Una vita di depressione o una depressione chiamata (impropriamente) vita

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Pazienti Depressione

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Che sia biologia o esperienza non lo so, fatto è che ci convivo da sempre. Ricordo le mie furiose ansie da bambina, i rituali ossessivi, e poi, via via, la grande stanchezza di vivere. Affrontare il sole, la luce, la gente, le bollette, le preoccupazioni, le angosce, i problemi, le relazioni, le malattie, i contrattempi, i rituali obbligati che così mi andrà bene,  la sofferenza dei figli, l’obbligo di dover scendere a compromessi, i SIGNORI SENSI di COLPA che chiedono vendetta al cospetto di Dio, e l’altra infinita serie di accidenti che chiamiamo Vita. Per me è tutto difficile, al limite del voler gettare la spugna( e per tre volte ci ho provato),I nomi delle pasticche li conosco tutti, e così il loro sapore, l’intontimento dei primi giorni, , le sospensioni quando mi procuravano solo e soltanto l’idea della morte. Possibile che non esista uno psichiatra  che non sia affezionato alle sue, che non si chieda di cosa davvero  hai bisogno TU, TU e non un’altro depresso che gli siede davanti, pronto a sganciargli gli euro che ( forse) gli fatturerà? possibile che le scienze farmaceutiche siano ancora ferme a cipralex, zarelis, , efexor, e altre inutili medicine che ti intossicano il corpo senza liberarti l’anima? E meno male che ci sono le benziodiazepine,,quelle sì che per un poco leniscono i picchi del male di vivere, e mi fanno venire voglia di andare a fare la spesa. Beato per sempre chi le ha inventate. Anzi, Santo Subito

La verità è che lo squarcio nell’anima che mi porto dentro mi ha segnata  per sempre, trasformandosi in vuoti di serotonina, ricapatatori mal funzionanti e veleni per il cervello. E madre scienza funziona solo per alcuni. Gli altri , come me, annaspano nel mare magnum dei tentativi.Se ne avessi la forza,  potrei farne poesia, o volontariato, o denuncia. Ma non ce  l’ho, e aspetto. Aspetto che la trovino, questa maledetta compressa, al giusto dosaggio, che mi regali qualche tempo di vita, in un’esistenza di morte. E intanto faccio psicoterapia, e, mentre scendo i quattro piani con l’ascensore, la amo per la serenità e l’iniziativa che, con la sua bravura mi ha iniettato in cinquanta minuti, e la odio perché mi ha preso altri ottanta euro. Un saluto particolare agli over 50

Inizio della discussione - 12/11/18

Una vita di depressione o una depressione chiamata (impropriamente) vita

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Brava, scrive molto bene e sostiene grandi verità. Scrivere è molto importante, soprattutto in certi contesti, è un contributo prezioso per tutti

Una vita di depressione o una depressione chiamata (impropriamente) vita
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Si!!! hai raccontato la tua storia quasi identica alla mia, con parole esatte e chiare. Ti ringrazio.Penso si possa essere attivi nella ricerca di un'equilibrio, una energia positiva. Io in questi ultimi due mesi ci sto riuscendo grazie ad un bel viaggio in Italia (vivo in Israele) che ha innescato un briciolo di auto-sicurezza e auto-stima che alla fine sono la parte mancante in una persona in fase down. Poi con l'aiuto del mio saggio psichiatra abbiamo diminuito le dosi degli antidepressivi, per non schizzare in Mania. Mantengo un delicato equilibrio solo con l'aiuto del SOS: valium. Che uso nei momenti di eccessivo entusiasmo. La chiamano Ipo-mania.... e sia

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