Obesita' e sindrome da intestino corto

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Tema della discussione


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Obesita' degli over 55 e un ragazzo che non intende seguire la dieta nonostante sia più che necessario

Inizio della discussione - 30/12/15

Obesita' e sindrome da intestino corto

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Buon consigliere

Ciao Morena

Grazie per il tuo messaggio. Invito gli altri membri a intervenire su questo tema e scambiare idee con Morena. A presto, Francesco

Obesita' e sindrome da intestino corto

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Ciao, mi sento malissimo, perché a 40 anni peso più di 130 chili e non posso fare niente meno che provare qualche rimedio farmacologico per dimagrire. Perché le diete e sport per me sono assolutamente inefficaci.

Ho trovato un rimedio che si chiama Sibutramina. il mio dietologo mi ha consigliato Sibutramina in farmacia

Obesita' e sindrome da intestino corto

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Ciao mi chiamo maddalena , ho 46 anni e sono stata operata di bypass gastrico ,sta capitando ultimamente di avere spesso dolore allo stomaco, e non riesco a capire se dipende da qualcosa che ingerisco (pensavo al caffè e quindi fare esami più approfonditi e parlare con il chirurgo) o se a situazioni di stress dovuti ad alcune situazioni che mi causano nervosismo, è capitato a qualcuno di voi,non saprei che pensare , grazie a chi mi risponderà.

Obesita' e sindrome da intestino corto

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Grazie dei vostri contributi @Angeloavi@Maddalena71‍ emoticon occhiolino

Qualcuno vuole condividere la sua esperienza con noi? 

Vi auguro una buona giornata. 

 

Obesita' e sindrome da intestino corto

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Buongiorno sto seguendo il percorso per fare l intervento di chirurgia bariatrica ma dagli esami fatti risulta che ho una sospetta composizione monoclonale in zona gamma e ciò ha fermato l iter qualcuno di voi può darmi informazioni a riguardo?

Obesita' e sindrome da intestino corto

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Sibutramina... l hai provata? Come è andata?

Obesita' e sindrome da intestino corto
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Buon consigliere

Obesità, un farmaco che fa perdere peso senza danneggiare il cuore?

I risultati di uno studio clinico sulla lorcaserina, un farmaco in commercio negli Usa per aiutare le persone obese e in sovrappeso a dimagrire, confermano: il medicinale è efficace e non aumenta il rischio di eventi cardiovascolari. Ma nemmeno lo riduce

Una pillola efficace e sicura per perdere peso senza fatica: un sogno di tanti, che rimarrà tale ancora per un bel po’. Anche se pare che la scienza faccia qualche progresso. Uno dei farmaci messi in commercio negli Stati Uniti per aiutare le persone obese e in sovrappeso a dimagrire è la lorcaserina, che già nel 2012 dimostrava di essere in grado di far perdere in un anno il 5% del peso iniziale del paziente. Efficace, dunque, ma anche sicuro? Sì, secondo lo studio clinico Camellia-Timi 61: i dati raccolti dai ricercatori sembrano infatti dimostrare che il farmaco – a differenza di altri della categoria – non aumenta il rischio di eventi cardiovascolari, ma nemmeno lo diminuisce.

La lorcaserina
Non si sa esattamente come agisca, ma sembra che la lorcaserina sia un inibitore dell’appetito. In pratica fa in modo che il cervello elabori una sensazione di pienezza, riducendo il senso di fame. Nel giugno 2012 la lorcaserina è stata approvata dalla Food and drug administration (Fda) statunitense, che ne ha autorizzato il commercio e l’utilizzo sotto controllo medico.

La Fda, però, ha richiesto ulteriori test che riguardassero la sicurezza del medicinale, con particolare attenzione per l’apparato cardiocircolatorio – punto debole dei farmaci per dimagrire.

In Europa, invece, l’Ema non ha dato il consenso alla commercializzazione, poiché, malgrado l’efficacia, sussistono dubbi sulla sicurezza della lorcaserina per il potenziale aumento del rischio di tumori e di insorgenza di disturbi psichiatrici.

Lo studio

La sperimentazione Camellia-Timi 61, condotta tra il 2014 e il 2017 e appena pubblicata sul New England Journal of Medicine, ha coinvolto 12mila pazienti adulti obesi e in sovrappeso con fattori di rischio (per esempio ipertensione e colesterolo elevato) o malattie cardiovascolari conclamate. I pazienti sono stati divisi in modo random in due gruppi: uno avrebbe assunto lorcaserina, l’altro pillole di placebo. Ai partecipanti, inoltre, erano state date istruzioni per migliorare il proprio stile di vita, grazie alla dieta e all’esercizio. Lo scopo era quello di confermare l’efficacia del farmaco e di esaminare il suo profilo di sicurezza in relazione a eventi cardiovascolari come infarto, ictus e conseguente decesso.

L’efficacia
A un anno di distanza dall’inizio della terapia, il 39% dei pazienti che stavano assumendo lorcaserina aveva perso almeno il 5% del proprio peso iniziale, contro il 17% dei soggetti del gruppo placebo, a conferma del fatto che il farmaco sia davvero efficace per dimagrire.

La sicurezza
Nell’arco dei 40 mesi di osservazione si sono verificati in totale 460 eventi cardiovascolari, e tra i due gruppi di pazienti non c’è stata una significativa differenza di frequenza: 6,1% nel gruppo di pazienti trattati con lorcaserina e 6,2% nel gruppo placebo. I ricercatori, dunque, hanno potuto affermare solo la non inferiorità del farmaco rispetto al placebo: contrariamente alle aspettative, infatti, la lorcaserina non sembra ridurre la probabilità che un evento cardiovascolare si verifichi, nonostante la perdita di peso.

“Siamo stati in grado di dimostrare per la prima volta che questo farmaco per la perdita di peso fa quello per cui è stato sviluppato: aiuta le persone a perdere peso senza causare un aumento dei principali eventi cardiovascolari avversi in una popolazione a più alto rischio di infarti e ictus”, ha commentato Erin Bohula, ricercatore del Brigham and Women’s Hospital di Boston coinvolto nel trial. “Una delle nostre ipotesi era che perdere peso con questo farmaco poteva anche portare a un beneficio cardiovascolare, ma non l’abbiamo visto. Anche se ci sono stati miglioramenti in molteplici fattori di rischio cardiovascolare, tra cui peso, livello di lipidi e glicemia, l’impatto del farmaco su questi fattori di rischio è stato relativamente piccolo”.

Dalle analisi condotte durante lo studio è emerso un altro dato degno di nota, che dovrà essere approfondito da indagini future: nel gruppo trattato con lorcaserina un minor numero di pazienti ha sviluppato diabete (8,5% contro il 10,3% del gruppo placebo).

Fonte: Web

 
 
 

 
 
 

 
 
 





 

 
 

 


 

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Incontrare delle nuove persone è la sfida numero uno nella mia vita. Non riesco a vincerla. Questa obesità ha portato tanti problemi emotivi. 

Obesita' e sindrome da intestino corto

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Buon consigliere

@andrea76 ciao, secondo me è l'inverso. Sono i problemi EMOTIVI che portano all'obesità. Per tanto, vanno risolti per primi per evitare ricadute nella dieta. Il non voler conoscere nuove persone forse dipende dal fatto che non ti accetti ? Io sono del parere che nella vita è meglio avere poche conoscenze, pochi amici fidati ma buoni. Troppo spesso chi sente il bisogno di approvazione dimostra una profonda insicurezza di fondo. Io personalmente amo la solitudine, adoro stare da sola . Naturalmente non bisogna isolarsi, questo no. Ma neanche rovinarsi il fegato per chi la pensa diversamente  da noi o ci disprezza .