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Pazienti Depressione

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Salve. Non sono affatto certo che questo forum sia adatto a me. Mi par di capire che qui siete più inclini a darvi appoggio morale che informazioni.
Immagino però che siate tutti frequentatori di CSM o DSM, non so se esistano altri nomi ma sapete di cosa parlo. Quindi volendo potreste avere qualcosa da dire in proposito.

Ora mi spiego, ma tenete presente che farò di tutto per parlare il meno possibile di me e della mia situazione, in quanto non mi sembra una buona idea spiattellare dettagli personali su un forum che chiunque può leggere.
Posso tranquillamente dire di aver sempre avuto dei problemi, ma divenni un paziente psichiatrico ufficialmente solo attorno ai 20 anni dopo un ricovero. Iniziai a frequentare un CSM.
Mi diedero una diagnosi, dei farmaci e il 50% di invalidità.
Dopo 3 anni mi resi conto che non stava funzionando nulla, abbandonai la terapia nonostante il parere della mia psichiatra e poco dopo anche le sedute con lei, ma per un periodo continuai i rapporti col CSM per via delle borse lavoro che mi offrirono.
Nel frattempo provai una psicoterapia privata, pagandola con i soldi della borsa lavoro. Dopo 3 anni il mio datore di lavoro rimandò ancora la promessa di assumermi cosi lasciai il lavoro e conclusi l'inefficacie terapia.

Per circa 13 anni non ho più chiesto aiuto a nessuno ma 4 anni fa ho avuto un problema medico che non sapevo come affrontare e ho pensato di consultarmi con la mia vecchia psichiatra. Quando ho telefonato ho scoperto che il mondo era cambiato in questi anni, lei era andata in pensione, il personale era quasi tutto nuovo e sembrava quasi che non volessero accettarmi come paziente.
Per ottenere un appuntamento con una psichiatra dovetti fare un lungo colloquio con un infermiera che avrebbe poi presentato il mio caso e la mia richiesta ai dirigenti del centro.
Pensavo fosse solo un equivoco passeggero, che avrei risolto alla prima seduta. Tuttavia l'appuntamento era stato fissato per una data molto lontana e nel periodo che lo precedeva accaddero delle cose che mi resero molto instabile. Alla fine decisi di andare al pronto soccorso ma non venni ricoverato; venne però contattato il CSM che mi anticipò l' incontro.
Il primo colloquio fu infatti il giorno seguente con una dottoressa che però disse che non sarebbe stata lei a seguirmi. Mi trovai molto bene.
Pochi giorni dopo invece incontrai quella che sarebbe diventata la mia psichiatra ufficiale, la quale era anche la responsabile del CSM.
Subito capii che non era adatta a me e già nelle primissime sedute le chiesi di passare con l'altra dottoressa ma non mi concesse la cosa.

Ora cerco di fare una sintesi di questi 4 anni.
Le cose fondamentali sono che, alle mie richieste, alla fine lei ha risposto facendomi fare alcune sedute con una dottoressa prima e con un' altra subito dopo nella seconda parte del 2015. Con loro mi sono trovato benissimo.
Non volendo fare nomi ma per non ingarbugliarmi con le frasi, da ora in poi chiamerò la dottoressa responsabile del centro dottoressa Nera, la prima dottoressa alternativa Bianca e la seconda Rosa.

Quindi, non potendo lavorare, per anni mi sono chiesto se non fosse il caso di cercare di ottenere la pensione di invalidità. Dissi questo alla dottoressa Nera che non mi diede alcuna risposta. Quando ne parlai con la dottoressa Bianca invece prese subito sul serio la questione e scrisse un certificato per farmi fare la domanda, ma non essendo ufficialmente la mia psichiatra dovette farla firmare alla dottoressa Nera che ci mise dei mesi.
Ottenni alla fine il 75% di invalidità e con esso la pensione. Ma due anni dopo alla visita di controllo e con una differente commissione la valutazione fu diversa e io persi nuovamente questo diritto .
Inoltre a distanza di un anno dalla prima visita di invalidità mi arrivò una lettera dalla motorizzazione che mi avvisò che dovevo sottopormi ad una visita per valutare se avevo ancora i requisiti per possedere una patente B. Questa cosa per me fu devastante perché temevo di perderla e io non posso fare a meno della patente.
Ma per il sistema attuale del CSM che prevede per esempio che si debba sempre parlare con gli infermieri i quali poi riferiscono alla dottoressa Nera che eventualmente fissa un appuntamento, praticamente dovetti sbrigare tutta la faccenda da solo. Avevo anche provato a cercare l'assistente sociale ma anche quella mi fu negata all' epoca.
Non ho perso la patente ma da allora ogni anno devo ripetere la visita, quindi ho perso la pensione perché secondo quella commissione sto troppo bene ma rischio ogni anno la patente perché per l'altra commissione sto troppo male.
Inoltre ad un certo punto, verso l'inizio del 2017 la dottoressa Nera ha deciso che non avrebbe più fatto sedute di controllo e che per incontrarla bisogna fare esplicita richiesta. Non so se questa misura valga per tutti o solo per me, le infermiere mi hanno detto che vale per tutti ma non ne sono sicuro. Da allora l'ho incontrata rarissimamente e solo per questioni legate ai certificati.
Tenete presente che la terapia che lei mi ha prescritto è fatta di antipsicotici e benzodiazepine. La prima domanda che vi faccio è: vi sembra normale che uno che assume questi farmaci non abbia visite di controllo? A me pare assurdo ma tutto quello che accade li mi pare assurdo ormai.
Per inciso le benzodiazepine non le ho mai assunte regolarmente ma solo al bisogno, perché secondo me uno che guida l'auto non può usare questi farmaci. Ad un certo punto ho smesso proprio di portarle a casa perché non mi servivano mai.

Tornando indietro: a metà del 2016 mi convinse anche a farmi ricoverare li al CSM, sostenendo vagamente che voleva fare un esperimento con i farmaci che comportava il ricovero. Accettai ma dopo alcuni giorni mi accorsi che non facevano altro che tenermi sedato e io dormivo tutto il giorno. Alla prima occasione le dissi che non aveva senso e chiesi di essere mandato a casa.
Dopo questa esperienza decisi di interrompere la terapia ma il periodo successivo non fu buono e mi pentii di averlo fatto.
Non ero certo però di stare male a causa della mancata terapia e non volevo enfatizzare la cosa, quindi attesi di essere chiamato ma ci vollero mesi.
In questo periodo avevo anche parlato con uno psichiatra di un' altra struttura che mi aveva consigliato l'Abilify. Provai a farmelo prescrivere dal medico generico che accettò ma quando provò a compilare la richiesta al computer scoprì che per quel farmaco non poteva farla. Se non ho capito male avrebbe potuto ancora prescrivermela ma in quel caso avrei dovuto pagare io il farmaco.

Quando tornai al CSM invece di incontrare la dottoressa Nera incontrai la Rosa. Mi ripristinò subito la terapia e nel periodo successivo chiese per conto mio (ed ottenne) di farmi passare al Abilify.
Poco tempo dopo cominciai ad accusare uno strano sintomo e pensai fosse un effetto collaterale del farmaco ma non ne sono certo.
Iniziai subito a pensare nuovamente alla possibilità di sospendere la terapia ma ora avevo in ballo le questioni dei certificati e mi serviva il consenso della dottoressa Nera. Quando la incontrai le proposi di ridurre la dose ma lei non accettò.
Allora iniziai io a ridurre la dose in modo non ufficiale. Nel frattempo cominciai a frequentare l'assistente sociale la quale dopo aver visto le carte relative alla mia ultima visita di invalidità, mi disse che c'erano gli estremi per un ricorso ma aggiunse anche che i ricorsi contro l'inps non vanno mai a buon fine cosi mi consigliò di fare una nuova domanda di visita.

Da allora è passato oltre un anno, in teoria lei doveva chiedere alla dottoressa Nera un nuovo certificato per rifare la domanda e alla visita mi avrebbe accompagnato. Si era anche incaricata di intercedere al fine di farmi passare ufficialmente con la dottoressa Bianca, che nel frattempo è diventata effettiva al CSM (mentre prima aveva un contratto a termine). La cosa ridicola è che quando le ho telefonato per sapere cosa aveva risposto la dottoressa Nera lei mi ha detto che aveva accettato la mia richiesta ma successivamente si è rimangiata la cosa e alla fine mi sono incontrato con lei e con la Nera per chiarire questa cosa.
Dopo aver litigato per tutta la seduta a sorpresa la Nera si è detta disponibile a fare questo cambiamento e ha anche detto all'assistente sociale di portare avanti il discorso invalidità. Ma nonostante questo la cosa è rimasta assai vaga, perché non mi sono stati dati appuntamenti, date o qualsiasi cosa di preciso su quando ciò sarà messo in pratica.
Da allora sono nel limbo, so solo che in aprile ho un appuntamento per il solito certificato della patente. In questi ultimi anni ho provato a contattare anche un associazione per i diritti degli invalidi ma alla fine ho capito che era meglio fare senza. Ho provato anche ad andare in un csm differente a chiedere se potevano prendermi come loro paziente. Li mi è stato detto che la cosa non è possibile perché dipende tutto da dove uno ha la residenza. Tuttavia mi hanno detto anche che da loro capita che un paziente cambi psichiatra.

Riguardo la terapia alla fine l'ho interrotta completamente ed ora sono mesi che ne faccio a meno e sto molto bene. Inizialmente l'ho fatto di nascosto ma poi ho informato la dottoressa Nera, che ovviamente non è affatto contenta della cosa.

In passato ho desiderato molto una psicoterapia ma al giorno d'oggi non mi interessa più. So comunque che un CSM non potrebbe mai dare questo servizio, almeno non qui da noi. Quello che io vorrei è prima di tutto uno psichiatra col quale mi senta bene a parlare. E per questo la dottoressa Bianca andrebbe benissimo, la Rosa era perfetta ma alla fine è andata da qualche altra parte.
Vorrei avere durante l'anno almeno 6 incontri o qualcosa di più, non pretendo di andarci ogni mese ma una volta all'anno mi pare troppo poco.
Credo di aver diritto alla pensione di invalidità perché io non posso proprio lavorare, quindi se non fanno altro potrebbero almeno aiutarmi ad ottenere questo risultato.
Per me la patente è vitale e il mio problema non mi rende più pericoloso di un autista normale quindi non vedo perché debbano stressarmi con queste continue visite di controllo, ogni anno è veramente una rottura.
Ci sono 90enni che la fanno più raramente.
So che esistono delle associazioni che fanno gli interessi dei pazienti psichiatrici ma non sono molto presenti nella mia zona. Le conoscete? Sapete dirmi se vale la pena contattarle? Fino ad oggi ho rimandato perché volevo vedere come andavano a finire le cose che avevo in piedi ma se fra un incontro e l'altro passano 6 mesi o 12 è chiaro che la cosa richiede decenni.
A volte ho assistito a cose talmente assurde da pensare che fosse il caso di chiamare un giornalista di inchieste e raccontargli cosa accade. Temo però che la cosa si possa ripercuotere contro di me, ci sono più modi in cui questo può accadere.

Come ho detto all'inizio non so se questo forum sia adatto a questi argomenti. Se avete qualcosa da dire bene, altrimenti proverò altre strade.
Grazie a tutti, Ciao.

Inizio della discussione - 18/03/19

Problemi con il CSM

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