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Pazienti Depressione

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 Salve a tutti,sono nuovo,trovo questo sito un'idea fantastica per chi ha difficoltà da dover superare.Non capisco se in realtà soffro di depressione,sono quasi sicuro di si ho fatto solo test online per indirizzarmi e capire il problema ma non ho idea di come parlarne ai miei di andare da uno psicologo,non voglio farlo preoccupare e mi sentirei ancora più in ansia.Sono anni che ormai sento questo buco nel petto che non riesce a farmi vivere,ho paura di vivere,sono terrorizzato del domani,sono stanco ed odio me stesso e i miei comportamenti nonostante questo non riesco a liberarmi.Mi sento debole e da un anno a questa parte mi arrivano anche degli attacchi di panico,ho ansia anche per la cosa più banale sento di non riuscire a provare nulla verso le persone che mi vogliono bene,sia amici che famiglia,e questo mi fa stare ancora più male.Non riesco nemmeno a vedere un buon futuro per me nonostante abbia dei sogni,ma ho sempre più la sensazione che andrò a vivere tra il fallimenti e la disperazione e la cos ami distrugge portandomi quasi a piangere.Non riesco a fare nulla,sbaglio tutto e mi sento un fallimento in tutto e per tutto,ogni singola volta.Voglio reagire ci provo e ci riprovo ma ogni volta la caduta fa sempre più male diventando quasi insopportabile.Almeno sono contento di essermi sfogato qui.

Inizio della discussione - 04/02/17

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Ciao @Saniels! Parlare con persone che hanno il tuo stesso problema è un ottimo modo per capire cosa si sta passando e come superarlo. Siti come questi sono ottimi, ma è importante capire che non possono sostituire un'aiuto concreto e bisogna stare attenti a non riporre tutte le proprie speranze sulla possibilità di conversare online.

Da quello che descrivi, è chiaro che tu stia vivendo un periodo di sofferenza psicologica. Ti dico fin da subito che una cosa del genere non la puoi superare da solo.

So che il primo approccio è quello di pensare "Se vado da un medico significa che sono malato, e non voglio sentirmi un malato". Ancora oggi i ragazzi trovano resistenze anche da parte dei genitori, che sono restii ad affidarsi ad uno psicoterapeuta o psichiatra, credendo che ciò possa etichettarli come "disturbati" o che questi medici siano capaci di fare il lavaggio del cervello, manipolare la mente, o comunque danneggiarci in qualche modo.

L'esempio che si fa sempre è questo: Se tu avessi un'infezione, saresti in grado di curartela da solo? Saresti in grado di scegliere l'antibiotico adatto a quel tipo di batterio? Molto probabilmente no. Andresti da un medico, giusto? Ecco, il punto sta nel capire che il cervello è nient'altro che un organo, come il pancreas e il cuore. In quanto tale, funziona con delle molecole, che nel pancreas sono l'insulina e il glucagone, nel cervello sono i neurotrasmettitori (serotonina, dopamina, ossitocina, etc...). Come per i muscoli, però, puoi allenare il cervello a comportarsi in un certo modo. Se prendi una storta, i tuoi muscoli subiranno un danno che, nei casi peggiori (come uno strappo) non riusciresti a curare da solo con del semplice "riposo". Quello che accade con la mente è più o meno la stessa cosa: c'è un trauma importante, o una serie di piccoli traumi, che la portano a smettere di funzionare come fa di solito e di conseguenza tu provi dolore.

Nessuno è mai riuscito ad "autocurarsi". Immagina di essere caduto in un pozzo dalle pareti lisce e troppo alte per potercisi arrampicare. L'unico modo che hai per uscirne è che qualcuno, da fuori, arrivi, ti lanci una corda e ti tiri sù. Quella persona dovrebbe essere proprio lo psicoterapeuta.

La psicoterapia è ancora oggi il miglior modo per curare la mente. E' come se fosse la fisioterapia del cervello. Nei casi più gravi, si può ricorrere anche ai farmaci, che però solo un medico può prescrivere, quindi uno psichiatra, non uno psicologo e neanche uno psicoterapeuta. Spesso i farmaci possono essere d'aiuto quando cadiamo nel pozzo e non vogliamo proprio uscirne. Allora lì serve una stampella, un sostegno in più, che permetta allo psicoterapeuta di tirarti fuori.

E' molto importante che i tuoi genitori ti appoggino in questa scelta e che non ti facciano sentire in ansia, in colpa o cosa. Se loro sono restii ad accettare la psicoterapia, prova a spiegargli le cose come stanno, digli ciò che ti ho appena scritto. La cosa più importante sulla quale devi cercare di fargli porre l'attenzione è che il tuo disagio è reale, la tua sofferenza non è "virtuale". Esiste! Se un organo sta male, tutto il nostro corpo ne soffre. Ed anche se non sentiamo dolore nel resto del corpo, il dolore della psiche è comunque forte e reale.

Qualche anno fa, quando anche io iniziai a soffrire di depressione, dovetti combattere molto con i miei genitori che mi chiamavano "ipocondriaca", pensando che i miei dolori fossero "lagne inutili". Io non ero ipocondriaca, ma devi sapere che anche l'ipocondria causa un dolore reale.

Però alla fine verrà un momento in cui anche loro capiranno che se vogliono aiutarti, se vogliono che tu stia bene, è quella l'unica strada da percorrere. All'inzio avrai un rapporto tu per tu con lo psicoterapeuta, però devi sapere che è anche possibile che sia richiesto anche ai tuoi genitori di fare qualche seduta di psicoterapia, non perchè loro abbiano un problema, ma solo per capire come aiutarti al meglio. In queste situazioni, infatti, l'appoggio della famiglia è essenziale.

Probabilmente nasconderai il tuo dolore, per non farli stare male. Magari anche perchè se loro lo venissero a sapere potrebbero peggiorare le cose, non sapendo come aiutarti... Questo è okay, l'importante è che tu abbia una figura esterna a darti una mano.

Spero che tu riesca a trovare presto l'aiuto che ti serve, e torna qui quando vuoi se ti serve di parlare!

 
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Ad essere sincero della cosa ne ho parlato già con qualche amico,mi stanno invitando ad uscire e sto provando a reagire.In passato per questo problema ho fatto piangere mio padre perchè in quel periodo ero veramente tanto giù e vedendolo piangere per colpa mia mi ha fatto malissimo,probabilmente quello mi ha portato al trauma di non dirglielo.Ora sto cercando di reagire se la situazione rimarrà tale allora mi affidero ad uno psicologo.Grazie per la risposta.

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Faccio parte di un gruppo di AMA (Auto mutuo aiuto) all'interno dell'AITSAM (Associazione Salute Mentale). Ci troviamo due volte al mese per raccontarci, consigliarci, accogliere chi si aggiunge. Si tratta per lo più di famigliari di persone con disagio mentale, ma a volte partecipa anche chi ha questo problema diretto. Si parla a ruota libera, non ci si sente giudicati, ma sulla stessa barca e le esperienze sono molto simili. Io ci sono arrivata invitata da un'amica che ha il figlio in una struttura residenziale psichiatrica. Voleva dassi una mano all'Associazione come volontaria. Ma poi sono stata inserita nel direttivo. Ho avuto amici con disagio mentale che sono stati ricoverati in Psichiatria e che ho seguito, anche perchè questo è sempre stato un campo che mi ha interessato. So cosa significa la depressione perchè ho avuto qualche periodo in cui ho dovuto convivere con essa. Poi passa, si torna a stare bene, a ritrovarsi in tutti i sensi. Bisogna però anche mettere in conto le eventuali ricadute. Ma si va avanti soprattutto attraverso le relazioni umane, attraverso persone che diventano amiche perchè anch'esse ci sono passate e sanno di cosa si parla. Questo tipo di gruppo  risulta molto valido e d'aiuto 

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