Quali strategie adoperate per far contro al disagio ?

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Pazienti Depressione

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Salve a tutti,

scrivo qui perché è un momento particolarmente difficile, delicato, pieno di rumore e piccole fonti di sofferenza che sono come bombe per il mio equilibrio e forse quello di cui sento più il bisogno è sentire la voce delle persone come me.  Il punto della discussione è evidente dal titolo: quali sono le vostre strategie quando dovete ri-immettervi sulla giusta carreggiata?

In questo momento sto accettando una parte della mia vita che ho sempre tenuta nascosta perché non comprendevo i meccanismi della mia testa. Non capivo una sequenza di comportamenti che si innescano quando una situazione diventa allarmante per la mia persona, pericolosa. Sono accaduti dei fatti per cui una data situazione che mi fa soffrire molto si è ripresentata nella mia vita, come sempre la cosa peggiore al momento sbagliato. Questa volta però ho nuovi strumenti, ho risposte dalla mia parte quindi mi porta a vivere il tutto come se fosse la prima volta. Non posso più aggrapparmi a comportamenti sbagliati, sto cercando di tracciare una nuova strada ma questo momento di scossa mi ha riportata in uno stato depressivo, catatonico, incapace di reagire con gioia a qualsiasi cosa, So che molti di voi capiscono perfettamente queste parole, la difficoltà e la fatica che si nascondono dietro, quindi vi chiedo...in questi momenti di totale smarrimento quali sono le vostre ancore? i vostri appigli?

Grazie a tutti 

Inizio della discussione - 15/11/18

Quali strategie adoperate per far contro al disagio ?

• Animatore della community
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Grazie per la tua condivisione @Frammentata‍ emoticon angeloemoticon cuore Ringrazio chiunque vorrà condividere la sua esperienza con noi e aiutare il nostor membro. Un caro saluto a tutta la comunità emoticon clover

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Ciao frammentata,ti capisco in pieno..tutto si ripete in loop e a volte anche peggio...ti senti scoppiare dentro non sai da che parte girarti..un oblio senza fine..Ultimamente seguo i consigli del dott.Morelli su Youtube;vivo a pieno il mio giorno di dolore..senza farmi domande.Oggi va così non faccio nulla mangio e vado a dormire senza ragionare senza chiedermi il perché.Oggi non è ieri e non sarà domani.Poi vivo ogni giorno come se fosse a se a pieno senza pensare solo concentrandomi sulla giornata.A volte va bene ma uscire non è cmq facile.

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Ciao Piccola. grazie per la risposta! Mi fa piacere sapere che alla fine questa soluzione sia ritenuta la migliore, a volte è impossibile concentrarsi su un tempo che va più in là di due ore o anche meno. Faccio molta fatica a stare ferma, entro in un loop che mi disabilita. Sono due settimane che sono ferma a casa perché non si muovono le risposte lavorative e anche se cerco di concentrarmi su migliorare competenze o curare il curriculum piuttosto che un progetto personale non riesco a togliermi di dosso la sensazione di inadeguatezza, di vuoto. Lì cominciano le fasi depressive, auto commiserative, a volte ho la sensazione di nausea durante tutto il giorno. Come se fossi nauseata dalla vita, dal dover vivere. E' angosciante, ci vuole un impegno costante e scostante per mantenere l'equilibrio in certi giorni. Guarderò comunque qualche video del dott. Morelli che conoscono solo di fama. 

<3

Quali strategie adoperate per far contro al disagio ?


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Ricordo che fino a qualche anno fa era davvero tutto un caos quindi non so se può aiutare ma qualsiasi cosa provi sappi che nel mondo ci sono io che la provo come te. So che quando mi sistemo il viso e metto dei vestiti puliti poi esco il tempo passa e sto sempre meglio, la musica giusta al momento giusto e buona compagnia o meglio soli. Dare agli altri è qualcosa che fa stare bene, figli parenti amici. Tutte le vie distruttive sono passeggere e portano altro caos, le emozioni in fondo non fanno niente poi passano. Stai forte .un abbraccio.

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Ciao Frammentata,

Io sono uscito da 9 anni di depressione (con alti e bassi compreso un tentativo di suicidio), sempre piu' i meno solo, melanconico, zitto. Soprattutto zitto...non riuscivo proprio a parlare con nessuno, nemmeno i miei piu' cari amici. Mi vergognavo dei miei silenzi, mi sentivo brutto e sporco...dormivo molto, o meglio stavo a letto rigirandomi nelle mie angosce. In settembre ho fatto un viaggio in Italia (io abito in Israele) a trovare i miei vecchi amici e mia sorella.Ero pieno di paure e di angosce, temevo di perdere l'aereo, di perdermi per la strada etc... etc..

Ma tutto e' andato liscio, sono salito sull'aereo e ho cominciato a rilassarmi. Mi sono venuti a prendere e tutto e' andato bene. Per farla breve questo viaggio si e' rivelato la medicina migliore contro la depressione e l'insicurezza (che mi uccide). Ho molto camminato, per Milano, per Venezia, sono stato a Pieve Santo Stefano per la festa del Diario (evento annuale al quale sono molto affezionato) e poi mi sono "coccolato" mi sono trattato bene... ho mangiato ogni giorno in una trattoria diversa, tutte buonissime (certo per uno che e' abituato al cibo israeliano) e soprattutto ho visto mia sorella, abbiamo parlato, siamo stati insieme.... e poi i vecchi amici...amici del militare (classe 1980) e le donne....i miei amori giovanili, con le quali sono rimasto in contatto... c'e' una dolce complicita' con le donne che hai amato 40/30 anni fa.....e c'e' ancore anche attrazione...

Insomma per uscire dalla depressione bisogna prima di tutto camminare molto, mangiare bene e dormire 6 ore a notte.....e' una cosa banale e facile. Bisogna alzarsi dal letto, distrarsi dai brutti pensieri, andare al cinema, uscire al caffe' con gli amici (o da soli).

La vita e' fatta di piccole cose... e bisogna imparare a goderne.... Ti auguro buona fortuna

Quali strategie adoperate per far contro al disagio ?


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Non lo so, vorrei poterti dare una mano, ma la verità è che non ho ancora trovato un modo nemmeno io. Credo che i due consigli migliori, benché in apparente contraddizione, siano quelli di @Piccola‍ e @Liofante‍: da una parte, se proprio un giorno non ce la fai, non stare troppo a romperti le ovaie con i sensi di colpa, e dai alla tua tristezza il diritto di esistere, e l'importanza di farla da padrona per una volta; dall'altra, appena cogli uno spiraglio di miglioramento, usalo per spalancare la porta, e datti delle routine terapeutiche che ti aiutino: nel mio caso, uno sport poco faticoso, o un hobby che non richieda molta motivazione, o un caffè con una persona che non devi intrattenere, che magari sa del tuo problema o che comunque ha un tale livello di confidenza con te che non si fa problemi anche se sei un po' più giù. Oppure, anche fare qualcosa per te, una tua esclusiva coccola personale. come mangiare un dolce che ti piace particolarmente, ordinare una pizza o qualcosa dal cinese, farti un bagno caldo con i sali, o anche fare sesso, se hai la persona giusta. Una cosa che però, secondo me, può aiutare ancora di più è entrare in un gruppo di auto-mutuo aiuto: alla fine si tratta di un gruppo di persone che poi diventano amiche, su cui, avendo loro i tuoi stessi problemi, puoi contare nel momento in cui hai una crisi, con cui puoi parlare e chiedere aiuto, perché la cosa che penso sia più utile in assoluto, nel momento di un breakdown emotivo, è di dire a qualcuno che ce l'hai. Anche perché la crisi deriva da questo, dall'impossibilità (in molti casi apparente) di mediare tra te e l'esterno, quindi quello di cui ha bisogno il tuo disturbo è di uscire.

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Ciao Frammentata,

concordo pienamente con quanto ha scritto MaryJuana, mi ha rubato le parole di bocca....vedrai che ce la fai!!!!!

Quali strategie adoperate per far contro al disagio ?


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Concordo anch'io con MaryJuana, parole sacrosante...

Io è da un mese che sono rinchiusa in casa, ho varcato la soglia solo cinque volte contate, perché ero obbligata (visite ed esami medici), e mi rendo conto che questo non fa che peggiorare maggiormente la mia attuale condizione. Mi manca il contatto con le altre persone, sebbene abbia dei figli e un marito, mi manca chiacchierare con il proprietario del supermercato, il sorriso del farmacista, la battuta del fruttivendolo...mi manca l'aria, il sole.

Mi rendo conto che mi impongo io stessa l'isolamento per paura, perché fuori quante persone possono realmente capire come sto, quello che provo? Non ci riesce nemmeno mio marito, e lui mi è accanto da quasi vent'anni, eppure non ci riesce. Si incupisce perché vorrebbe ma non riesce. 

La verità è che mi sento tremendamente Sola, una sorta di bestia rara. E questo mi porta a rinchiudermi in un guscio pseudoprotettivo, e a tenere per me il mio dolore. Nulla di più sbagliato.

Perché finiamo per diventare noi stessi Dolore.

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