Chiedo informazioni su depressione ed ansia

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Pazienti Depressione

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info dettagliate su queste malattie.

Inizio della discussione - 13/04/15

Chiedo informazioni su depressione ed ansia


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Ciao Felix! Cosa vuoi dire con info dettagliate su queste malattie?

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Buon consigliere

bhe in 2 parole è un pò difficile spiegare tutto no? vediamo di incollare qualche articoletto ...la fonte è questa :

http://www.apc.it/depressione/depressione

 appena ho tempo farò qualche ricerca piu dettagliata anche per l'ansia,

Cos’è la Depressione

La depressione è un disturbo dell’umore molto diffuso. Ne soffrono circa 15 persone su 100. Si calcola che su 6 neonati, almeno uno soffrirà di depressione durante la sua vita. Il disturbo depressivo può colpire chiunque a qualunque età, ma è più frequente tra i 25 e i 44 anni di età ed è due volte più comune nelle donne adolescenti e adulte, mentre le bambine e i bambini sembrano soffrirne in egual misura.

Tutti quanti abbiamo l’esperienza di una giornata storta, in cui siamo giù di corda, tristi, più irritabili del solito e “ci sentiamo un po’ depressi”. Molto probabilmente non si tratta di un disturbo depressivo, ma di un calo d’umore passeggero. La depressione clinica invece presenta molti altri sintomi e si prolunga nel tempo. Chi ne soffre ha un umore depresso per tutta la giornata per più giorni di seguito e non riesce più a provare interesse e piacere nelle attività che prima lo interessavano e lo facevano stare bene. Si sente sempre giù e/o irritabile, si sente stanco, ha pensieri negativi, e spesso sente la vita come dolorosa e senza senso (“dolore del vivere”).

L’episodio depressivo costituisce una delle esperienze peggiori che si possono avere nella vita. Ci si sente senza speranza, senza poteri né risorse, completamente impotenti difronte alla vita e alle persone. Mancano le energie per fare qualsiasi attività, fisica e mentale. E del resto niente sembra interessare più né in grado di dare piacere. Si guarda la propria vita e tutto appare un fallimento, un susseguirsi di perdite di cui spesso ci si sente colpevoli. Oppure si è convinti che la colpa sia degli altri, della vita, della sfortuna e ci si sente arrabbiati con tutto e tutti e si arriva a farsi terra bruciata intorno. L’isolamento è cercato e sofferto, e appare inevitabile.

I sintomi della Depressione

I sintomi principali della depressione clinica sono l’umore depresso e/o la perdita di piacere e interesse per quasi tutte le attività che prima interessavano e davano piacere. Molto frequentemente si presentano l’anedonia (stanchezza, affaticamento, mancanza di energie) e la demotivazione. Oltre a questi sintomi, la persona depressa può soffrire di un aumento o una diminuzione significative dell’appetito e quindi del peso corporeo senza essere a dieta; può presentare rallentamento o agitazione motorie e disturbi del sonno (dorme di più o di meno o si sveglia spesso durante la notte o non riesce ad addormentarsi o si sveglia precocemente); può non riuscire a concentrarsi, mantenere l’attenzione e prendere decisioni. Il sintomo soggettivo prevalente è la sensazione di essere inutile, negativo o continuamente colpevole che può arrivare all’odio verso di sé; spesso sono presenti pensieri di morte o di suicidio, che possono andare da un vago senso di morte e desiderio di morire fino all’intenzione di farla finita con una vera e propria pianificazione e tentativi di suicidio.

La caratteristica principale dei sintomi depressivi è la pervasività: sono presenti tutti i giorni per quasi tutto il giorno per almeno 15 giorni.

Come si manifesta la Depressione

E’ raro che una persona depressa abbia contemporaneamente tutti i sintomi riportati sopra, ma se soffre quotidianamente dei primi due sintomi su descritti e di almeno altri tre è molto probabile che abbia un disturbo depressivo.

Spesso la depressione si associa ad altri disturbi, sia psicologici (frequentemente di ansia) sia medici. In questi casi la persona si deprime per il fatto di avere un disturbo psicologico o medico. 25 persone su 100 che soffrono di un disturbo organico, come il diabete, la cardiopatia, l’HIV, l’invalidità corporea fino ad arrivare ai casi di malattie terminali, si ammalano anche di depressione. Purtroppo la depressione può portare ad un aggravamento ulteriore, dato che quando si è depressi si ha difficoltà a collaborare nella cura, perché ci si sente affaticati, sfiduciati, impotenti e si ha una scarsa fiducia di migliorare. Inoltre, la depressione può complicare la cura anche per le conseguenze negative che può avere sul sistema immunitario e sulla qualità di vita già compromessa dalla malattia medica.

I sintomi depressivi possono alternarsi, e a volte presentarsi in contemporanea, a sintomi di eccitamento (euforia, irritazione, impulsività, loquacità, pensieri veloci che si accavallano e a cui è difficile stare dietro, sensazioni di grandiosità, infinita potenzialità personale o convinzioni di essere perseguitati). In questo caso si tratta di episodi depressivi o misti all’interno di un disturbo bipolare dell’umore.

Decorso e conseguenze della Depressione

La depressione è un disturbo spesso ricorrente e cronico. Chi si ammala di depressione può facilmente soffrirne più volte nell’arco della vita. Mentre nei primi episodi l’evento scatenante è facilmente individuabile in un evento esterno che la persona valuta e sente come perdita importante e inaccettabile, nelle ricadute successive gli eventi scatenanti sono difficilmente individuabili perché spesso si tratta di eventi “interni” all’individuo come un normale abbassamento dell’umore, che per chi è stato depresso già diverse volte è preoccupante e segnale di ricaduta.

Il disturbo depressivo può portare a gravi compromissioni nella vita di chi ne soffre. Non si riesce più a lavorare o a studiare, a iniziare e mantenere relazioni sociali e affettive, a provare piacere e interesse nelle attività. 15 persone su 100 che soffrono di depressione clinica grave muoiono per suicidio. Più giovane è la persona colpita, più le compromissioni saranno gravide di conseguenze. Per esempio un adolescente depresso non riesce a studiare e ad avere relazioni, e quindi non riesce a costruire i mattoni su cui costruire il proprio futuro.

Le cause della Depressione

Come per altri disturbi psichiatrici non c’è ancora una letteratura sufficientemente robusta e condivisa sulle cause del disturbo. Per spiegarle si fa di solito ricorso a modelli di tipo bio-psico-sociali. In generale, si può dire che cause della malattia sono molteplici e diverse da persona a persona (ereditarietà, ambiente sociale, relazioni affettive precoci, avere un caregiver depresso, lutti familiari, problemi di lavoro, relazionali, etc.).
Le ricerche hanno scoperto due cause principali: il fattore biologico, per cui alcuni hanno una maggiore predisposizione genetica verso questa malattia; e il fattore psicologico, per cui le nostre esperienze (particolarmente quelle infantili) possono portare ad una maggiore vulnerabilità acquisita alla malattia. La vulnerabilità biologica e quella psicologica interagiscono tra di loro e non necessariamente portano allo sviluppo del disturbo. Una persona vulnerabile può non ammalarsi mai di depressione, se non capita qualcosa in grado di scatenare il disturbo e se ha relazioni buone e supportive. Il fattore scatenante è spesso qualche evento stressante o qualche tensione importante che turba la nostra vita e che è valutata il termini di perdita importante e non accettabile. Quindi si può trattare di un evento negativo di perdita (un lutto, la fine di una relazione, la perdita del lavoro, etc.) oppure un evento positivo ma sempre valutato come perdita (la nascita di un figlio che “toglie libertà”, la laurea in cui si perde lo status di studente, etc.) o la mancanza di eventi positivi per i quali ci si è impegnati tanto come per esempio una promozione. Mentre è piuttosto semplice individuare la causa che ha scatenato un primo episodio depressivo, lo è molto difficile quando gli episodi aumentano.

Come si cura la Depressione

La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) ha mostrato scientificamente una buona efficacia sia sui sintomi acuti che sulla ricorrenza. A volte è necessario associare la TCC ai farmaci antidepressivi o ai regolatori dell’umore, soprattutto nelle forme moderate-gravi. L’associazioni della Terapia Cognitivo-Comportamentale e i farmaci aumentano l’efficacia della cura.

Nel corso della Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale la persona viene aiutata a prendere consapevolezza dei circoli viziosi che mantengono e aggravano la malattia e a liberarsene gradualmente attraverso la riattivarsi del comportamento e l’acquisizione di modalità di pensiero e di comportamento più funzionali. Inoltre, dal momento che la depressione è un disturbo ricorrente, la TCC prevede una particolare attenzione alla cura della vulnerabilità alla ricaduta. Per far questo utilizza anche specifici protocolli, come la Schema-Therapy, il lavoro sul Benessere Psicologico e la Mindfulness. 

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Buon consigliere
http://www.ipsico.it/sintomi-cura/ansia/ Ansia e disturbi d’ansia: sintomi e cura

Una larga parte di noi ha avuto o potrà avere un disturbo d’ansia nel corso della propria vita.
L’ansia di per sé, tuttavia, non è un fenomeno anormale. Si tratta di un’emozione di base, che comporta uno stato di attivazione dell’organismo e che si attiva quando una situazione viene percepita soggettivamente come pericolosa. Nella specie umana l’ansia si traduce in una tendenza immediata all’esplorazione dell’ambiente, nella ricerca di spiegazioni, rassicurazioni e vie di fuga, nonché in una serie di fenomeni neurovegetativi come l’aumento della frequenza del respiro, del battito cardiaco (tachicardia), della sudorazione, le vertigini, ecc.. Tali fenomeni dipendono dal fatto che, ipotizzando di trovarsi in una situazione di reale pericolo, l’organismo in ansia ha bisogno della massima energia muscolare a disposizione, per poter scappare o attaccare in modo più efficace possibile, scongiurando il pericolo e garantendosi la sopravvivenza.
L’ansia, quindi, non è solo un limite o un disturbo, ma costituisce una importante risorsa, perché è una condizione fisiologica, efficace in molti momenti della vita per proteggerci dai rischi, mantenere lo stato di allerta e migliorare le prestazioni (ad es., sotto esame).
Quando l’attivazione del sistema di ansia è eccessiva, ingiustificata o sproporzionata rispetto alle situazioni, però, siamo di fronte ad un disturbo d’ansia, che può complicare notevolmente la vita di una persona e renderla incapace di affrontare anche le più comuni situazioni. Tali disturbi sono tra i più frequenti nella popolazione, creano grossa invalidazione e spesso non rispondono bene ai trattamenti farmacologici. Si rende necessario pertanto intervenire efficacemente su di essi con mirati interventi psicoterapeutici brevi di orientamento cognitivo-comportamentale, che hanno dimostrato alta efficacia in centinaia di studi scientifici.

I disturbi d’ansia

I disturbi d’ansia conosciuti e chiaramente diagnosticabili sono i seguenti (cliccate per approfondimenti):

Fobia specifica (aereo, spazi chiusi, ragni, cani, gatti, insetti, ecc.) Disturbo di panico e agorafobia (paura di stare in situazioni da cui non vi sia una rapida via di fuga) Disturbo ossessivo-compulsivo Fobia sociale Disturbo post-traumatico da stress Disturbo d’ansia generalizzata Altri problemi legati all’ansia

Vi sono poi altri tipi di problemi legati all’ansia, quali la paura di volare, la paura di guidare, il disturbo d’ansia da separazione, che spesso si associa a crisi di panico e/o agorafobia, oppure l’ansia da prestazione, molto presente neidisturbi sessuali, ma anche nella fobia sociale e in alcuni disturbi di personalità. 

Spero di esserti stata utile anche se una ricerca del genere avrebbe potuto farla chiunque.

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shannara grazie per questo articolo!! sono disturbi che ho frequentemente e sono molto invalidandi!!!

spero di superare queste ansie e questi attacchi di panico , presto! 

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Prova con la cannabis terapeutica a piccole dosi. Leggi qui: http://freeweed.it/%CE%B2-cariofillene-terpene-cannabis-potenzialita-trattamento-ansia-depressione/

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Conoscere ed educare.

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Io convivo con il problema della depressione, tra alti e bassi, da diversi anni.

Secondo me, la depressione proviene da alcune cause che la scatenano e per me queste cause sono state i miei genitori.

In età infantile ero una bambina che guardava alla vita con curiosità ed entusiasmo. Via via che mi sono resa conto che i miei genitori soffocavano in me la normale vitalità, dapprima ho iniziato ad arrabbiarmi con loro; questo non ha sortito alcun effetto. Allora...non rimaneva che ripiegarmi su me stessa.

Nel mio caso, quindi, tutto ha avuto origine da cause ben precise che hanno modificato il mio modo di essere e di vivere la vita.

All'etù di 23 anni, per fortuna, mia madre mi portò da uno psicanalista. Talmente la mia vitalità si era "congelata" dentro di me, che come unica via d'uscita da quella prigione che era la mia famiglia, io vedevo solo la possibilità di entrare in un convento.

Lo psicanalista mi disse che forse era già troppo tardi per recuperare la mia situazione, ma tentò. Non mi diede medicine, ma iniziai con lui un percorso in cui mi sembrò di essere "rieducata".

Fu molto difficile per me, anche perchè lì nel suo studio non facevo altro che apprendere delle "teorie", o forse era come ricevere degli arnesi per combattere la mia realtà in famiglia.

Il problema, però, era che uscita da lì in casa mi aspettava una realtà a cui ormai mi ero sottomessa, annientando me stessa...

In effetti, benchè avessi capito alla perfezione la "teoria", non ho mai avuto la forza necessaria per mettere bene in pratica le teorie e gli arnesi che mi forniva il medico.

Nella mia mente continuavo a pensare che dovevo agire come loro si aspettavano da me. Così, dopo 8 anni di analisi, considerai che solo sposandomi la mia situazione sarebbe migliorata e avrei finalmente cambiato vita. Sì: questa mi sembrava realmente l'unica via di uscita...

Solo che...quando si sta annegando ci si aggrappa al primo salvangente che si ha a portata di mano.

E' stato un matrimonio disastroso...anche se io mi ero innamorata, e mi ero voluta sposare sotto la benedizione di Dio.

Per tanti anni ho sperato che mio marito cambiasse e che mi amasse veramente. Ma...avevo sposato un uomo con delle problematiche peggiori delle mie (ex tossico-dipendente). Il fatto che lui avesse sofferto, mi sembrò una cosa che potesse unirci e speravo che entrambi potevamo mettere insieme le forze per essere felici.

Ma le mie deboli forze di autostima non sono riuscite a combattere contro tutte le avversità che mio marito mi presentava...

Alla fine, avevo solo cambiato nemico...Peggio! Il vecchio nemico mi stava sempre alle costole e avevo solo aggiunto un altro nemico...Tutto ciò alla fine mi ha portato a ricorrere ai farmaci.

Sono in cura da anni presso un ambulatorio ospedaliero.

Se posso lanciare un messaggio: la depressione è sì una malattia, ma non ce la autoinduciamo da soli. Essa è la risultanza di alcuni eventi negativi nella nostra vita che se non adeguatamente affrontati e superati subito, portano a peggiorare la situazione.

Per affrontare i problemi c'è bisogno di aiuto. Non è perchè noi siamo incapaci di affrontarli, ma a volte può capitare che il nemico si riveli più forte di noi (e così è, altrimenti non cadremmo in depressione).

Quindi, come prima cosa dobbiamo per forza ricorrere all'aiuto di qualcuno, ma deve essere un aiuto valido, competente, un aiuto su cui poter contare, un aiuto che può anche essere un farmaco.

Insomma, il problema che genera la depressione va affrontato. Non ci sono scorciatoie...Affrontarlo, significa crescere, significa trovare delle risorse che pensavamo di non avere, significa anche andare incontro a delusioni, perchè la o le persone che ci scegliamo come alleati nella nostra battaglia, possono deluderci o...mollarci...

Non è colpa nostra: quelle persone non erano adatte. Sta a noi cercarne di altre: sane (è importante! la mia esperienza lo dimostra), più serie, più interessate al nostro vero bene...

In tutto ciò, la fede in Dio e nella Sua Provvidenza, per me è già un buon supporto.

Anche se la nostra vita è piena di sofferenza, questa non va perduta.

Se leggiamo tra le righe della nostra esistenza, al momento opportuno la Provvidenza si è manifestata e continuerà a farlo.

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Soffro di depressione da solitudine e successivamente all' università da depressione da lavoro.
Questo ha portato a ricorrere a cibi insulinici (pizzette, dolci, pane in quantità, bibite ecc. ecc ).
Diversamente se facevo una dieta corretta, la serotonina, sebbene in cura con benzodiazepine e SSRI da diversi anni, calava.

Ora sono obeso. Come fare una alimentazione corretta senza far calare la serotonina. Per 2 anni sono stato seguito da un nutrizionista. Mi ha dato un dieta "normale" per persone non depresse. Dopo i 2 anni le mie forze mentali erano quasi nulle fino a che sono tornato a mangiare a tutta forza. E a questo punto mi sono quasi ripreso con le attività di concentrazione ma con il risultato di essere tornato obeso.

Aiutatemi ad uscire da questo circolo vizioso. Vi prego.

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Soffro da anni di depressione con alti e bassi,ho provato farmaci,terapie psicologiche ma niente,ho 50 anni divorziata con una figlia che studia fuori e mi sento sola spesso preferirei morire ,non mi sono mai sentitaamatadanessuno.

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