Chi è in forma rischia meno l’infarto

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Pazienti Crisi cardiaca / Infarto

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Studio americano spinge coloro che hanno disturbi cardiovascolari a mettersi subito in allenamento.

Oltre ai già documentati benefici dell’attività fisica, essere in forma aumenta la probabilità di sopravvivere ad un infarto del miocardio. È quanto è emerso da uno studio condotto da un’équipe di ricercatori della John Hopkins University di Baltimora e dell’ospedale Henry Ford di Detroit, apparso sui Mayo Clinic Proceedings. 

 I ricercatori hanno utilizzato i dati di 70 mila pazienti dell’ospedale Henry Ford, già reclutati nel Fit Project (Henry Ford Exercising Testing Project), concentrandosi unicamente sugli oltre 200 soggetti andati incontro ad infarto del miocardio, che tra il 1991 e il 2009 avevano già eseguito un test da sforzo. 

 «Chi è in forma vive più a lungo, era noto, ma ora ci sono le prove che collegano la forma fisica alla sopravvivenza dopo il primo attacco di cuore» ha dichiarato il professor Michael Blaha, direttore della ricerca clinica del Ciccarone Center for the Prevention of Heart Disease e docente della Scuola di Medicina della Johns Hopkins. «è ragionevole, ma crediamo che questa sia la prima volta che esiste una documentazione di tale associazione». Insomma, anche chi è in forma può andare incontro a infarto, ma è meno vulnerabile ai suoi effetti. 

 L’analisi dei dati ha mostrato che chi svolgeva attività fisica, ed aveva avuto una buona prestazione nel test da sforzo su tapis roulant, aveva il 40% in meno di probabilità di decesso dopo il primo attacco di cuore. Inoltre, la forma fisica influenza alquanto la sopravvivenza a breve termine di questi pazienti: i più attivi avevano una maggior sopravvivenza anche nei dodici mesi successivi all’attacco, con una diminuzione della probabilità di decesso dell’8-10% per ogni punto in più ottenuto nel test da sforzo, in un range da 1 a 12 punti totali. Un terzo di coloro che avevano ottenuto meno di 6 punti era deceduto entro dodici mesi. 

 La scarsa forma fisica è un fattore di rischio sul quale, esattamente come per il fumo, l’alta pressione arteriosa o il diabete, possiamo e dobbiamo intervenire. Gli autori lanciano l’appello: «I nostri dati suggeriscono che i medici dovrebbero ripetere ai propri pazienti ad alto rischio cardiovascolare di iniziare quanto prima un programma di esercizio fisico - ha commentato Clinton Brawner, fisioterapista clinico e ricercatore dell’Henry Ford Health System – al fine di migliorare la forma fisica e aumentare così le probabilità di buon esito in caso di infarto del miocardio».

LaStampa.it

Inizio della discussione - 09/02/16

Chi è in forma rischia meno l’infarto


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nel 2012 ho avuto 3 infarti curati co bay pas e vari stend.

ho il dibete che curo con 4 insuline a giorno.

dal 2004 mi è stato diagnosticato il morbo di pachnson.

faccio palestra e posturale 5 volte la settimana, e per tre volte a settomana faccio riabilitazione presso un centro specializzato.

ltggo molto e fsccio le parole crociate .

per tre ore vado ln un circoli e gioco a carte ,burrago o briscola e tre sette.

la sera o la domenica seguo lo sport in tele

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Cari membri mi permetto di rilanciare questa discussione @luigiarcidiacono@Mario71@maself2@marenco@virgui@StefanoRovati‍ Come state oggi? qual è la vostra esperienza a riguardo? La vostra storia ci sarà utile. Grazie mille in anticipo emoticon occhiolino

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