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Sclerosi multipla e coronavirus

6 mag 2020

La sclerosi multipla (SM) è una malattia infiammatoria autoimmune cronica del sistema nervoso centrale. Attualmente, 118.000 persone in Italia sono affette dalla SM. Questa malattia si verifica più spesso nei giovani adulti (25-35 anni) e in tre casi su quattro nelle donne. I sintomi sono variegati e poco suggestivi e vanno dai problemi di concentrazione e di memoria alle difficoltà di deambulazione e alla stanchezza estrema... 

Nell'attuale contesto sanitario, la SM è un fattore di rischio di complicazioni al Covid-19? I trattamenti hanno un ruolo nell'infezione da coronavirus? Il coronavirus può peggiorare la SM? Rispondiamo alle vostre domande!

Sclerosi multipla e coronavirus

Ho la sclerosi multipla (trattata o non trattata), sono più a rischio di contaminazione o di complicazioni al Covid-19?

Secondo il Prof. Thibault Moreau, capo del dipartimento di neurologia dell'ospedale di Dijon, la sclerosi multipla in sé non sembra esporre ad un rischio di contaminazione e complicazioni al Covid-19 più elevato rispetto alla popolazione generale. Analogamente, il coronavirus SARS-coV-2 non sembra peggiorare gli attacchi o i sintomi della SM.

Il rischio di complicazioni deriva maggiormente dai trattamenti immunosoppressivi (Gilenya, Elsep, Tysabri). Infatti, questi trattamenti, utilizzati per le forme gravi di SM, diminuiscono le difese immunitarie dei pazienti, che sono quindi più fragili di fronte alle infezioni. Nell'assunzione di trattamenti immunosoppressivi, è essenziale rispettare il più rigorosamente possibile il distanziamento sociale e i gesti barriera.

Attenzione a non interrompere un trattamento immunosoppressivo o qualsiasi altro protocollo senza il parere del vostro medico o del neurologo! La SM potrebbe progredire e causare complicazioni. Continuate quindi a seguire i trattamenti come al solito, consultate regolarmente il vostro neurologo o il medico curante per telefono o preferibilmente per teleconsulto ed eseguite i follow-up biologici, essenziali per il monitoraggio della SM.

In caso di attacco, l'assunzione di cortisone è un'opzione?

Il trattamento degli attacchi si basa sull'iniezione di corticosteroidi ad alto dosaggio per un breve periodo di tempo (azione antinfiammatoria), come il Solumedrol o il Methylprednisolone. Secondo il Prof. Moreau, non esiste un regime terapeutico predefinito. La scelta dell'iniezione di corticosteroidi viene valutata dal medico e dipende dall'intensità dell'attacco. In caso di attacco grave, è necessaria l'iniezione di corticosteroidi. Nel contesto attuale, è preferibile effettuare l'iniezione a casa piuttosto che in ospedale, oppure prendere in considerazione l'assunzione di corticosteroidi per via orale.

Il mio trattamento per la SM è stato interrotto a causa della crisi sanitaria, è grave?

Questa decisione viene presa caso per caso e deve essere discussa con il paziente per informarlo delle ragioni di questa scelta. Tuttavia, se il medico ritiene che sia possibile interrompere temporaneamente e/o rinviare il trattamento, questo non rappresenta un rischio per l'evoluzione della SM e riduce il rischio di complicazioni in caso di infezione da Covid-19.

Nel caso di sintomi di Covid-19, chi devo contattare?

In caso di segni di infezione (febbre, tosse, difficoltà respiratorie, dolori...), contattate il vostro medico di famiglia, che sarà in grado di valutare i vostri segni clinici. Potete anche chiamare il vostro neurologo. A seconda delle vostre condizioni generali, della vostra storia medica e delle vostre cure, decideranno se è necessario o meno il ricovero in ospedale. Naturalmente, in caso di emergenza vitale come una grave insufficienza respiratoria, chiamate direttamente il 112/118.

Gli immunomodulatori sono protettivi contro la "tempesta immunitaria" indotta dal Sars-coV-2?

La "tempesta immunitaria" è in realtà uno shock da citochina. È un fenomeno pro-infiammatorio acuto che può seguire un'infezione virale o batterica, l'attivazione di una malattia infiammatoria come la SM o la somministrazione di alcune terapie geniche. Questi eventi creano piccole lesioni infiammatorie con conseguente rilascio di citochine che attivano le cellule immunitarie in modo potente e improvviso. O iperinfiammazione che può essere letale. È questo fenomeno che è responsabile delle sindromi acute da distress respiratorio nei pazienti ricoverati per Covid-19.

Nella SM, vengono somministrati immunomodulatori come il Copaxone, l'Avonex o il Rebif per regolare queste risposte immunitarie eccessive e ridurre l'infiammazione derivante dalle lesioni della guaina mielinica.

La comunità scientifica sta quindi mettendo in discussione l'utilità delle molecole immunomodulanti per prevenire la sindrome da distress respiratorio acuto nei pazienti con Covid-19. Per il momento le terapie di base per la SM non sembrano avere alcuna influenza su questo fenomeno secondo il Prof. Moreau.

Esiste un protocollo speciale per le persone che assumono immunosoppressori in caso di ricovero ospedaliero?

In caso di una forma grave di Covid-19 che richiede il ricovero in ospedale, i pazienti affetti da SM trattati con immunosoppressori ricevono la stessa gestione ospedaliera degli altri pazienti. Questo include un attento monitoraggio delle vie respiratorie da parte dei medici.

Ho la SM, posso partecipare ai test clinici di Covid-19?

In teoria, la SM non è un criterio per la non inclusione (= rifiuto di partecipare) in uno studio clinico. Potete quindi partecipare, a meno che il protocollo di sperimentazione clinica non ponga un problema di interazioni con i vostri trattamenti. I possibili rischi devono essere analizzati prima di iniziare lo studio clinico.

Come continuare la mia riabilitazione durante il confinamento?

La SM è una malattia cronica che richiede una gestione multidisciplinare. Oltre alla consultazione con il neurologo per i trattamenti di base, è particolarmente importante continuare il follow-up con altri specialisti (urologo, oftalmologo, psicologo, fisioterapista, infermiere, logopedista, ecc.) al fine di evitare un peggioramento delle vostre condizioni generali.

Posso riprendere la mia attività professionale non appena il deconfinamento è avvenuto?

La ripresa dell'attività professionale dall'inizio del deconfinamento deve essere discussa con il medico curante. Dipende dalla natura delle vostre cure e dalla forma di SM che avete. Ogni situazione deve essere analizzata caso per caso con il neurologo.

In genere, se siete sotto immunosoppressori e/o affetti da una forma attiva e grave della malattia, si consiglia ai pazienti di rimanere confinati oltre la data di deconfinamento generale. Se avete una forma lieve della malattia che non viene trattata con immunosoppressori, il rischio è minore e si può prendere in considerazione un deconfinamento (con la riserva della decisione del medico).

Posso rimettere i miei figli a scuola o è troppo rischioso?

Come prima, consultate il vostro medico per sapere se è meglio o no lasciare che i figli tornino a scuola. Questo può aumentare il rischio di contaminazione e, a seconda del paziente, aumentare il rischio di complicazioni al Covid-19.

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Forza a tutte e tutti!

 

avatar Camille Dauvergne

Autore: Camille Dauvergne, Junior Community Manager Francia

Camille Dauvergne è attualmente Community Manager Junior in Carenity. Assiste il Community Manager Francia nell'animazione della piattaforma, facilitando la navigazione dei membri e promuovendo le loro... >> Per saperne di più

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