/static/themes-v3/default/images/default/home/bg-generic.jpg?1516194360

89 risposte

1.780 visualizzazioni

Tema della discussione


• Membro Ambasciatore
Pubblicato il
Buon consigliere

Questa vuole essere una Nuova" Discussione " su tutte le Novità (New) e Non: Prodotti che vengono messe a disposizione, Possono essere Oggetti elettronici, Pareri, Idee, Nuove Cure, Notizie ecc..cc... insomma varie informazioni anche culturali sia in Medicina, Cure alternative, Gadget elettronici, App, Siti di informazioni ecc.ecc ossia qualunque cosa ancora a noi momentaneamente sconosciuta, Giusto per il "Gusto "di Essere informati e >>> Aggiornati, anche solo per il ....Piacere di ...Saperlo!

By Eureka!

Inizio della discussione - 18/09/17

Lo sapevi che...

• Membro Ambasciatore
Pubblicato il
Buon consigliere

                                 >>>  Tumore al pancreas   <<<

La Web-App che Spiega Cause, Diagnosi e Cure!

Una web-App per Computer, Tablet e Smartphone Che ci aiuta a capire come riconoscere Tempestivamente e come prevenire questa temuta patologia (in otto lingue)

Il tumore al pancreas è uno dei più temuti. È il sesto tipo di cancro più frequente e colpisce ogni anno in Italia circa 13.500 persone. I nuovi casi di tumore pancreatico registrati in Italia nel 2016 sono stati 13.500, la maggior parte dei quali in persone fra i 60 e gli 80 anni. Si tratta di un nemico difficile da combattere anche perché nelle fasi iniziali non dà sintomi chiari. Le aspettative di vita aumentano però se la diagnosi è precoce.

Sintomi
I segnali sono spesso generici e di difficile intercettazione. Alcuni però possono aiutare a riconoscere tempestivamente questa malattia: comparsa improvvisa del diabete in un adulto; dolore persistente nella zona dello stomaco o a livello della schiena, al punto di passaggio tra torace e addome; importante calo di peso non giustificabile; steatorrea (cioè feci chiare, oleose, poco formate, che tendono a galleggiare); comparsa di trombosi venosa alle gambe; diarrea persistente non spiegata da altre cause. Per la diagnosi, gli esami strumentali che possono essere utili sono ecografia, Tac, ecoendoscopia e Risonanza Magnetica Nucleare.

Fattori di rischio
I fattori di rischio noti sono fumo, obesità. abuso di alcol, sedentarietà, altre patologie (come diabete o pancreatite) e storia familiare. Precedenti in famiglia si riscontrano infatti in circa il 10 per cento dei tumori pancreatici. In alcuni casi sono legati a patologie note, come la sindrome di Peutz Jeghers, la «sindrome familiare con nevi atipici multipli e melanoma» ; la mutazione del gene BRCA-2 (3-10 volte); la pancreatite ereditaria (10 volte) e la sindrome di Lynch.
 

Terapie
La particolarità e l’aggressività del cancro del pancreas richiedono competenze molto specifiche ed è importante che diagnosi e terapie vengano eseguite in centri di grande esperienza. Il trattamento del tumore del pancreas comprende chirurgia, farmaci, radioterapia o una combinazione di queste opzioni. La scelta dipende dalla localizzazione e dallo stadio del tumore (se è circoscritto al pancreas o se si è diffuso ad altri organi), nonché dalle condizioni generali di salute del paziente.
 

La web-app
La web-app messa a punto da Corriere della Sera e Aiom per conoscere meglio questa patologia è uno strumento interattivo realizzato in due versioni (una per desktop e tablet e una per smartphone) e in otto lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, romeno, russo, cinese e arabo). La web- app, come tutte le altre già realizzate, potrà essere consultata online direttamente collegandosi a Corriere.it/salute e poi, volendo, potrà essere scaricata sulla “scrivania” del tablet o dello smartphone. L’icona aprirà una schermata che permetterà di scegliere la lingua preferita, il riconoscimento del dispositivo sarà automatico.
 

La quinta sui tumori
Si tratta di una web-app gratuita (la quinta sui tumori) del Corriere della Seradopo quelle dedicate tumori del seno, delpolmone dello stomaco. e al melanoma. La web-app si può consultare direttamente online oppure può essere scaricata sulla “scrivania” del proprio tablet o smartphone. L’applicazione è stata infatti realizzata in due versioni differenti per garantire la miglior fruibilità possibile, a seconda del dispositivo da cui ci si collega.

Anche questa web-app, come le precedenti, è stata realizzata in due versioni, una per smartphone e una per computer e tablet. Per entrambe, una volta collegati al link in fondo alla pagina, si potrà scaricare l’icona corrispondente sulla propria “scrivania”. L’icona aprirà una schermata che permetterà di scegliere fra sette lingue, oltre l’italiano: inglese, francese, spagnolo, russo, cinese, arabo e romeno (NB: questi link aprono la versione per Tablet).

SCARICA LA WEB-APP SU TABLET- SMARTPHONE  Oppure Su Pc 
Il riconoscimento del dispositivo sarà automatico. Si consiglia di scaricare l’icona sulla scrivania del tablet o dello smartphone dopo aver selezionato la lingua desiderata. In questo modo si potrà sempre vedere la web-app a schermo intero, senza barra degli indirizzi di Internet nella parte superiore. " 

Fonte il Corriere della Salute 18 settembre 2017 "

By Eureka!

Lo sapevi che...

• Membro Ambasciatore
Pubblicato il
Buon consigliere

                              TellSpec

TellSpec, Lo scanner manuale che svela la composizione dei Cibi

TellSpec è uno scanner manuale capace di leggere, attraverso l’emissione di una luce laser, la composizione chimica dei cibi inviandola ad uno smartphone attraverso una app dedicata.

E’ nato come progetto sulla piattaforma Indiegogo e ha raccolto la cifra inaspettata di quasi 400.000$, il quadruplo di quanto inizialmente richiesto per la raccolta fondi che ne finanziasse la realizzazione.

TellSpec sarà disponibile sul mercato a un prezzo di 320$ (230 euro circa).

Come funzionerà?  Il procedimento è semplice, basterà puntare il dispositivo sull’alimento, premere un pulsante e verrà così emessa una luce laser che ci darà la ‘lettura’. Le onde luminose riflesse verranno poi analizzate e la composizione chimica del cibo immediatamente inviata a una app su uno smartphone, che interpreterà i risultati grazie a un database comprendente circa 3000 alimenti. Lo scanner intelligente riesce addirittura ad identificare laquantità di calorie e gli zuccheri presenti sul cibo in esame, oltre alla presenza di allergeni (glutine, per esempio) e conservanti. Può effettuare la scansione anche attraverso vetro e plastica, rivelandosi quindi un utile strumento da portare con sé al supermercato o da usare in casa in cucina o ancora a tavola con piatti dei cibi pronti e cotti .

Quanto c’è di “artificiale” dentro quello che mangiamo? Conservanti, additivi, coloranti, la lista è lunga e per scovare i nemici della linea e della salute occorre armarsi di pazienza e leggere (sapendole poi decifrare) le etichette alimentari Rivoluzionando il modo di rapportarsi al cibo, a favore della trasparenza.  Si tratta di un particolare telecomando, grande più o meno quanto uno smartphone, che va avvicinato ai piatti o agli alimenti ed è in grado di metterne a nudo la composizione.  Sarà soprattutto chi soffre di allergie o intolleranze alimentari, perché tramite questo strumento sarà anche possibile monitorare il collegamento fra i propri sintomi e il menu consumato, compilando un diario alimentare che a ragione potremmo definire “Senza segreti” del cibo che verranno registrati e messi in relazione con altre informazioni, come i sintomi individuali, in modo da migliorare diagnosi e trattamenti.

by Eureka!

Lo sapevi che...

• Membro Ambasciatore
Pubblicato il
Buon consigliere

                        il CETA  >> <<<Greenpeace

È entrato in vigore in una fase di applicazione provvisoria il CETA. Si tratta di un accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Canada. Forte la reazione diGreenpeace nei confronti del trattato. Gli ambientalisti sostengono che può mettere a rischio la sicurezza alimentare, perché può ostacolare gli standard per gli alimenti e per l’agricoltura che sono stati stabiliti dall’Unione Europea.

Secondo i rappresentanti della nota associazione ambientalista, attraverso l’applicazione del CETA, le aziende nordamericane avranno in mano differenti opportunità per rendere più deboli le regole da rispettare su ormoni della crescita,OGM, clonazione animale e trattamento della carne con sostanze chimiche.

Potrebbero essere in pericolo anche i dettami sull’indicazione in etichetta del Paese di origine dei cibi. I rappresentanti di Greenpeace vorrebbero che gli Stati membri dell’Unione Europea rigettassero il CETA. Anche l’Italia, secondo loro, dovrebbe impegnarsi in questo senso, perché il tutto andrebbe a svantaggio del marchiomade in Italy. l’Italia è contraria all’accordo? 
 

I singoli parlamenti nazionali dell’Europa non hanno ancora dato completamente il loro via libera all’applicazione del CETA. Si sta ancora discutendo su quale atteggiamento mostrare. Eppure provvisoriamente entrerà in vigore il 90% delle regole stabilite dal trattato.

Il CETA stabilisce il principio della cooperazione normativa, attraverso la quale le multinazionali potranno avere sempre più peso nelle decisioni politiche che riguardano il commercio internazionale. Pensiamo per esempio al caso della pasta: il Canada esporta grandi quantità di frumento nel nostro Paese, che poi viene trasformato in pasta. Tutto ciò potrebbe ridurre l’intenzione da parte degli Stati europei di applicare le norme sull’etichettatura anche a questo prodotto tipico italiano.

Problemi potrebbero esserci anche per quanto riguarda gli OGM. Per esempio nel 2016 le autorità canadesi hanno reso possibile commerciare il salmone OGM senza etichettatura. Secondo Greenpeace, con il CETA potrebbero moltiplicarsi le esportazioni del salmone OGM non identificato anche negli Stati dell’Unione Europea, perché si punterebbe su un abbassamento delle tariffe.  >>>>> Mangeremo sempre + Porcherie <<<<

Notizia di Settembre 2017

By Eureka!

Lo sapevi che...

• Membro Ambasciatore
Pubblicato il
Buon consigliere

                 Insetti nei supermercati, dal 2018 anche in Italia

Dal 1 gennaio 2018 gli amanti del mondo della cucina dovranno prepararsi ad affrontare una nuova sfida perché entra in vigore il regolamento europeo sui "Nuovi Food"che vuole inserire sul mercato prodotti mai usati prima come insetti e derivati. Lo sappiamo, l’idea a noi italiani abituati a un bel piatto di pasta alla norma o all’amatriciana, fa venire quasi i brividi, ma questi insetti sono ricchi di proteine e sono anche sostenibili perchè per allevarli basta poca acqua e poca energia.

A oggi in Italia non si possono nè allevare, nè vendere insetti e loro derivati, ma manca poco al cambiamento radicale.  Nel 2018 potremmo trovare al supermercato della farina di baco da seta o integratori alimentari a base di grilli.    Ovviamente ci sono ancora tanti dubbi a riguardo come la domanda che si fanno tutti,  quali insetti potremo trovare nei nostri supermercati? Pare che ci si atterrà alla lista di insetti approvati in Belgio: grillo, locusta, tenebrione, tarma e baco da seta e Tanti altri.

Come se non bastasse una recente indagine del Centro per lo sviluppo sostenibile della Società Umanitaria, sotto la guida del presidente Andrea Mascaretti, il 47% delle persone intervistate si è detto favorevole all’introduzione di insetti nell’alimentazione.    Di questi però solo il 28% accetterebbe di provare a mangiarli e il 5% li mangerebbe, ma solo senza vederli. Ovviamente perché non siamo abituati.

Il senso di repulsione per gli insetti solo alla vista è uno dei principali deterrenti per l’introduzione di questi “Nuovi food”.  Mangiare insetti comporta vantaggi per l’ambiente, visto che sono sostenibili; per l’uomo, in quanto hanno un apporto proteico incredibile; sociali, perchè l’allevamento di insetti potrebbe produrre nuovi posti di lavoro.    Insomma, sembra proprio che nel futuro ci troveremo a fare merenda con un pacchetto di grilli, anzichè patatine.

Nel futuro della nostra alimentazione potrebbero esserci alimenti alquanto differenti rispetto agli attuali come ad esempio insetti, gamberetti di alghe e bacon vegano.   È questo quello che sembra l’orientamento generale secondo le indicazioni che arrivano da alcune startup italiane e internazionali, che contribuiranno con la loro partecipazione a dar vita.  Un’indicazione già emersa durante Expo Milano 2015 e che ha mantenuto intatta la sua forza negli ultimi due anni.

L’alimentazione sembrerebbe quindi davvero destinata a mutare verso l’impiego di grilli ed altro o in direzione di soluzioni vegan, soprattutto in funzione del previsto aumento della popolazione mondiale.  A sostenere queste Soluzioni che seguono quanto affermato dalla FAO alcuni mesi fa riguardo gli insetti, che secondo gli esperti gli rappresentano sotto forma ad esempio di farina di grilli, ec.ecc. il cibo del futuro.

L’utilizzo di insetti nell’alimentazione quotidiana è proprio il settore in cui si è specializzata la Addento. Un comparto che ha detta della FAO rappresenta una solida alternativa alla carne rossa.   Il contenuto proteico in questo caso dei grilli in rapporto al peso secco è del 69% contro il 32% offerto invece dalla bresaola (cibo ritenuto “iperproteico”).    Rappresentano inoltre una fonte particolarmente ricca di vitamina B12 e acidi grassi omega-3 e omega-6. A favore dell’utilizzo dei grilli anche il consumo idrico: 15 mila litri d’acqua per un chilo di carne di manzo, appena 1 per l’equivalente di grillo.  Attesi anche i Micrortaggi prodotti dalla Mi Green Food, così come la tagliatelle e il bacon ottenuto dalle alghe e di frutti di mare e gamberetti d’origine vegetale.

Dagli insetti un integratore contro le malattie cardiovascolari. Per chi soffre di malattie cardiovascolari, a breve, potrebbe arrivare una soluzione per aiutare a contrastare questa patologia.  Si tratta di un integratore alimentare alquanto particolare visto che è a base di insetti. Dovevamo aspettarcelo, i ricercatori e gli scienziati, ormai da anni parlano delle elevate ed importanti proprietà nutrizionali contenute in questi strani animali e ora grazie ad una ricerca italiana sta per arrivare questa novità.  Si tratta di un progetto intitolato “Gli insetti e la prevenzione delle malattie cardiovascolari-insect card” e parla proprio della creazione di un integratore che aiuta essenzialmente a prevenire le malattie cardiovascolari e, allo stesso tempo, aiuta l’ambiente.   Uno dei punti di forza non è solo che gli insetti hanno queste proprietà nutrizionali così importanti, ma anche che, contrariamente agli integratori in commercio di origine vegetale o animale, gli allevamenti di insetti non comportano inquinamento ambientale.  Nessun uso di pesticidi, sarebbe un controsenso, zero spreco di acqua o accumulo di rifiuti organici.   Gli insetti sono “eco-sostenibili”.

Da questi animali inoltre vengo estratti direttamente gli acidi grassi polinsaturi, omega 3 e peptidi che aiutano per l’ipertensione quindi, chi fa uso di questo integratore non dovrà mangiare gli insetti, ma semplicemente inghiottire una pillola che contiene tutti questi composti benefici al suo interno.  Tra tutti gli insetti quelli su cui si sono concentrati di più gli scienziati sono la Camola della farina e la Camola del miele. il tentativo è quello di estrarre la componente proteica contenuta nei due insetti e poi, da questo creare un integratore alimentare ad hoc.   Questo nuovo integratore si posizionerebbe poi in modo molto competitivo sul mercato visto che i costi di produzione sono bassissimi e il prezzo risulta così economico e conveniente. Insomma, dobbiamo solo prepararci piscologicamente.

N.B......  Non è che sia una Grande Novità,

Perchè sè Leggiamo il Libro " Siete Pazzi A Mangiarlo" più volte citato da Me su Vari Post Qui Su Carenity , scopriremo che già li Mangiamo inconsapevoli nei vari Cibi Spazzatura che Compriamo al Supermercato e Negozi , Prodotti della Grande Catena Alimentare, e non SOLO Insetti , c'è Tant'altro molto + Schifoso , che li rendono macinati in farina, li seccano e li mischiano, aggiungendo dolcificanti, solfati, agenti chimici, amidi, insaporitori, ecc.ecc.ecc.  Altro che Insetti !  Roba Incredibile solo allo scopo di fare Bissness

un Gustoso .....Buon Appetito!  

>>> By Eureka! <<<

Lo sapevi che...


Pubblicato il

bleeee 

credo che se vanno avanti cosi'

rischio di diventare vegana crudista :-/

Lo sapevi che...

• Membro Ambasciatore
Pubblicato il
Buon consigliere

@virgui eccellente ...appoggio e sposo la tua Idea...  Brava !! Cmq c'è da dire che gli insetti Hanno Molte Proteine, a noi ovviamente ci fanno senso, ma altri Paesi si cibano da molto tempo. Ci vogliono Globalizzare 

By Eureka!

Lo sapevi che...


Pubblicato il

nono la globalita' ha qualche lato buono vedi il poter girare senza problemi di frontiera per quasi molte delle nazioni di questo bel mondo ma come in una famiglia ognuno ha le sue specificita' e l'armonia in essa e' dovuta al tenerne conto cosi allargato alle citta' agli stati alle nazioni al mondo intero ad'ognuno la sua diversita' ad'ognuno le sue specificita' la gobalizzazione alimentare la trovo giusta finche' ci limitiamo ai cibi quando andiamo oltre allora la domanda poi viene spontanea quando saremo troppi arriveremo a comprare cosce di meridionali affumicate pance di tedeschi pepate nei supermercati e mi fermo qua' che inorridisco a questa gobalizzazione alimentare che ci ha portato questa schifezza per ora come idea dal 2018 come realta' nei supermercati e chi sa' che arrivera' ancora pipistrelli con patate al forno ragni saltati in salmi' e topi imbottonati con peperoni e maggiorana 

bleeeee:-p 

per parafrasare storpiando un vecchio detto

gusti e piatti dei paesi tuoi 

Lo sapevi che...

• Membro Ambasciatore
Pubblicato il
Buon consigliere

@virgui,Vero! .... idem come dire ... Mogli e Buoi ...Dei paesi tuoi! 

By Eureka!

Lo sapevi che...

• Membro Ambasciatore
Pubblicato il
Buon consigliere

                    Frutta secca per Diabete e Tumori e Non Solo

Consumare una manciata di frutta secca ogni giorno potrebbe essere utile come rimedio naturale per prevenire il Diabete di tipo 2. sappiamo che i cibi ricchi di omega 6 come le noci e l’olio di semi di girasole possono ridurre anche del 35% il rischio di sviluppare il diabete.
Ricerche precedenti avevano rilevato che gli omega 6 nel nostro organismo vengono convertiti in acido linoleico, che può impedire lo sviluppo del diabete di tipo 2, migliorando il metabolismo dei grassi e la sensibilità all’insulina. Ecco perché gli esperti sono convinti che un piccolo cambiamento nella dieta sana e Naturale ed un po di movimento anche solo camminare per 45 minuti al giorno ogni giorno potrebbe essere essenziale per proteggere le persone dall’iperglicemia.               I ricercatori hanno analizzato 20 studi che sono stati svolti in 10 Paesi tra il 1970 e il 2010. Hanno poi preso in considerazione i casi di più di 62 mila persone di età compresa tra 49 e 76 anni. Nessuno dei volontari aveva il diabete.
Analizzato il sangue dei partecipanti alla ricerca per individuare l’acido linoleico e l’acido arachidonico, che sono dei marcatori di omega 6. Hanno così scoperto che le persone con livelli più alti di acido linoleico, che il corpo non è in grado di produrre autonomamente, ma deve ricavare dall’alimentazione, avevano una probabilità piuttosto ridotta di sviluppare il diabete di tipo 2 rispetto ai volontari con valori più bassi.    Chi mangia regolarmente frutta secca ha un rischio inferiore del 7% di incorrere nel sovrappeso e nell’obesità.   Le persone che consumano spuntini a base di noci, pistacchi, mandorle e nocciole accumulano meno chili di troppo.                Questo è un motivo che la frutta secca dovrebbe perfino sostituire i grassi animali durante i pasti.  La frutta secca dà un rapido senso di sazietà e quindi a un ruolo principale all’interno di un pasto. La scienza spiega che i grassi della frutta secca sono quasi interamente grassi “buoni”.         Inoltre questi frutti forniscono proteine, vitamine e sali minerali, che svolgono un ruolo centrale nella stimolazione dell’energia da fornire all’organismo.   Ricerche precedenti hanno sottolineato che le noci possono svolgere un’azione anti-invecchiamento che si rafforza associando una dieta a base di vegetali, che si dimostrerebbe utile per garantire la salute del cuore e per abbassare il rischio di sviluppare alcune forme di tumori.                                                The Lancet Diabetes & Endocrinology conferma che Consumare una manciata di mandorle al giorno e un buon Antidoto contro le malattie cardiache. È stato appurato che soltanto 43 grammi sono in grado di migliorare i livelli di colesterolo “buono” del 19% e quindi di proteggere dai disturbi a carico del cuore.  Tutto questo accade perché migliora anche la rimozione delle placche dalle arterie.   Lo ha sottolineato una ricerca della Pennsylvania State University.                        La ricerca ha messo in evidenza che se le persone inseriscono qualche mandorla nella loro dieta si possono aspettare molteplici benefici a vantaggio della loro salute.  Gli studiosi sono convinti che non si possa parlare di una vera e propria cura, ma questa frutta secca, se mangiata con moderazione, può rappresentare un’aggiunta di valore ad un’alimentazione come già detto sana. Gli esperti hanno preso in considerazione 48 persone di età compresa fra i 30 e i 65 anni, che presentavano alti livelli di colesterolo “cattivo”.
Hanno osservato i pazienti per un periodo di sei settimane. Tutti i partecipanti allo studio hanno seguito la stessa dieta, ma alcuni in più hanno mangiato 43 grammi di mandorle non salate ogni giorno. Le analisi del sangue dopo sei settimane hanno rivelato che chi aveva mangiato le mandorle poteva contare su livelli più alti di colesterolo “buono”.

Il colesterolo “buono” è molto poco quando viene rilasciato in circolazione. È come se fosse un sacchetto che lentamente diventa più grande, perché raccoglie il colesterolo delle cellule e dei tessuti, depositandolo nel fegato. E stato dimostrato che nell’organismo si formavano particelle di colesterolo “buono” più grandi proprio in risposta al consumo delle mandorle. La ricerca scientifica insiste sulla possibilità di Eliminare o sostituire la carne con altri cibi più sani e Naturali. In particolare uno studio recente ha dimostrato che sostituire una porzione di carne con una manciata di frutta secca ogni giorno potrebbe ridurre del 17% il rischio di una morte prematura adottando un modello di alimentazione sana e il più Naturale.   Secondo i ricercatori gli elementi essenziali di una dieta sana sono costituiti da un maggiore consumo di frutta, verdura, frutta secca, fagioli. Sarebbe meglio evitare invece gli eccessi di consumo di carne rossa e lavorata, di bevande zuccherate e di cereali raffinati, come il riso bianco e la farina di grano e tutti i suoi derivati” Farinacci”.
Gli studiosi hanno coinvolto nella loro ricerca circa 48 mila donne di età compresa tra i 30 e i 55 anni e 26 mila uomini fra i 40 e i 75 anni.   All’inizio dello studio i partecipanti hanno completato un questionario, che hanno ripetuto ogni 4 anni nel corso di un periodo di 12 anni.
Nel questionario veniva richiesto di stimare quanto spesso avessero mangiato alcuni cibi. Questi risultati sono stati confrontati con 3 piani di alimentazione sana raccomandati per ridurre il rischio di malattie croniche.    I ricercatori poi hanno abbinato dei punteggi ad ogni piano dietetico seguito, riscontrando una riduzione del rischio di morte precoce dall’8% al 17% in corrispondenza del miglioramento del 20% delle scelte alimentari. 

Mangiare noci e mandorle riduce la possibilità di contrarre il tumore al colon. È quanto emerge da uno studio che ha analizzato diversi pazienti affetti da tumore intestinale che, dopo l’operazione e la chemioterapia, hanno mangiato questi tipi di frutta secca col guscio vedendo diminuire del 42% il rischio di recidiva.   Nel dettaglio la ricerca ha preso in esame 936 pazienti affetti da tumore al colon che avevano subito sia il trattamento chirurgico che quello chemioterapico. Questi pazienti hanno generalmente una probabilità del 70 per cento di sopravvivere tre anni dopo il trattamento.
Tra i soggetti presi in esame il 19% di loro consumava circa 22 mandorle o noci alla settimana: proprio loro hanno avuto un 57% in meno di rischio di morte prematura rispetto a chi non ha mangiato frutta secca col guscio dopo il trattamento medico.
I ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute di Boston consigliano dunque ai pazienti affetti da questo tumore di aumentare la quantità di noci nella loro dieta masticandole bene e lentamente.
Temidayo Fadel, autore principale della ricerca ha dichiarato: Numerosi studi nel campo delle malattie cardiache e del diabete hanno dimostrato i vantaggi del consumo di noci e abbiamo ritenuto importante determinare se questi benefici potessero applicarsi anche ai pazienti affetti dal tumore del colon-retto. La risposta è stata ovviamente positiva.

Fonte :Rivista "The Lancet Diabetes & Endocrinology" 
scannerizzata con OCR e tradotta
By Eureka!