Incubi ricorrenti e paralisi del sonno

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Buongiorno a tutti,

sono una donna che ha sempre sofferto di attacchi d'ansia (raramente attacchi di panico) e che prima usava le bevande alcoliche come ansiolitico.

Da un anno e mezzo la mia vita è nettamente migliorata. Ho voluto dare una svolta non toccando più alcolici, facendomi aiutare e sono rinata, sia fisicamente che psicologicamente. Gli attacchi d'ansia sono sotto controllo, non ho più avuto attacchi di panico, spariti gli sbalzi d'umore dovuti all'alcol. Insomma mi sento una persona nuova.

Sono alcuni mesi però che ho delle difficoltà a dormire. Mi addormento e faccio incubi oltremodo realistici nei quali un'entità non meglio identificata cerca di uccidermi. Nel sogno cerco di urlare ma non ci riesco. Fin qui sembrerebbe solo un incubo ma la differenza sta nell'aspetto fisico di quanto mi accade: mi sento come immobilizzata, provo delle sensazioni vere...so che nella realtà sto provando a urlare ma che nessuno mi sente perché in effetti non riesco ad emettere suoni. Apro gli occhi e vedo la mia stanza al buio esattamente com'è nella realtà. Poi a un certo punto riesco a svegliarmi e ad avere la consapevolezza che quello era solo un sogno. A quel punto mi alzo (con una fortissima tachicardia), vado in bagno e a bere un goccio d'acqua per snebbiare la mente. Quando torno a letto però generalmente la cosa non è finita e vado avanti fino al mattino a fare incubi anche se meno realistici.

Su internet ho cercato i sintomi e ho trovato che questi episodi vengono definiti "paralisi del sonno". Ovviamente non credo a tutto quello che si legge sul web. Proprio per questo ho deciso di scrivere qui. Per sapere se qualcuno ha vissuto un'esperienza simile e se può darmi consigli su come gestire questo problema.

Grazie

Inizio della discussione - 04/05/18

Incubi ricorrenti e paralisi del sonno


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i rimedi della nona a volte possoobastare provi con una tazza di camomilla

Incubi ricorrenti e paralisi del sonno

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Grazie dei vostri contributi @Viola84@Vincenzo16‍ emoticon occhiolino

Qualcuno vuole condividere la sua esperienza con noi? Qualcuno ha fatto esperienza con la "paralisi del sonno"? 

Vi ringrazio in anticipo. 

Incubi ricorrenti e paralisi del sonno


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Apnea notturna: accorgersi del problema per combatterlo

Causata da sovrappeso, problemi alle tonsille, stile di vita irregolare, l'apnea notturna è un disturbo piuttosto diffuso, non difficile da contrastare... purché ci si accorga di soffrirne!

L’apnea notturna è un disturbo piuttosto diffuso, in cui la respirazione si interrompe una o più volte, oppure rallenta eccessivamente durante il sonno, con pause che possono durare da pochi secondi ad alcuni minuti, e possono essere anche più di 30 in un’ora.

Solitamente si tratta di una patologia cronica che disturba il sonno, e, quando la respirazione si interrompe o rallenta spesso, chi ne soffre passa dal sonno profondo a un sonno più leggero. Peggiorando la qualità del sonno, quindi, è naturale sentirsi stanchi durante il giorno, e soffrire perciò di eccessiva sonnolenza diurna.


 
La maggior parte delle persone che soffre di apnea notturna non sa di essere malata, perché il disturbo si presenta soltanto durante il sonno, e sono soprattutto i familiari ad accorgersi del problema.

La tipologia più comune è di apnee notturne è quella ostruttiva, in cui le vie respiratorie collassano o si ostruiscono durante il sonno, rallentando o interrompendo la respirazione. È, per intenderci, quella che causa un forte russamento, e a soffrirne sono soprattutto le persone in sovrappeso, ma anche, ad esempio, i bambini che hanno le tonsille ingrossate.

Cause dell’apnea notturna


Nel caso si soffra di apnea durante il sonno, le vie respiratorie possono rimanere ostruite, in tutto o in parte, per uno di questi motivi: ad esempio, perché i muscoli del collo e la lingua si rilassano più del normale, oppure perché la lingua e le tonsille sono troppo grandi rispetto all’ampiezza delle vie respiratorie; come abbiamo detto, il sovrappeso è una forte causa delle apnee ostruttive notturne, e anche il processo di invecchiamento gioca un ruolo nell’acuire il problema.
Altri importanti fattori di rischio sono rappresentati da:

Precedenti in famiglia.
Vie aeree del naso, della gola o della bocca piccole, a causa di allergie o di altre patologie che provocano la congestione.
Tonsille ingrossate (nei bambini).
Ipertensione.
Fumo, sindrome metabolica e diabete.


Sintomi principali dell’apnea notturna


Uno dei sintomi più frequenti dell’apnea ostruttiva del sonno è, naturalmente, il russamento, che è forte e cronico, ma può essere interrotto da pause, dopo le quali il paziente ansima o boccheggia. Si russa solitamente più forte quando si dorme supini, meno quando ci si gira su un lato. Il paziente può russare solo qualche notte ogni tanto, ma, con il passare del tempo, si inizia a russare più forte e con maggior frequenza.
Dato che però non ci si sveglia quando si russa o si ansima, sono soprattutto i familiari ad accorgersi del problema, e a farlo notare all’interessato.

Val la pena specificare, comunque, che russare non significa necessariamente soffrire di apnea nel sonno.

Un altro sintomo frequente dell’apnea notturna è la sonnolenza diurna, sul posto di lavoro o quando si è alla guida. Non è raro, inoltre, manifestare problemi come mal di testa mattutini, problemi di memoria e di apprendimento, incapacità di concentrarsi, irritabilità, depressione, sbalzi d’umore o alterazioni della personalità. Anche alzarsi spesso per urinare, avere la bocca secca o il mal di gola appena svegli possono essere segnali del problema.

Nei bambini, infine, l’apnea notturna può causare iperattività, problemi scolastici, collera o comportamento ostile, e chi ne soffre può tendere di apnea nel sonno possono respirare con la bocca anziché col naso durante le ore diurne.

I rimedi all’apnea notturna


L’apnea nel sonno può essere curata prima di tutto modificando il proprio stile di vita: le prime cose da fare sono quindi evitare l’alcol e i farmaci che provocano sonnolenza, perché causano difficoltà nel tenere la gola aperta durante il sonno.
Se i soggetti interessati dall’apnea notturna sono in sovrappeso o obesi, dovranno affrontare un piano di dimagrimento mirato.

Dormite sdraiati su un lato anziché supini per avere meno difficoltà a tenere aperte le vie respiratorie, usando anche cuscini o pigiami speciali che vi impediscano di dormire a pancia in su. Potete usare anche spray nasali o farmaci anti-allergici, purché non siano vasocostrittori. Importante, inoltre, è smettere di fumare.
Per alleviare il problema si può però ricorrere anche ad apparecchi ortodontici: dentisti o ortodontisti specializzati nella correzione dei problemi dei denti e delle mandibole potranno creare l’apparecchio più adatto a voi, rimettendo in posizione la mandibola e la lingua, e aiutandovi quindi a tenere aperte le vie respiratorie durante il sonno.

La ventilazione a pressione positiva continua (CPAP) è la terapia più frequente per l’apnea notturna moderata e grave nei pazienti adulti: si tratta di una maschera che copre le vie aeree, oppure solo il naso, la quale soffia delicatamente l’aria nella gola del paziente. La pressione dell’aria aiuta a tenere aperte le vie respiratorie mentre si dorme.

Alcuni pazienti che soffrono di apnea particolarmente grave possono scegliere di sottoporsi a un intervento chirurgico, effettuato per allargare le vie respiratorie. Attraverso l’operazione vengono rimossi, irrigiditi o ristretti i tessuti in eccesso nella bocca o nella gola, oppure viene risistemata la mandibola.
Si tratta di un intervento semplice, da effettuare in ambulatorio oppure in ospedale, naturalmente sotto anestesia. Dopo l’intervento, si può continuare ad avere mal di gola per una o due settimane.

L’intervento chirurgico di rimozione delle tonsille, infine, può essere utile se sono proprio queste a bloccare la respirazione, nel caso dei bambini.

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La paralisi e le altre 7 cose "strane" che accadono mentre dormiamo

Sonnambulismo e insonnia sono i più comuni, ma i disturbi del sonno sono veramente tanti, alcuni poco conosciuti perché ignorati persino da chi ne soffre. Molti sono innocui, mentre per altri sono necessari l'intervento di un medico e una terapia adeguata. Ecco quali sono i più frequenti, da cosa sono causati e come si deve reagire se si capisce di soffrirne.

Fare una bella dormita e riposare la giusta quantità di ore, si sa, è uno dei segreti per vivere bene ed affrontare al meglio le giornate.

Ognuno di noi ha il bisogno assoluto di dedicare una determinata porzione di tempo nell’arco della giornata al riposo, e alcuni studi hanno dimostrato che le donne sembrerebbero persino necessitare di ore di sonno in più rispetto all’altro sesso.

Eppure, legate al sonno ci sono anche paure ataviche, che ci portiamo dietro fin dall’infanzia e forse sono persino insite in noi: la paura del buio, ad esempio, a cui nessun bambino sfugge, oppure quella che ci spinge ad avvertire rumori che durante la notte vengono, inspiegabilmente, amplificati dal nostro orecchio.

Oltre a timori più o meno fondati, però, la notte e il sonno possono portare anche alla comparsa di strani fenomeni, e non ci riferiamo certo agli spiriti! Si tratta di vere e proprie “anomalie” del nostro corpo, che si presentano esclusivamente nelle ore notturne, alcune possono rappresentare solo attività piuttosto comuni, altri invece disturbi più seri per i quali sarebbe meglio rivolgersi ad uno specialista. Ecco quali sono le più comuni.

1.Sensazione di paralisi

Questo disturbo, che compare più spesso di quanto si possa pensare e necessita della consulenza di un medico laddove si verifichi con frequenza, si pensa possa dipendere dall’interruzione anomala della fase REM, quella più profonda del sonno, per cui il corpo attiva una paralisi al fine di impedirci di compiere gli stessi gesti che facciamo durante il sogno. Chi soffre di paralisi avrà la sensazione di essere perfettamente sveglio, ma incapace totalmente di muoversi, e questa sensazione può scatenare con estrema facilità il panico, anche perché legata ad allucinazioni oniriche. La causa è da ricercarsi in predisposizione genetica, insonnia, ma anche in stress ed ansia.

2. Apnea notturna

L’apnea è un’interruzione della respirazione che generalmente avviene per pochi secondi, meno frequentemente per alcuni minuti. L’organismo mette in allarme il cervello affinché la persona si svegli, ma chi soffre di questo disturbo spesso non è neppure consapevole di andare in apnea durante la notte. Se i casi di apnea nell’arco di una nottata arrivano a cinque si parla di una vera e propria sindrome a cui si può porre rimedio con terapie diverse, che variano dal cambiamento dello stile di vita (dieta, stop all’alcol, apprendimento di tecniche di rilassamento) ad interventi chirurgici nel caso di apnee istruttive, ovvero dipendenti da parti della gola che ostruiscono la respirazione.

3. Sonnambulismo

Questo è probabilmente uno dei più conosciuti disturbi primari del sonno, in cui la persona, durante la notte, si alza dal letto per compiere azioni complete, come mangiare, rispondere ad una domanda, o addirittura uscire di casa, restando però totalmente incosciente, tanto da non ricordare nulla al risveglio. Generalmente soffrono di sonnambulismo i bambini, a causa di fattori psicologici, e giovani uomini e donne, in ragione della presenza di casi familiari.

4. Bruxismo

Il bruxismo non è altro che l’atto di digrignare involontariamente i denti durante la notte. Chi ne soffre non tiene a riposo durante il sonno i muscoli della masticazione, e al risveglio potrebbe accusare dolori al collo, al viso, alla schiena o di natura cervicale.

Alla base di questo disturbo può esserci la familiarità, ma anche una cattiva gestione dello stress, la tensione emotiva, o il disagio psicologico.

5. Eccitazione notturna

Questo è un comportamento piuttosto frequente sia maschile che femminile, che attiene esclusivamente ad un’attività cerebrale e dei neuroni, i quali stimolano la corteccia a produrre impulsi di soddisfazione. Da distinguere è invece la sexsomnia, in cui la persona che ne soffre ha durante la notte veri e propri rapporti sessuali che al mattino però non ricorda.

6. Spasmi ipnici

A chi non è mai successo di credere di cadere nel vuoto e dare il classico “scossone” prima di risvegliarsi? Questo è il risultato dell‘azione dell’organismo che risponde con uno spasmo improvviso, avvertito in tutto il corpo o solo in una parte. Il disturbo si presenta soprattutto nella prima parte del sonno, quando ci si prepara ad addormentarsi profondamente, e, benché non siano ancora del tutto chiare le cause che lo provocano, si tende a pensare che gli spasmi siano dovuti principalmente a fattori di stress, ansia, eccesso di attività fisica o di caffeina. Non c’è comunque niente di preoccupante in uno spasmo ma, per evitare di incappare nella spiacevole sensazione, è consigliabile allontanare tutto quello che può essere causa di iper-eccitazione prima di andare a letto; un buon suggerimento è tenere lontano anche lo smartphone, il cui utilizzo prima di dormire, è stato appurato, non ha affatto lati positivi.

7. Pavor nocturnus

Viene definito anche “terrore nel sonno” e si verifica quando il soggetto si sveglia d’improvviso, terrorizzato, urlando o con attacchi di pianto senza sapere il motivo. Generalmente si manifesta nella prima parte del sonno e può durare fino a 10 minuti; anche se non ricorda nulla, al risveglio il soggetto mantiene comunque la sensazione di ansia e agitazione. Le cause sono da ricercarsi in fattori psicologici, stress, ma anche in fattori ambientali, o emotivi. Anche la febbre alta o una prolungata mancanza di sonno possono influire sulla sua comparsa, così come rilevante può essere anche la componente ereditaria. Il Pavor è frequente soprattutto nei bambini, raro negli adulti, e può causare stanchezza e disagi, alterando anche il ciclo naturale del sonno.

8. Parlare nel sonno

Anche le cause parole più o meno comprensibili dette nel sonno sono le stesse, e riguardano ansia e stress. Parlare nel sonno è un disturbo piuttosto frequente che non deve assolutamente far preoccupare, possono essere solo fastidiosi se ci si sveglia (o si sveglia il partner) per colpa delle proprie chiacchiere!

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Grazie mille @lisailcognome‍ per questi articoli condivisi. 

Sei veramente un bravo Membro Ambasciatore emoticon occhiolinoemoticon occhiolino

Un caro saluto. 

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"Quel dolore improvviso nella notte": perché vengono i crampi notturni

Cosa fare per prevenire i crampi notturni? Questi fastidiosi spasmi che interessano soprattutto le gambe possono avere cause diverse, alcune delle quali non ben identificabili, per questo il trattamento varia a seconda che si conosca o meno il fattore scatenante che li provoca.

I crampi notturni sono contrazioni muscolari involontarie, improvvise e transitorie, che si manifestano nelle ore della notte soprattutto a carico del polpaccio, della coscia e del piede, con fitte dolorose e molto intense che spesso immobilizzano la parte colpita.

Generalmente i crampi affliggono i muscoli volontari di tipo scheletrico, che sono oltre 600, che sono connessi alle ossa attraverso un tendine, speciali tessuti costituiti da fibre connettive, e dai legamenti, i quali collegano le ossa e sono costituiti da tessuto connettivo. Il cervello invia messaggi ai muscoli per comunicare loro di muoversi, con l’impulso nervoso che percorre il midollo spinale, i nervi, e infine raggiunge il muscolo. Il muscolo si contrae quando viene raggiunto dall’impulso nervoso, di natura elettrica, perché costituito da migliaia di fibre specializzate che, quando stimolate, iniziano a scorrere una sull’altra causando la contrazione.

Il rischio di soffrire di crampi notturni aumenta con l’età, ma anche le donne in gravidanza hanno più probabilità di soffrirne.

Le cause dei crampi alle gambe e ai piedi notturni

Molto spesso le cause non sono note, e i crampi vengono definiti idiopatici; nel corso del tempo sono state formulate varie teorie sulle possibili origini di questo tipo di crampi notturni, ad esempio un’attività nervosa anomala durante il sonno, che potrebbe causare la contrazione crampiforme dei muscoli della gamba, oppure una sollecitazione eccessiva dei muscoli della gamba, dovuta, ad esempio, dalla troppa attività fisica.

In altri casi, invece, i crampi sono detti secondari e dipendono da una condizione sottostante o da una causa specifica, tra cui figurano la gravidanza (l’aumento del peso può sovraccaricare i muscoli delle gambe, rendendoli più vulnerabili ai crampi), l’esercizio, soprattutto nella fase di riposo, determinate condizioni neurologiche che interessano i nervi dei muscoli delle gambe, come la malattia del motoneurone o la neuropatia periferica che spesso è collegata strettamente al diabete. Inoltre i crampi possono dipendere dalla malattia epatica, poiché, se il fegato non funziona più correttamente, si ha un accumulo di tossine nel sangue, che può provocare spasmi, da alcune infezioni, come il tetano, da determinate tossine, come piombo o mercurio, dalla disidratazione e da alcuni farmaci specifici, in particolar modo diuretici, statine (usate per ridurre i livelli ematici di colesterolo), raloxifene, impiegato nella prevenzione dell’osteoporosi nelle donne dopo la menopausa, nifedipina, contro pressione alta, angina e il fenomeno di Raynaud e acido nicotinico, usato in passato per il trattamento dell’ipercolesterolemia.

I crampi notturni a gambe e piedi

Il crampo alle gambe notturno, come visto, consiste dunque in un dolore improvviso dei muscoli di una gamba causato dalla loro contrazione involontaria; anche se la maggior parte dei crampi colpisce il polpaccio, talvolta la sensazione può estendersi fino ai piedi, e durare da pochi secondi fino a 10 minuti. Durante un episodio di crampi i muscoli interessati diventano tesi e dolenti, mentre piedi e dita si irrigidiscono; anche una volta passato il crampo vero e proprio, la gamba può continuare a dolere per diverse ore.

Molte ricerche mediche hanno evidenziato che, in tre casi su quattro, i crampi alle gambe hanno insorgenza prettamente notturna, mentre solo in un caso su quattordici i crampi sono esclusivamente diurni.

Cosa fare per prevenire i crampi notturni

Se i crampi dipendono da una causa nota, questa naturalmente può essere trattabile, ad esempio – nel caso di crampi alle gambe secondari a malattia epatica, la cui causa è l’accumulo di tossine nel sangue – con dei rilassanti. Ma se i crampi sono idiopatici generalmente si raccomanda una combinazione di esercizi e analgesici.

I primi comprendono movimenti da eseguire durante un episodio di crampi per attenuare il dolore e interromperlo, gli altri da ripetere durante il giorno per ridurre la frequenza degli attacchi. Ad esempio si può provare a camminare sui talloni, oppure a stare in piedi di fronte a una parete, cercando di raggiungere il muro con le braccia distese mantenendo i piedi ben piantati a terra. Ma unitamente agli esercizi si può massaggiare il muscolo con la mano o con del ghiaccio, fare una doccia calda o un bagno tiepido e, specialmente per i crampi notturni, è opportuno bere molto per evitare la disidratazione, soprattutto bevande con sali minerali, come magnesio e potassio in particolare.

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Grazie mille @lisailcognome‍. Molto interessante emoticon occhiolino

Buona giornata emoticon clover

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Ciao a tutte e tutti mi permetto di rilanciare questa discussione. Cari membri @Ashley,Blood@Miharu@Just_another_girl@topina@leggioj‍ avete visto questa discussione? Soffrite di paralisi del sonno o altri disturbi legati al sonno? La vostra esperienza ci sarà molto utile. Un caro saluto emoticon cuore

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