizione alla luce del Sole o integrata ad esempio attraverso il ricorso all’olio di fegato di merluzzo e in minori quantità consumando pesce o uova. La necessità di assorbimento della vitamina D con la dieta cambia a seconda dell’età del soggetto e anche delle sue condizioni di salute, un adulto sano che esce in modo regolare e si espone alla radiazione luminosa, dovrebbe assumere circa 10 microgrammi al giorno di colecalciferolo, cioè di vitamina D3, mentre i bambini sani di età compresa tra i 3 ed i 15 anni ne dovrebbero assumere circa 12-15 microgrammi al giorno. Il calciferolo viene assorbito nell’intestino e trasportato nel circolo sanguigno, non viene immagazzinato nel fegato ma trasformato nella sua forma attiva e poi utilizzato o eventualmente accumulato. Dal punto di vista clinico la carenza di vitamina D si esprime come rachitismo nel bambino o come osteomalacia nell’adulto. In entrambi i casi, la causa è un alterato metabolismo della molecola per un ridotto apporto di calciferolo con la dieta. Per quanto sia rara, anche l’ipervitaminosi da vitamina D ha rilevanza clinica. Si manifesta con sintomi come nausea, vomito, diarrea, ipercalcemia e altre più gravi alterazioni a carico dei reni e del cuore, come nefrocalcinosi e cardiocalcinosi.
Per vitamina D si intende in realtà un gruppo di 5 molecole diverse: D1, D2, D3, D4 e D5.

Tra queste quelle che hanno una maggiore importanza per il nostro organismo sono la vitamina D2, ovvero l’ergocalciferolo di origine vegetale, e la vitamina D3, il colecalciferolo di provenienza animale. Qualunque sia la sua forma, questa sostanza può essere considerata sia una vera vitamina, infatti il 20% del nostro fabbisogno è coperto dall’alimentazione. Una volta che e nel nostro organismo viene infatti trasformata nella sua forma attiva, il calcitriolo, diventa una molecola con la struttura tipica degli ormoni steroidei, capace di agire su tessuti e organi bersaglio. Il ruolo più noto della vitamina D è quello di consentire il fissaggio del calcio nelle ossa, ma è anche attiva nel favorire l’assorbimento di questo minerale nell’intestino ed il riassorbimento di calcio e fosforo dai reni, impedendone l’eliminazione con l’urina. Il calcitriolo è la forma biologicamente attiva della vitamina D e la sua sintesi definitiva avviene con due reazioni di idrossilazione, la prima nel fegato e la seconda nel rene. Grazie all’esposizione alla luce solare il nostro organismo è in grado di garantirsi la sintesi del colecalciferolo, il principale precursore della vitamina D, assorbito anche nell’intestino dagli alimenti.

In effetti, questa autoproduzione è il principale meccanismo di approvvigionamento di vitamina D. Per tale motivo la concentrazione plasmatica di questa molecola è più elevata durante la stagione estiva ciò consente anche l’accumulo nel tessuto adiposo per i periodi meno soleggiati del resto dell’anno. Un nuovo collegamento tra la presenza della sostanza nell’organismo umano e lo sviluppo di patologie mortali e di un rischio di morte prematura collegati sempre alla riduzione dei livelli di vitamina D nell’organismo, insieme a potenziali fattori di rischio quali l’indice di massa corporea, la pressione sanguigna, i livelli di colesterolo, il consumo di alcol o l’eventuale vizio del fumo. Prevenire lo sviluppo di patologie vuol dire …Vivere più a lungo. Da Notare che… anche i Livelli geneticamente bassi di concentrazioni di 25-idrossivitamina D possono essere associate in maniera causale con la mortalità dovuta a tumori e altre cause. La luce del sole aiuta le ossa a essere più forti. Esporsi alla luce solare si confermerebbe una delle soluzioni più efficaci per garantire un buono stato di salute al nostro apparato scheletrico. L’esposizione al sole nel periodo dell’anno compreso tra aprile e ottobre si rivela fondamentale per un corretto apporto di vitamina D.. Circa 15 minuti di esposizione al sole estivo nell’arco di tempo che va dalle 11 alle 15. Questo chiaramente utilizzando le opportune protezioni nei confronti dei raggi UV.
Una buona concentrazione di questa sostanza è stata inoltre indicata da recenti studi come utile a prevenire il rischio di morte prematura, tra cui la possibilità di sviluppare un tumore al colon, o l’insorgere di malattie neurodegenerative come già citato la demenza e l’Alzheimer . C’è da dire che… Nonostante l’esposizione ai raggi ultravioletti del sole per un periodo di tempo troppo esteso incrementi il rischio di sviluppare tumori della pelle, esporsi al sole potrebbe rivelarsi altrettanto positivo per la salute, fornisce sia una buona fornitura di vitamina D che l’opportunità di essere fisicamente attivi. Con Il Sole, diamo un aiuto naturale per tenere sotto controllo la pressione alta. Lo sostengono i ricercatori dell’Università di Edimburgo, che aiuterebbero anche a prevenire patologie anche gravi come l’ictus e l’infarto.

La pressione scenderebbe in maniera naturale dopo appena un’ora di esposizione ai raggi UV, L’elemento chiave risiederebbe nella capacità mostrata dai raggi UV di stimolare il rilascio di monossido di azoto, molecola in grado di diminuire la pressione sanguigna sfruttando la sua azione vasodilatatrice.
Questa Vitamina D serve anche contro la depressione che Su 31.424 partecipanti i ricercatori hanno trovato una forte correlazione tra depressione e mancanza di vitamina D, più bassa era la concentrazione serica, maggiore era la probabilità di soffrire del disturbo. La Sindrome Affettiva Stagionale, detta anche depressione stagionale, è una condizione che si manifesta come definito nel DSM-IV, ossia il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali in modo ricorrente in alcune stagioni e di norma coinvolge estate e inverno. Secondo i dati epidemiologici, la sindrome si verifica più spesso in età adulta e, nella maggior parte dei casi, riguarda individui di sesso femminile. Alcuni dati dimostrano che circa il 25% della popolazione lamenti, al cambiamento della stagione un calo del tono dell’umore, alterazione del ritmo del sonno e di conseguenza difficoltà socio-lavorative. Poiché la produzione di questa vitamina è strettamente correlata con l’esposizione alla luce solare sono stati condotti studi di confronto tra la somministrazione diretta della vitamina D e la fototerapia che sicuramente migliorano i parametri di controllo della malattia, tono dell’umore, interazione sociale e benessere generale. Ecco i fattori che possono contribuire a determinare bassi livelli di vitamina D. Scarsa esposizione solare, infatti quest’ultima è la principale fonte di vitamina D per la maggior parte delle persone; alimentazione generale, povera di cibi che apportino in modo naturale questa vitamina.

Elevati livelli di melanina riducono la produzione di vitamina D nella pelle, Residenza in aree scarsamente esposte, come capita ad esempio a chi vive in negli Stati alle alte latitudini, obesità con un indice di massa corporea maggiore di 30 è in genere correlato al maggior fabbisogno di vitamina D, per mantenere i normali livelli sierici, età con l’avanzare degli anni può contribuire alla carenza di vitamina D nei soggetti più anziani, questa condizione può essere peggiorata dalla scarsa propensione o possibilità di uscire. La vitamina D è un valido alleato nella cura del tumore colon-rettale(CCR), in particolare nelle situazioni di stato metastatico. Per dimostrarlo è una ricerca ha analizzato i dati provenienti da più di mille pazienti con carcinoma colorettale metastatico, in fase di chemioterapia. Secondo i risultati dell’analisi i pazienti con i più alti livelli ematici di vitamina D sono sopravvissuti per un periodo medio di 32,6 mesi, rispetto ai 24,5 mesi per i pazienti con i livelli più bassi. Kimmie Ng, Questo è il più grande studio intrapreso per analizzare i legami dei del carcinoma colorettale metastatico e la vitamina D nella fase di chemioterapia. È evidente che mantenere alti i livelli della vitamina D può essere un supporto per migliorare le aspettative di vita dei pazienti. Nello studio i ricercatori hanno misurato i livelli ematici di 25-idrossivitamina (detta anche 25-OH vitamina D) una sostanza prodotta nel fegato dalla vitamina D. Su 1.043 pazienti i livelli di vitamina D variavano da 8 nanogrammi al millilitro fino a una media di 27,5 nanogrammi al millilitro.

Sempre i ricercatori hanno diviso i pazienti in cinque gruppi, in base ai livelli della vitamina. I dati mostrano che, in media, i soggetti con i livelli più alti del 33% sopravvivono più a lungo rispetto a quelli con il più basso, in particolare, i livelli di vitamina D più alti sono stati associati una progressione della malattia più lenta. Come dicevo sopra una carenza di vitamina D nell’organismo può portare a morti premature.  È quanto riporta uno studio pubblicato sull’American Journal of Public Health, secondo cui le persone con bassi livelli ematici di vitamina D avrebbero il doppio delle possibilità di morire prematuramente, rispetto al resto della popolazione. I ricercatori hanno analizzato una variante specifica presente nel sangue umano, la 25–idrossi vitamina D, che aiuta il controllo del calcio e dei livelli di fosfato nel corpo, associando la carenza di vitamina D non solo alle malattie ossee, ma alle morti premature. La quantità di 20 nanogrammi per millilitro (ng/ml) del livello ematico, assunto dal rapporto IOM, dimostra l’influenza dei bassi livelli di vitamina D sulle ossa. L’ipovitaminosi, è causata principalmente dalla scarsa esposizione al Sole e da una dieta povera di vitamine o da condizioni specifiche che alterano l’assorbimento della vitamina D. La bontà dell’assunzione della vitamina D fino al limite massimo giornaliero di 4.000 unità internazionali (UI).
Buona Assunzione … By Eureka!

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Voglio sapere in merito alle altre vitamine, anche la B12 grazie

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Ciao @lisailcognome , la B12 la trovi nel post Vitamine B ovviamente in sintesi ristretta, altrimenti  si intaserebbe troppo il Forum e sarebbe troppo lunga e magari qualcuno si annoia a leggere.  se leggi nel terzo Paragrafo ci sono i sottoinsiemi delle vitamine B ,ovviamente come dicevo ,molto ristretto. Sè mi scrivi in Privato o nella mia E-Mail " biondafastweb@tiscali.it " ti invio tutta la documentazione della B12   essendo molto lunga Ok ?  Grz per il tuo Interessamento. 

By Eureka!

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                                              VITAMINA E 

Andiamo avanti con la serie delle Vitamine.
La vitamina E è un potente antiossidante in grado di aiutare le cellule del nostro organismo a proteggersi dall'azione dei radicali liberi e dunque dall'invecchiamento precoce. Questa vitamina la troviamo spesso presente tra gli ingredienti di prodotti cosmetici antirughe anche se la sua azione a livello interno nel nostro organismo è ben più importante.
La Vitamina E come altre , anche lei fa parte del gruppo delle vitamine liposolubili (insieme a vitamine A, D e K), ovvero quelle sostanze che sono solubili esclusivamente nei grassi. Al contrario delle vitamine idrosolubili (ovvero che si disciolgono in acqua) l’organismo è in grado di accumularle come riserva.  Si tratta in realtà di un gruppo di 8 vitamine liposolubili (alfa, beta, gamma e delta-tocoferolo e alfa, beta, gamma e delta-tocotrienoli), sembra però che l'unica utilizzata dal nostro corpo sia l’alfa-tocoferolo.

La vitamina E è nota soprattutto per le sue proprietà antiossidanti.  Ora vedremo a cosa serve e quali sono gli alimenti che la contengono.
In primis Protegge la vitamina A dall’ossidazione, aiuta il sistema immunitario rafforzando le sue difese, migliora l’ossigenazione, protegge da alcuni tipi di tumore, aiuta la vista e mantiene sani i nervi.  Altre importanti azioni della vitamina E sono quella di migliorare la circolazione sanguigna, fluidificando il sangue evitando dunque la formazione di coauguli e riducendo la possibilità di incorrere in infarti o ictus. Agisce positivamente inoltre sulla sensibilità delle cellule all’azione dell’insulina e quindi previene la comparsa di diabete o insulino-resistenza.
Per fare ogni giorno il pieno di vitamina E è bene mangiare in maniera varia alcuni alimenti che ne sono particolarmente ricchi. Con una sana alimentazione dovremmo assicurarci il fabbisogno giornaliero di tutte le vitamine e dei i sali minerali necessari alle funzioni del nostro corpo.Questa vitamina è presente soprattutto nella frutta secca o essiccata, negli ortaggi a foglia verde e nelle erbe aromatiche. Tra gli alimenti consigliati ci sono dunque mandorle, pinoli, basilico, semi, oleosi, spinaci e altro. La vitamina E è una grande alleata della pelle, può aiutare infatti nella cura di acne o eczemi, depositandosi sulla epidermide, inoltre, protegge dall’inquinamento atmosferico e dai raggi UV.
Spesso, a causa di un’alimentazione sregolata risultiamo un po’ carenti di vitamine e sali minerali, e tendiamo a sottovalutare questo fatto non considerando che ciò può comportare invece, a lungo andare, seri problemi di salute. Una carenza di vitamina E può portare come sintomi sensazioni di stanchezza, debolezza e difficoltà a concentrarsi. È evidente che si tratta di una sintomatologia molto generica che va valutata con l’aiuto di un medico e delle specifiche analisi. Difficile comunque essere carenti di vitamina E dato che è molto presente negli alimenti e soprattutto fa parte di quelle vitamine di cui il corpo può fare riserva.   Dato che fa parte delle vitamine liposolubili per migliorare l’assorbimento e la metabolizzazione della vitamina E sarebbe bene associare gli alimenti che la contengono a dei grassi buoni come ad esempio l’olio extravergine di oliva senza esagerare.
Le dosi RDA giornaliere per la vitamina E sono pari a 15 milligrammi per gli adulti. Le RDA di vitamina E per i bambini variano.
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