Disturbi mentali e Rapporti sentimentali

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Pazienti Depressione

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Ciao a tutti!

Oggi mi sento di aprire una nuova discussione riguardo ad un tema che personalmente trovo molto complicato e spesso doloroso: i rapporti sentimentali. 

Non ho mai fatto esperienza diretta dell'amore, quello sano, ordinato, chiaro, pulito. Ogni cosa che io credevo amore è sempre stata associata a forti sensazioni di rifiuto, inadeguatezza, abuso, tradimento e non sono mai riuscita ad avere una relazione ufficiale. Probabilmente da un lato devo ritenermi fortunata, so che quello che ho provato non era amore e so che desidero essere in grado di amare ed essere amata autenticamente nella vita, quindi molto spesso ho evitato di incastrarmi in situazioni sentimentali con persone che non mi convincevano davvero o che non mi trasmettevano quello che io desideravo. Ho potuto così evitare tante complicazioni e sofferenze, ma ciò che ne ho guadagnato non è altro che un gelido isolamento, una chiusura ermetica di un lato di me che nemmeno io conosco. Inoltre sono alla scoperta delle mie due identità, significa che in questo periodo della mia vita sono estremamente vulnerabile, fragile, suscettibile. Il problema è che il tema dell'amore è il pilastro centrale della mia vita, della mia esistenza e ogni cosa che sia lavoro, autostima, rapporti con la famiglia, indipendenza ecc. è tutto strettamente collegato a questo, a come io affronto gli eventuali coinvolgimenti, come gestisco i sentimenti che provo, da questo dipende l'equilibrio di tutta la mia vita perché dentro quel discorso ci sta l'ago della mia bilancia. Finché non provo sentimenti per nessuno (è raro che io arrivi a sviluppare un vero e proprio legame e attaccamento sano con una persona) questa bilancia non viene intaccata e io riesco a svolgere i miei compiti, riesco a controllarmi, a rimanere tranquilla. Se al contrario però comincio a provare dei sentimenti seri e reali per qualcuno allora tutto diventa sabbie mobili, non ho più il controllo sul mio stato d'animo, sulla mia immagine  sul mio riflesso, entro in una zona di trauma e quindi le mie identità cercano di scappare, di dissociarsi dal corpo, in quei momenti lo switch tra le due personalità diviene molto più frequente, instabile e brutale. Ora mi trovo in un momento molto delicato e complesso perché da un lato c'è una persona che incarna perfettamente quello che ho sempre desiderato (non come perfezione ma come naturale spontaneità) con cui ho costruito un bellissimo rapporto e dall'altro ci sono io nel momento più delicato della mia vita, in piena riscoperta e cura di me stessa, totalmente vulnerabile e incapace di accettare altri compromessi che non siano ciò che io desidero davvero in questo momento ossia una relazione seria, stabile, basata sull'amore. Nonostante il feeling con questo ragazzo e il nostro avvicinamento non so cosa sia giusto fare, lui è molto più giovane di me e io non me la sento di caricarlo di un peso e di un'aspettativa simile, non voglio privarlo delle esperienze che è giusto che si viva a vent'anni, ma dal mio canto mi fa male vederlo con altre o pensare di doverlo allontanare per affievolire i miei sentimenti nei suoi confronti. Non so come comportarmi, non riesco a capire cosa sia meglio fare non solo per me ma per entrambi. Forse quello che mi crea più difficoltà è venire allo scoperto, affrontare quella barriera che è sempre stata una linea che mi proteggeva dal male che poteva farmi l'amore. Le mie personalità vivono questa situazione in modo diverso ma entrambe sentono il bisogno di scappare appena la situazione diventa troppo reale. 

Che ne pensate? Anche voi avete avuto problemi con le relazioni e se sì quali? Qualsiasi confronto è ben accetto!

Grazie a tutti

Inizio della discussione - 14/12/18

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Ciao @Frammentata‍. Sì ho avuto, ho tuttora problemi con le relazioni. Faccio esattamente come te, appena la cosa si fa seria cerco motivi per allontanarmi irreparabilmente. Credo che sia dovuto all'abbandono e ai vari tradimenti che ho subito da parte dei miei cari, ma al momento sguazzo beatamente in un'indipendenza che rasenta la solitudine e la misantropia. È che le relazioni più importanti destabilizzano la tua identità (tua in senso lato, non tua tua) perché ti ritrovi da solo a confrontarti con un'altra persona, e non puoi apporre maschere, perché per come si comporta con te ti ''costringe'' indirettamente a rivelarti. E se tu non hai un'identità forte, cosa mostri? A parte il non voler mostrare la palude di rabbia e delusione che è la tua psiche, ti chiedi proprio, se dovessi mostrare chi sono cosa mostrerei? Quali sono le caratteristiche di questo ''chi sono''? E quindi, CHI DIAVOLO SONO????? Stavo tanto bene con quel misantropo di me stesso, ero libero e non dovevo definirmi, e adesso invece no! Devo farlo! E se la definizione che mi do non va bene? Ma davvero mi devo dare l'identità che va bene a un altro, davvero me la devo dare per andar bene a un altro?? MA PERCHÈ MI DEVO FARE QUESTE DOMANDE, CHI SI CREDE DI ESSERE???? Per lo meno, questo è il travaso di bile e delirio che succede a me ogni volta. Per quanto riguarda come comportarti con lui, non lo so, credo che prima di ogni relazione ci sia bisogno di palesare i nostri limiti/desideri e vedere se collimano con quello dell'altro, ma comunque non fare compromessi, non sull'identità che vuoi dare al rapporto (nel tuo caso, una storia seria), non vale la pena essere meno felice per tenersi qualcun altro e nessuno è più importante dei tuoi desideri e principi. Questo è l'unico consiglio che posso darti, anzi se qualcuno sa come disinnamorarsi della nostra parte misantropa e protettiva me lo dica perché è talmente tanto ingombrante che ormai la chiamo quasi per nome 

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@Frammentata ciao, ho letto il tuo scritto ora e volevo dirti che purtroppo non è possibile darti una risposta positiva... il fatto è che fa parte del disturbo mentale una sessualità in parte deviata, quindi i rapporti sentimentali sono influenzati da un modo di vivere il sesso piuttosto complicato. Nel mio caso, il mio disturbo bipolare mi porta ad essere sfacciata, infedele e pessima nei rapporti a lungo termine, mentre vado alla grande negli approcci iniziali con un partner. Ho quasi cinquanta anni e oramai mi conosco bene, non sono adatta alle relazioni classiche, vado meglio da sola. Per cui non buttarti giù, se impari a conoscerti bene vedrai che percorrerai le strade più sicura di te e di ciò che ti fa stare bene. Buona vita

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Ciao @gio-gio‍ grazie per la tua risposta! Mi fa piacere sentire le esperienze delle altre persone, soprattutto per aspetti della vita così personali. Credo che il mio grande limite in questo momento sia affrontare una barriera invisibile che segna il confine dell'Amore, quello vero, di cui non ho nessuna esperienza. Mi spaventa ogni cosa e ogni volta che mi avvicino la barriera mi respinge e allora scappo. Metaforicamente mi sono sempre immaginata come un animale selvatico, una randagia e nella vita ho potuto farmi un'idea di quanto è schifoso il fango del mondo. Essere di fronte alla naturale possibilità di superare quella barriera il mio istinto di scappare, il mio istinto di sabotare e di finire sempre nella stessa situazione si fa sentire, è come la vertigine, ti attrae e sai che è solo questione di forze. Però sono d'accordo con te sulla solitudine, ho sempre pensato che fosse l'unica soluzione accettabile , trovarmi casualmente in una situazione che mi fa pensare al contrario mi spaventa. Anzi, mi terrorizza proprio , Per ora sta andando bene, cercheremo di stare calme e di respirare tanto :)

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Cara tienici aggiornati, non sia mai che tu possa rappresentare l’eccezione alla regola! Magari sarai proprio tu quella che sarà felice ad oltranza, felice da fare schifo! Ovviamente scherzo, però te lo auguro con tutto il cuore, davvero. Faccio il tifo per te!

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Grazie davvero di ❤️!! E ovviamente auguro la serenità e la felicità pura anche a te e a tutte le persone che identifico come miei reali simili! 😘⭐

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Idem: appena le cose iniziano a farsi serie mi allontano. Forse per il fatto che sono gay e non ho voglia di dichiararmi a mezzo mondo e di solito è quello che vogliono i vari partner: non vivere nell'oscurità. Che poi oscurità non è, per me, dato che se vedi uno insieme a un altro tutto il tempo non è che ci vuole uno studio per fare 2+2.

Al di là di questo il mio umore è instabile e influisce con la persona con la quale sto insieme. Con il mio ex gestivo bene la cosa perchè lui c'arrivava a capire di lasciarmi stare, da solo, in silenzio nei momenti NO. S'allontanava facendoti capire che se c'era bisogno lui era li. E si era anche uno portato a commuoversi per tutto quindi penso resistesse molto a non avvicinarmi. Che scemo che sono stato: l'ho lasciato (ma anche per altri motvi tra cui quello di permettergli di costuirsi una vita). Il compagno che ho adesso non so se lo amo o no, a dire il vero sarei in procinto di mollarlo anche perchè non mi va di fare sex con lui da un bel po'. Lui si trattiene da com'era perchè ha paura di perdermi ma non è capace a trattarmi nei momneti NO. Starmi addosso, farmi mille domande, costringermi a parlare non fa altro che irritarmi ancora di piu' e, mi spiace, apprezzo i suoi tentativ, ma gli ho spiegato piu' di una volta di lasciarmi stare quando sono cosi. Il fatto del sex un po' è dovuto al periodo: non ho voglia, ho proprio un calo totale cosa che lui non capirebbe nemmeno se gli facessi un disegno dei neutrasmettitori e del SNC, da una parte non con lui: sembra non mi attragga piu'.

Sono cosi fermo in questo fango da cui non riesco a muovermi. Poi è Natale e non me la sento di andare da una persona e dirgli "no guarda..." anche se penso che non mi faro' sfiorare con un dito. Poi mi sento cattivo : penso come cacchio puo' ridursi una persona cosi? Cioè aspettarmi, cercare di starmi vicino...tutto per non perdermi ? Ma che vita è? Peggio della mia. Io non riuscirei mai. Semplicemente "non mi vuole", fa male, ma meglio chiudere.

Quando prendevo le medicine "le hai prese?" "quando?" "stai bene?" .. si lo so sono cattivo, sul serio mi fa male ammetterlo ma nella mia testa pensavo "ma fatti gli affari tuoi che se non sto bene c'è una laureata che mi segue". Questo, penso, perchè ho sempre dovuto curarmi di nascosto dai miei genitori perchè andare dallo psichiatra a casa mia era ed è tabu: è segno di follia. Roba da vergognarsi. Roba da nascondere tutto. Figuratevi poi con l'omosessualità cosa potrebbe uscirne (a dire il vero io ho accettato me stesso, non riesco a dirlo a loro per 1000 motivi e per tutelare quel, poco, di salute menatle rimasta).

Disturbi mentali e Rapporti sentimentali


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io SCUSATEMI MI ALLONTANO QUANDO DA COSE SERIE CHE DOVREBBERO DIVENTARE ANCORA PIù SERIE MI SI TRAVASA TUTTO ecco la vita insegna ma è in ritardo anche Lei

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