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Pazienti Depressione

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Ciao a tutti! Mi sono iscritta da poco su questo sito e ho tanto bisogno di sfogarmi per sentire anche i pareri degli altri e confrontarmi.. 

Sono una ragazza molto sensibile ed insicura di sè e aggiungerei anche molto timida, questi 3 aspetti li considero parte della mia personalità. Sono anni ormai però che continuo a sentire delle sensazioni di ansia e angoscia che mi turbano per la maggior parte del tempo e sono anche abbastanza difficili da gestire.. Non so esattamente quando tutto sia iniziato ma credo più precisamente durante il  periodo delle medie e peggiorato poi in prima superiore quando purtroppo è venuta a mancare una persona a me cara. E' successo quando ero più piccola e quindi non me ne sono manco resa conto più di tanto e ad essere sincera, ho anche un po' trascurato la sua malattia che stava peggiorando sempre di più.. Finché quando è venuta a mancare mi sono sentita terribilmente in colpa e ogni volta che ci penso sto male perché mi sento una persona orribile. Non credo però che questo sia la causa principale per come mi sento, ma credo sia solo una cosa in più che abbia peggiorato il tutto.. Sono paranoica, non penso mai al presente ma ho sempre paura di come possa essere il futuro, ho paura che possa succedere qualcosa di brutto da un momento all'altro, di essere giudicata da tutti. Mi sento spesso apatica e senza aver voglia di fare nulla, mi sembra come se qualsiasi mio sforzo non venisse mai ripagato.. Spesso ho vuoti di memoria e mi distraggo facilmente mentre provo a studiare.. Ho iniziato l'università quest'anno ma ho paura di non farcela perché non riesco a concentrarmi e non mi entra niente in testa. Ho il terrore di fallire in qualsiasi cosa e di conseguenza di deludere me stessa e soprattutto i miei. Ho paura di affrontare cose più grandi di me, di non essere all'altezza di nulla.. Soprattutto non mi sento motivata a continuare a vivere, mi sembra di farlo soltanto per sopravvivere e per non far preoccupare le persone che ho accanto.. Piango spesso inutilmente, succede almeno 5 giorni alla settimana, non so neanche il motivo, sento solo un grandissimo vuoto dentro di me e un'angoscia che sembra divorarmi ogni giorno che passa sempre di più.. Non so più come liberarmi da me stessa, non riesco mai a rilassarmi e a stare calma, ad autoconvincermi che tutto andrà bene e che non mi devo preoccupare di nulla se non c'è un motivo apparente.. Invece io mi preoccupo per qualsiasi cosa, anche per cose che non esistono. Ho anche tanta paura di aver sbagliato facoltà o addirittura proprio di fare l'università perché non mi sento all'altezza di tutto questo e alla fine ho scelto di andarci solo per non deludere i miei e perché mi sono sentita quasi costretta.. Non sono sola, ho degli amici che ho conosciuto all'università con cui mi ci trovo bene e anche un ragazzo con cui ci sto da quasi 1 anno.. Il problema però è che quando esco per provare a divertirmi un po', non ci riesco, divento apatica e parlo poco risultando alle persone magari neanche interessata a ciò che dicono, quando non è così. Sono interessata ad uscire con loro e a parlarci ma spesso mi faccio prendere da una tristezza inspiegabile e dall'ansia che mi tormenta tutto il tempo.. Mi sento sempre costretta a fare ciò che vogliono gli altri e non ciò che voglio io veramente e dopo mi ritrovo a star male. Perché cerco sempre di adattarmi, di farmi star bene tutto e di star male di conseguenza invece di cambiare la situazione, a volte ci provo ma spesso non ho nemmeno un po' di forza per farlo e mi ritrovo sempre nello stesso punto di partenza..

Inizio della discussione - 26/11/16

Ansia


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Ciao, l'ansia che tu descrivi è una brutta bestia se non trattata come ogni altro disturbo. Posso consigliarti di provare a guardarti intorno per un eventuale terapia psicologica; se è nelle tue possibilità da un privato altrimenti nelle USL. Solitamente per i disturbi ansiosi c'è la possibilità di una terapia farmaco-mediata che sostanzialmente permette di migliorare l'umore ed affrontare i problemi che ci tormentano giorno dopo giorno. Il vero lavoro è quello della psicoterapia ed il farmaco permette di usufruirne al meglio.

Solitamente ci concentriamo sullo star bene, cercando di evadere dal dolore, mentre spesse volte è proprio il dolore che ci dice qual è la nostra direzione, ogni tanto devi concederti al dolore puro per cercare di capire da sola da dove viene quest'ultimo. L'ansia si nutre quando cerchiamo di allontanarla, mentre è nostra amica quando la comprendiamo. Probabilmente hai un problema sotteso e l'ansia ne è manifestazione. Quindi primo consiglio: ascolta il dolore e cerca di capire da che parte proviene.

" Mi sento sempre costretta a fare ciò che vogliono gli altri e non ciò che voglio io veramente e dopo mi ritrovo a star male."

Questo sentirsi costretta diciamo che non aiuta, poiché il primo step è pensare/fare quel che si vuole e successivamente quel che si "può" fare la perfetta coniugazione del voglio/posso permettere di prendere coscienza di sé, dei propri bisogni e delle proprie necessità; soprattutto l'importante è non mettersi mai in secondo piano poiché noi siamo giudici di noi stessi e siamo noi a regolare l'asticella delle nostre priorità.

Tutto questo che ti ho scritto è una parte del percorso e nulla è facile, soprattutto lavorare su cose che non sono pratiche e quotidiane.
Ti alleggo un altro mio commento per chiarire alcune parti sulla terapia farmacologica. Scrivo questo poiché io sono ancora in trattamento e tirando le somme questo mi son portato dietro, ad ogni modo sono un po' del campo quindi cerco di raccontare e consigliare su base di conoscenze e di esperienza. In bocca al lupo!

"L'ansia e la depressione con tutto quello che portano devi immaginarli come una pentola senza nessun coperchio.
Il Lexotan è una benzodiazepina, un ansiolitico che mette un coperchio alla tua pentola in maniera che tutto ciò che si manifesta nel tuo corpo come "somatizzazione" diminuisca nel tempo. I farmaci devono esser presi secondo una terapia intelligente.
La dipendenza in parte è una falsa credenza poiché il farmaco non risolve il problema, lo rende solo più docile; nel momento stesso in cui smetti di prendere il farmaco tutto riemerge. Il meccanismo della Benzodiazepina in particolare.
Per quanto riguarda altri farmaci della classe degli antidepressivi agiscono al livello delle neurotrasmissioni andando ad incrementare livelli di Dopamina, Serotonina -quelle sostanze che ci rendono felici. Queste vengono utilizzate per migliorare lo stato d'animo e risolvere i problemi con uno spirito diverso. I farmaci sono una "stampella".
Il vero ago della bilancia è la terapia psicologica, risolvendo i conflitti interni non avrai più bisogno del farmaco. La tenacia da sola non basta perché i problemi sarebbe meglio trattarli come una broncopolmonite, con aiuto professionale. La tenacia occorre nel mantenere la voglia di perseverare nella terapia, soprattutto quando (nonostante i farmaci) tutto sembra più nero.
In sostanza, serve un aiuto professionale e tenacia personale."


Ansia


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Sono d'accordo con te Ulick

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