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Pazienti Depressione

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Salve a tutti,

non so bene da dove iniziare...

Sono cresciuta in una situazione molto difficile, con una madre anaffettiva e con gravi problemi econimci, di droga e rapporti sociali. E' stato molto difficile costruire una vita normale partendo da questi presupposti e per riuscirci ho iniziato a vivere da sola a 15 anni e sempre da sola ho creato la mia vita tra mille difficoltà, poca autostima e moltissime paure. Nonostante questo mi sono sempre sentita forte, anche le persone intorno a me mi facevano molti complimenti per come affrontavo la mia realtà e pensavo che un giorno mi sarei liberata da questo peso e sarei stata a mia volta la madre che non avevo avuto io. 

Purtroppo però, nel 2007, sono rimasta incinta del mio ex compagno, un narcisista bugiardo e fedifrago che in 8 anni mi ha prosciugato tutte le energie vitali e che in tutta questa situazione è stato totalmente assente. Al 5° mese ho scoperto che il bambino era affetto da una gravissima malformazione cardiaca congenita (TGA). Ho deciso di provarci: è nato, a meno di un mese di vita ha subito un intervento di 12 ore a cuore aperto con esito positivo. Dopo un paio di settimane di decorso post operatorio ci hanno dimesso, siamo finalmente usciti dal Bambino Gesù di Roma ed io guardavo avanti con grande ottimismo, pronta ad accompagnare il mio cucciolo speciale nel mondo con tutte le mie forze. Ma lui, Davide, non ce l'ha fatta per una complicazione nel decorso cicatriziale dei tessuti e non ha avuto il tempo di compiere 2 mesi...

Ora, dopo 10 anni di lavoro su me stessa per imparare a convivere con questo dolore, dopo aver abbandonato quella relazione negativa e dopo aver ricostruito, di nuovo, una vita "normale" mi sono resa conto che ho un blocco nei confronti della gravidanza. Ormai ho 35 anni e dovrei decidere se avere figli o no perché non mi resta molto tempo per pensarci. Da 6 anni ho un compagno meraviglioso e una vita semplice ma serena, eppure non riesco a sottrarmi da quel vortice di malinconia che mi accompagna fin da bambina, ormai alimentato dal senso di fallimento come figlia e anche come madre. Non mi posso permettere un'adozione, che sarebbe per me una risposta meravigliosa al desiderio di amare un figlio senza la paura di "fabbricarlo" male. Il tempo passa e io sono sempre meno sicura e le mie paure si sedimentano e mi bloccano. Ci ho messo così tanto tempo ed energia ad allontanarmi dal pensiero della maternità che mi sembra di non poter più tornare indietro. Non sarò mai più la persona che ero prima di questo lutto, ma vorrei riuscire ad andare oltre, a progettare una vita futura libera dal mio passato così triste. Ho provato con delle sedute psicologiche un paio di anni fa, ma non ho ottenuto risultati importanti. 

Spero di poter trovare qui qualche spunto per capire cosa fare di tutto l'amore materno che ho soffocato sul fondo della mia anima.

Grazie.

Ambra

Inizio della discussione - 01/03/17

Perdita di un figlio

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Grazie per la tua testimonianza @ambraverde smile.png

Qualcuno vuole condividere la sua esperienza con Ambra ? 

Grazie in anticipo. 

Baptiste. 

Perdita di un figlio


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Cara Ambra, i passaggi grigi fanno parte della vita, come quelli gioiosi. Noi siamo portati a sottolineare maggiormente quelli tristi perché ci segnano di più ma, anche se sembra un controsenso, ci maturano, ci fanno apprezzare di più i momenti sereni, ci aiutano a capire la sofferenza degli altri. Hai vissuto un'esperienza triste, certo, ma devi guardare avanti con fiducia. Non devi soffocare nulla, tanto meno quell'amore materno che hai messo in stand by ma che non puoi cancellare. Ogni donna trova la sua realizzazione nel dare la vita ad un altro essere umano, specie se quest'ultimo è frutto di un amore vissuto appieno. Credo che il panorama di oggi, nel quale vivi, sia diverso da quello di allora. Hai accanto un altro uomo col quale penso tu sia felice (sicuramente l'esperienza oltretutto ti avrà insegnato qualcosa) per cui pensa positivo, lasciati andare a questa nuova realtà e sii serena. Sai, io sette anni fa ho avuto un grosso incidente d'auto in autostrada mentre rientravo dal lavoro. Macchina distrutta (quelli che l'hanno poi recuperata non credevano ai loro occhi quando hanno visto che me l'ero cavata con tre punti sul sopracciglio sinistro). Temevo di non essere più capace di riprendere in mano un volante. Ma dovevo pur recarmi al lavoro (70 Km al giorno d'autostrada).. L'auto incidentata è stata rottamata ed io ne ho acquistata una nuova. Il primo giorno di rientro al lavoro mi ha accompagnato mio marito, ma dal secondo sono andata da sola. Dopo i primi momenti di riluttanza sono partita ed ho sempre guidato. Ti ho fatto questo esempio per infonderti coraggio. Non ci si ferma, la vita va avanti e sicuramente ci riserverà cose belle. Si tagliano i tentennamenti e si riparte di buona lena. Rimuginare e pensare al passato ci toglie la possibilità di rimetterci in gioco oltre che farci sprecare energie mentali per niente. Coraggio Ambra, non soffocarti e vai incontro alla vita che ti aspetta e ti accoglierà come una madre per renderti madre per la seconda volta. Tantissimi auguri cara.

Perdita di un figlio


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E' un bellissimo messaggio. Ti ringrazio molto Giodelogu. D'altronde concordo pienamente con il fatto che, in teoria, bisogna sempre andare oltre. Purtroppo però non riesco ad applicare nella pratica tutto questo... Ovvio comunque che io ci stia provando, magari condividendo. :)

Perdita di un figlio


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Intanto volevo ringraziare la signora ambraverde per la sua condivisione. E nelle sue parole ho notato a quante difficoltà sia andata incontro durante la vita un pò come tutti. Ma lei in particolare si trova a dover fare i conti con un qualcosa che non si può aggiustare, l'unica cosa al mondo a cui non c'è rimedio.

Come viene detto anche nel film " Collateral beauty" , la morte di un figlio/a è una cosa che non puoi sistemare. E consiglio alla signora di vederlo qualora non l'abbia già fatto magari può trovare qualche spunto di riflessione interessante per la sua situazione.

Detto questo io posso solo immaginare, il forte desiderio che ogni donna ha di diventare mamma, perchè magari un figlio da un senso a tutta la tua esistenza, sai che dopo lasci una traccia del tuo passaggio al mondo intero, e ci si sente orgogliosi nel crescere una creaturina tua, da accompagnare in questo viaggio che si chiama vita.

Ma la signora purtroppo ha dovuto fare i conti con un lutto a pochi mesi dopo la nascita della sua creatura, dunque io non mi sento di dire a lei, ci riprovi non abbia paura ormai è passato. Perchè immagino il dolore che si possa provare nel perdere qualcuno, già è doloroso quando ci lasciano i nostri nonni o genitori, ma quando ti lascia un figlio senti un vuoto, un senso di nullità, anche di fallimento e sensi di colpa, perchè quando perdi la tua speranza per il futuro ti dai anche la colpa, perchè magari diciamo a noi stessi < se solo fossi stato più attento, e se fossi andato più spesso dal medico? e se i miei geni fossero stati migliori?>  non che questo sia il suo caso in particolare, sto semplicemente elecando gli stati d'animo dopo un trauma simile.

Una cosa così importante io non mi sento di ridurla e dire semplicemente vada avanti non ci pensi ormai è passato.

Ammiro comunque la sua voglia di anche solo pensare di avere un altro figlio, magari ora la situazione con il suo compagno è migliorata, e quindi teoricamente può anche farlo un figlio adesso, ma chiederle di ripercorrere la paura del parto, non credo sia il caso.

Lei ha tanto amore dentro di se signora, e giusto come dicevano nel precedente commento non deve soffocarlo, perchè ogni istinto che noi soffochiamo ci rende tristi, dunque lei si viva questo grande amore che ha dentro.

Ho letto che non ha la possibilità di adottare direttamente un bambino, ma può sempre donare tutto questo amore a dei bambini che magari hanno bisogno, magari veda di trovare un'associazione che si prende cura di bimbi piccoli, così magari riesce a dare un pò d'amore che ha dentro a tutti quei bambini che ne hanno bisogno, e magari chissà dopo aver fatto questa esperienza , un giorno avrà anche   il coraggio di averne uno tutto suo :)  ma anche se così non fosse starà comunque vivendo l'amore di mamma che c'è dentro di lei.

Un cordiale saluto, mi stia bene.

Perdita di un figlio


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Salve Marionfossil. Intanto grazie dell'intervento. Devo affermare che ha colto in pieno molti punti, primo su tutti il senso di colpa! Nonostante le cause di una malformazione, appunto, congenita siano amputabili a tutto e a niente e nonostante l'attenzione prestata alla gravidanza, come è istintivamente normale, quindi niente fumo né alcol, né nient'altro che fosse anche solo minimamente sconsigliato da un medico, purtroppo il senso di responsabilità diretta di non essere stata "in grado di" procreare un figlio in sano mi ha afferrato dal basso fin dalla prima ecografia morfologica durante la quale si delineò la gravità della situazione. Forse questo è il peggiore dei fardelli da trasportare proprio perché illogico.

Per quanto riguarda l'effetto "Collateral Beauty" (me ne hanno parlato, ero tentata ma incerta se vederlo o no... ) anche questo è un punto chiave: l'irreversibilità della morte è un concetto ben chiaro e certo in questo caso il suo peso è davvero soffocante. Quell'immagine di un figlio che non cresce mai, mista alla ricerca della sua esistenza nello sguardo e nei gesti di ogni bambino nato più o meno nello stesso periodo hanno generato in me un vuoto che in effetti non è colmabile in nessuna maniera e ho scoperto mio malgrado che non è un evento che si supera ma una ferita che rimane aperta, non si rimargina e semplicemente ci si abitua a quel dolore. Infatti di fronte a questa prova ho potuto valutare quanto fosse banale la fine di una relazione, quanto fosse semplice passare sopra tutto il resto ed andare oltre rispetto alla difficoltà di accettare quella sofferenza che nei i primissimi mesi fu davvero atroce e che sebbene il tempo passi smussando un po' gli spigoli rimane una costante nella mia sfera emozionale.

Durante la degenza nel reparto di terapia intensiva neonatale assistetti a diversi lutti ed io cercavo di mettere tutte le mie forze nel pensiero che lui ce l'avrebbe fatta, che la cardiochirurgia avrebbe dominato la natura (ora capisco meglio la crisi del positivismo Ottocentesco! ). Poi un giorno presi l'ascensore insieme ad una ragazza la cui bimba prematura era appena deceduta. Non riuscivo a respirare, mi sentivo esplodere la testa e avrei voluto fare qualcosa per lei, strappare via il suo dolore ma sapevo di essere impotente, di non poter fare nulla per lei perché in quel dolore era sola. Pensai che se fosse successo a me avrei smesso di vivere, che l'aria avrebbe semplicemente smesso di raggiungere i miei polmoni e che sarei implosa. 

Invece quando è successo ho mantenuto tutte le mie funzioni vitali, anche se ovviamente c'è voluto qualche mese per tornare a mangiare e dormire regolarmente, con conseguente perdita di 15 Kg in poche settimane e pure parecchi capelli. In effetti parte del trauma è stato anche il fattore fisico, perché vista la situazione mi imposero un cesareo e il recupero durò più a lungo della vita di mio figlio. Inoltre producevo una grande quantità di latte e avevo deciso di donarlo, quindi giornalmente ne tiravo circa 1,5 L e la metà veniva ritirato dalla banca del latte dell'ospedale. Da un giorno all'altro dovetti interrompere e presi dei medicinali molto forti per inibire la produzione, portai delle fasce strettissime per comprimere il seno molto a lungo e fu molto doloroso. Le conseguenze fisiche sono ancora in parte visibili e sono terrorizzata anche da questo: sono rimasta così, con tutti gli effetti collaterali di una gravidanza, senza premio. 

Per quanto riguarda il consiglio finale, in realtà io lavoro con i bambini da molti anni ed offro loro il mio amore e le mie conoscenze, ma fino a poco tempo fa non avevo più lavorato con i piccolissimi perché proprio non potevo, mi stimolava troppo la memoria. Dall'anno scorso però ho ricominciato e sono la baby sitter di due bimbi di 1 e 3 anni. Indubbiamente mi fa bene e loro sono molto contenti di rimanere con me! Sicuramente la loro presenza ha scatenato questo recente bisogno di rimettere in discussione tutta la questione... :) 

Ok, sono stata abbastanza prolissa! Trovo sollievo però a scriverne qui, anche perché tra le persone vicino a me si crea un po' di tabù sull'argomento. Hanno paura di ferirmi e non sanno come comportarsi, quindi non ne parliamo quasi mai.

Grazie per la sensibilità. 

Perdita di un figlio


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Cara ambra anche mia figlia ha perso un figlio appena formato ed è accaduto due volte temevo per la sua salute non solamente fisica ma soprattutto psichico. Le sono stata vicina come meglio potevo ma non riuscivo a capire il suo dolore a me non era capitato ma vedere lei nella disperazione più nera mi faceva un gran dolore. Con il tempo ha superato (apparentemente) il dolore. È vero la vita continua.

Perdita di un figlio


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@stellaluna

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