«
»

Top

Quali malattie e quali farmaci sono incompatibili con l’aspirina?

1 dic 2019 • 7 commenti

Utilizzato per fluidificare il sangue, lottare contro il dolore oppure ridurre la febbre, l’aspirina è un farmaco molto spesso utilizzato. Ma conoscete il dosaggio da rispettare? I trattamenti con i quali è incompatibile? Leggete la nostra guida per non correre rischi.

Quali malattie e quali farmaci sono incompatibili con l’aspirina?

Cos’è l’aspirina?

L’aspirina, o acido acetilsalicilico, è uno dei farmaci più consumati nel mondo. Ogni anno, quasi 25 miliardi di compresse sono fabbricate! Anche se la sua utilizzazione viene ampiamente diffusa, l’aspirina non è un farmaco insignificante e il suo uso senza controllo medico deve essere puntuale.

Come l’ibuprofene, l’aspirina possiede diverse proprietà: antiaggregante della piastrina a basso dosaggio (fluidifica il sangue), analgesico (contro il dolore), antipiretico (contro la febbre) e antinfiammatorio ad alto dosaggio.   

L’aspirina agisce inibendo la sintesi di prostaglandine con la sua azione sugli enzimi ciclo-ossigenasi (COX 1 e COX 2). La sua inibizione della COX 1 è soprattutto responsabile degli effetti indesiderati digestivi ed emorragici. 

Quando e come assumere aspirina?

Oggigiorno, l’aspirina viene maggiormente prescritta a basso dosaggio, tra 75 e 300 mg al giorno e in un’unica somministrazione, per il suo effetto antiaggregante della piastrina. Viene sistematicamente prescritta nei pazienti che presentano un rischio acuto di incidenti cardiovascolari o in fase post-incidente cardiovascolare, così come nei pazienti che hanno appena avuto uno stent e per i quali si vuole evitare la formazione di un coagulo di sangue. 

Nel trattamento dei dolori e della febbre, la posologia massima nell’adulto in automedicazione è di 1g di aspirina ogni 8 ore, o 3g al giorno.

La sua azione antiinfiammatoria si manifesta soltanto ad alto dosaggio. Può essere utile nel caso di dolori muscolari e di malattie reumatiche.

Quali sono i farmaci che contengono aspirina?

Alcuni farmaci contengono esclusivamente aspirina mentre altri sono composti di aspirina in associazione con altre molecole. È importante di sapere se un farmaco contiene dell’aspirina per evitare di prenderne diversi che ne contengono. In effetti, ciò può provare un sovradosaggio e aumenta gli effetti indesiderati. 

Farmaci che contengono aspirina

- KARDEGIC 75/160/300/500 mg

- ALKA SELTZER 324 mg

- ASPEGIC 100/250/500/1000 mg (soluzione orale e iniettabile

- ASPIRINE DU RHONE 500 mg

- ASPIRINE PROTECT 100/300 mg (compresse gastroresistenti)

- ASPIRINE UPSA 500/1000 mg

- ASPRO 320/500 mg

- MODIXIS 75 mg

- RESITUNE 75/100 mg (compresse gastroresistenti)

Farmaci che contengono aspirina in associazione

- ACTRON (AA + Caffeina + Paracetamolo): analgesico indicato per i dolori moderati

- ASPRO CAFEINE (AA + Caffeina): analgesico

- ASPIRINE UPSA VITAMINE C (AA + Acido ascorbico): analgesico e antipiretico 

- DUOPLAVIN (AA + Clopidogrel): utilizzato nella cura delle aterotrombosi 

- MIGPRIV (AA + Metoclopramide): utilizzato nella cura delle emicranie 

- NOVACETOL (AA + Codeina + Paracetamolo): analgesico di livello 2, indicato per i dolori moderati fino a intensi

In quale situazione bisogna evitare l’aspirina?

Controindicazioni con alcune patologie

- Precedente di allergia ai farmaci della stessa famiglia o agli FANS

- In caso di ulcera allo stomaco o al duodeno

- In caso di rischio emorragico (predisposizioni al sanguinamento, durante il ciclo…)

- In caso di insufficienza epatica grave

- In caso di insufficienza renale grave

- In caso di insufficienza cardiaca non controllata 

Utilizzazione possibile ma che necessita uno stretto controllo 

In caso di precedente di ulcera allo stomaco o al duodeno, di asma, gotta, insufficienza renale moderata e nella donna che porta un dispositivo intrauterino (spirale), consultate un medico e prestate attenzione ad ogni effetto collaterale! 

La gravidanza e l’allattamento

L’utilizzazione dell’aspirina è controindicata a partire dal sesto mese di gravidanza perché essa rappresenta un rischio di morte intrauterina. In caso di allattamento, l’aspirina è anche proscritta. 

Le infezioni

In caso di febbre e/o dolori in relazione a un’infezione (angina, rinofaringite, otite, tosse, infezione polmonare, lesione cutanea o varicella), consultate il vostro medico e utilizzate paracetamolo. L’ibuprofene e l’aspirina possono in effetti nascondere i segni di infezione, ciò che può provocare delle complicazioni se non viene trattata in tempo.

Quali farmaci sono incompatibili con l’aspirina?

Gli FANS

Hanno lo stesso meccanismo di azione dell’aspirina, c’è quindi un rischio di sovradosaggio e di maggiorazione di rischio di comparsa di effetti collaterali: soprattutto il rischio di ulcera gastrica e di emorragia. 

Gli anticoagulanti orali

C’è un aumento del rischio di emorragia in caso di trattamento con un anticoagulante orale (come Coudamine, Previscan, Sintrom, Eliquis, Pradaxa o ancora Xarelto).

Altri

L’aspirina può interagire con farmaci come il litio (TERALITHE)  o il metrotexato.

 

 

Attenzione, questo articolo è generale e non sostituisce in nessun caso una prescrizione medica. Non fa riferimento ad eventuali casi particolari che possono esistere. Ogni paziente è diverso, comunque parlatene con il vostro medico!

 

Articolo redatto da Louise-B con Camille Dauvergne, studentessa di quarto anno in farmacia.

avatar Camille Dauvergne

Autore: Camille Dauvergne, Junior Community Manager Francia

Camille Dauvergne è attualmente Community Manager Junior in Carenity. Assiste il Community Manager Francia nell'animazione della piattaforma, facilitando la navigazione dei membri e promuovendo le loro... >> Per saperne di più

Commenti

Serghiei
il 03/12/19

Buongiorno....sono diabetico ed uso cardioaspirina da molti anni ....posso avere conseguenze con questo utilizzo prolungato ed ininterrotto?  Grazie.

EUREKA
il 03/12/19

L’aspirina è un potente antinfiammatorio e come tale può essere considerato un buon agente nella prevenzione di quelle patologie che si associano ad uno stato infiammatorio cronico.

Come alcuni tumori, che si sospetta abbiano fra i loro meccanismi di formazione lo stimolo proliferativo dovuto all’infiammazione su cui poi può inserirsi l’azione di un cancerogeno o un qualche errore del Dna che agevoli la trasformazione neoplastica delle cellule.

Lo testimoniano ormai diversi studi scientifici: l’aspirina, specie a basso dosaggio cardiologico (100 milligrammi al giorno), è stata associata a una prevenzione del tumore del colon e di altri tumori di tipo adenocarcinomatoso molto frequenti (di derivazione dalle cellule ghiandolari) come polmone, apparato digestivo, tra cui il fegato.

Gli esiti dell’ultima ricerca pubblicata sul Journal of the National Cancer Institute indicano che tra i consumatori abituali di aspirina il carcinoma epatocellulare è risultato incidere in maniera inferiore del 41 per cento rispetto agli altri volontari che non usavano l’acido acetilsalicilico.

Questi studi confermano una convinzione già presente da 30 anni nel mondo scientifico: se in natura esistono sostanze che provocano il cancro, deve esistere anche il loro contrario, vale a dire molecole che ci proteggono. Su questo principio si basa la farmaco-prevenzione, uno dei campi più promettenti della ricerca oncologica.

Quindi stando agli indizi finora raccolti, oltre ai benefici cardiovascolari, oggi abbiamo evidenza di utilità nella prevenzione del cancro.


Precisando infine che nessun farmaco è privo di effetti collaterali, il bilancio tra rischi e benefici appare altamente favorevole all’aspirina. Certo però, nel prescrivere un’eventuale cura con aspirina, bisogna valutare le possibili conseguenze indesiderate, in primis sull’apparato digerente (emorragie gastriche) e cerebrali, oltre che sull’occhio.

Quindi, ad esempio,  un soggetto che abbia problematiche oftalmologiche quali distacco di retina o emorragie del vitreo, dovrà consultare prima il suo specialista oftalmologo per utilizzare l’aspirina.

Il medicinale utile in alcuni casi per prevenire l'infarto potrebbe presentare rischi elevati, ecco quali e per chi.

Effetti Collaterali del acetilsalicilico.

Gli effetti indesiderati osservati più frequentemente sono a carico dell’apparato gastrointestinale e possono manifestarsi in circa il 4% dei soggetti che assumono acido acetilsalicilico come analgesico-antipiretico. Tale percentuale aumenta sensibilmente nei soggetti a rischio di disturbi gastrointestinali. Questi disturbi possono essere parzialmente alleviati assumendo il medicinale a stomaco pieno.

La maggior parte degli effetti indesiderati sono dipendenti sia dalla dose che dalla durata del trattamento.   Gli effetti indesiderati osservati con l’acido acetilsalicilico sono generalmente comuni agli altri FANS.   Patologie del sistema emolinfopoietico Prolungamento del tempo di sanguinamento,  anemia da sanguinamento gastrointestinale,  riduzione delle piastrine (trombocitopenia) in casi estremamente rari. A seguito di emorragia può manifestarsi anemia acuta e cronica post-emorragica/sideropenica (dovuta, per esempio, a microemorragie occulte) con le relative alterazioni dei parametri di laboratorio ed i relativi segni e sintomi clinici come astenia, pallore e ipoperfusione.   

Patologie del sistema nervoso Cefalea, capogiro. Raramente: sindrome di Reye  Da raramente a molto raramente: emorragia cerebrale, specialmente in pazienti con ipertensione non controllata e/o in terapia con anticoagulanti, che, in casi isolati, può risultare potenzialmente letale. Patologie dell’orecchio e del labirinto Tinnito....

(ronzio/fruscio/tintinnio/fischio auricolare). Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Sindrome asmatica, rinite (rinorrea profusa),  congestione nasale (associate a reazioni d’ipersensibilità).   Epistassi. Patologie cardiache Distress cardiorespiratorio (associato a reazioni d’ipersensibilità) Patologie dell’occhio Congiuntivite (associato a reazioni d’ipersensibilità) Patologie gastrointestinali Sanguinamento gastrointestinale (occulto), disturbi gastrici, pirosi, dolore gastrointestinale,  gengivorragia.  Vomito,  diarrea,  nausea,  dolore addominale crampiforme (associate a reazioni d’ipersensibilità).   

Raramente: infiammazione gastrointestinale,  erosione gastrointestinale,  ulcerazione gastrointestinale,  ematemesi (vomito di sangue o di materiale “a posta di caffè”),  melena (emissione di feci nere, picee), esofagite. Molto raramente: ulcera gastrointestinale emorragica e/o perforazione gastrointestinale con i relativi segni e sintomi clinici ed alterazioni dei parametri di laboratorio. Patologie epatobiliari Raramente: epatotossicità (lesione epatocellulare generalmente lieve e asintomatica) che si manifesta con un aumento delle transaminasi. Patologie della cute e dei tessuti sottocutanei Eruzione cutanea, edema,orticaria, prurito, eritema, angioedema (associate a reazioni di ipersensibilità). 

Patologie renali ed urinarie Alterazione della funzione renale (in presenza di condizioni di alterata emodinamica renale), sanguinamenti urogenitali. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Emorragie peri-operatorie, ematomi. Disturbi del sistema immunitario Raramente: shock anafilattico con le relative alterazioni dei parametri di laboratorio e manifestazioni cliniche.  (Sindrome di Reye (SdR) La SdR si manifesta inizialmente con il vomito (persistente o ricorrente) e con altri segni di sofferenza encefalica di diversa entità: da svogliatezza, sonnolenza o alterazioni della personalità (irritabilità o aggressività) a disorientamento, confusione o delirio fino a convulsioni o perdita di coscienza.

È da tener presente la variabilità del quadro clinico,  anche il vomito può mancare o essere sostituito dalla diarrea. Se questi sintomi insorgono nei giorni immediatamente successivi ad un episodio influenzale (o simil-influenzale o di varicella o ad un’altra infezione virale) durante il quale è stato somministrato acido acetilsalicilico o altri medicinali contenenti salicilati l’attenzione del medico deve immediatamente essere rivolta alla possibilità di una SdR. Segnalazione delle reazioni avverse sospette.  La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. 

Fonte : ricerche Web

By Eureka ! 

Nroberto
il 03/12/19

Buona giornata,soffro di colite ulcerosa e chiedo consiglio in sostituzione dell'aspirina in caso di raffreddore e mal di testa......quale medicinale è consigliabile.Grazie

Vincenzo16
il 04/12/19

il mio medico di base me la prescrive da anni insieme alla sinvastatina essendo io un fumatore è giusto? io ora ho paura a smettere di prenderla 

Giovannimario
il 07/12/19

Io l'ho usata per un periodo sotto prescrizione del mio medico di famiglia,ma poi ho desistito dietro consiglio di un primario di medicina generale che mi consigliava di sospendere in quanto si era soggetti a sanguinamento,facendo attività fisica credo che il mio fisico non ne abbi bisogno.Credo che il problema sia più per chi ha una dieta squilibrata e non pratichi attività fisica,ci sono propabilità di placche che possono ostruire il flusso di sangue.

Ti piacerà anche

Intervista di esperto: Scoprire la neuropsicologia (3/3)

Malattia di Alzheimer

Intervista di esperto: Scoprire la neuropsicologia (3/3)

Leggi l’articolo
La diagnosi del tumore del polmone raccontata dai membri Carenity

Tumore del polmone

La diagnosi del tumore del polmone raccontata dai membri Carenity

Leggi l’articolo
Convivere con un disturbo bipolare

Disturbo bipolare

Convivere con un disturbo bipolare

Leggi l’articolo
Intervista di esperto: Scoprire la neuropsicologia (2/3)

Malattia di Alzheimer

Intervista di esperto: Scoprire la neuropsicologia (2/3)

Leggi l’articolo