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Pazienti Depressione

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Tema della discussione



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Non so esattamente come mai mi sono iscritta o mi sto mettendo a scrivere.

Sono stanca di tutto, vorrei stare a letto tutto il giorno senza mangiare e bere e aspettare che la morte mi prenda.

Poi ci penso davvero e mi rendo conto della stronzata, della fregaturaj, di quanto la mia vita ami prendersi gioco di me fino alla fine.

Perché il mio problema è che io ho delle persone che mi vogliono bene, una sorella fantastica, una mamma meravigliosa, una ragazza che mi supporta e pochi amici, ma buoni.

E per quanto io voglia e desideri andarmene da questa vita, so che non voglio farli soffrire. È brutto perché sono incatenata qui dalla gente alla quale tengo di più e boh, è uno schifo.

Ovviamente nonostante stia meglio delle persone che normalmente soffrono di depressione, non sto bene per niente. Ho un padre abusivo che mi picchiava, mi deride, sminuisce quello che faccio. È alcolizzato, fuma e non lavora, facendo gravare tutto sulle spalle di mia mamma che ha come colpa quella di aver sposato un uomo che non conosceva abbastanza.

Ho fallito nella vita l'unica cosa alla quale tenevo di più, cioè l'ammissione innuniversità, a causa dell'ansia e dello stress, ma forse è anche colpa mia perché sono una nullità brava a far niente.

E boh, questa è la mia storia.

Scriverei di più e scriverei ancora, ma la verità è che sono stanca.

Ed esausta.

Inizio della discussione - 18/01/17

Esausta


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Ciao Lalalala,

ti capisco, anche io aspetto solo che passi il tempo, resto in attesa che le giornate finiscano, che arrivi il momento di mettersi a letto.

Anche io, come te, non posso trovare conforto nell'ipotesi del suicidio, perché anche io non voglio far stare male le persone che ho attorno e a cui voglio bene.

Spero sempre che si tratti di un periodo, che presto passerà, anche se non ci credo tanto.

è brutto non avere aspettative, desideri e sogni e sono davvero stanco di questa situazione.

ma ogni mattina mi alzo, mi preparo, vado a lavoro e cerco di tirare avanti, meglio che posso.

sapere che ci sono altre persone che vivono le mie stesse difficoltà mi fa sentire meno solo.

mi piacerebbe ci fossero dei gruppi di ascolto in cui parlare di depressione e delle difficoltà della vita che porta questa malattia. forse questo sito vuole svolgere un po' quel ruolo, anche se penso che fatto dal vivo avrebbe tutto un altro valore.

per ora ti saluto e ti faccio tanti auguri perché le cose vadano meglio e la vita ti torni a sorridere presto. Spero sorrida presto anche a me!

un abbraccio

Esausta


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Ciao LaLaLaLa e ciao xxfr77xx,

Non immaginate quanto io mi rispecchi nelle vostre parole. Anch'io vivo le giornate aspettando la sera per dormire e staccare il cervello almeno per un po' (ma a volte faticando moltissimo per riuscire ad addormentarmi), anch'io accarezzo frequentemente l'idea del suicidio, salvo poi pensare che farei solo soffrire la mia famiglia. Non ne ho il coraggio. Sì, cito solo la mia famiglia perché alle amiche gliene può fregare fin là, non sono una parente e mi dispiace dirlo ma ognuno pensa per sé. Loro hanno una vita: lavoro, casa propria, mariti, figli, i loro problemi quotidiani e chi se ne frega della povera pazza sfigata. Quando escono, soprattutto le single, vogliono divertirsi, mica stare dietro a una che si sente sempre fuori posto, a loro basta sparare le solite frasi fatte o un "Ah, ci dispiace, ma non sappiamo cosa fare", per poi lasciarti nella più totale solitudine, sentendosi a posto per aver detto quelle quattro cavolate. Di sicuro direbbero che è colpa mia che non ho voglia di uscire e fare la festaiola. Purtroppo è vero, sono stufa di uscire per fingere di divertirmi in mezzo a gente vuota che fa finta a sua volta di divertirsi. Forse pensano che io stia passando solo un brutto periodo con un lavoro precario a chiamata (che non voglio più svolgere), e che senta la mancanza di un uomo al mio fianco (sono sola da due anni). Questa è la superficie. In realtà se si scava si trova il buio più assoluto. Negli ultimi direi tre anni la mia vita è andata sempre più alla deriva. Adesso vedo solo l'oscurità davanti a me, un tunnel senza via d'uscita per quanto io cerchi di cambiare lavoro e quindi apportare qualche miglioramento almeno economico per riuscire perlomeno ad andare via di casa dato che sono ormai trentenne. E niente, non ci riesco. Per il mondo del lavoro sono troppo vecchia e una laurea in lingue e letterature straniere vale poco al giorno d'oggi, non mi prendono nemmeno per uno stage. Ragion per cui mi sento una fallita. Nell'amore ormai non ci credo più, penso di fare schifo agli uomini, sono ingrassata e dalla scorsa primavera mi è uscita un'acne che penso sia psicosomatica, non riesco a risolverla. Un tempo praticavo zumba fitness e i balli latinoamericani, adesso non ho più né la forza né la voglia di fare nulla, odio anche dover uscire di casa. Non riesco più a concentrarmi su niente, la memoria mi fa cilecca, mi sento uno schifo, una fallita, inutile, inetta, uno scarto di questa dannata società. Un'amica mi ha consigliato di rivolgermi a uno psicoterapeuta per evitare che tutto ciò diventi cronico. Ma penso di essere già a un livello notevole. Mi sento nelle sabbie mobili. Sto pagando il prezzo delle mie scelte sbagliate, della zero autostima che mi tormenta fin da ragazzina, mi sento condannata a non avere niente.

Scusate se mi sono dilungata troppo con il mio sfogo. Se volete commentare o sfogarvi pure voi, sono ben lieta di leggere le vostre storie. E già che ci siamo, qualcuno ha esperienze di psicoterapia?

Esausta


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 Salve a tutti, ho letto i vostri commenti e vorrei dare il mio contributo.

Ho 19 anni e da quando ne avevo 14 soffro di depressione e conseguente ansia cronica. Ora sto decisamente meglio, grazie al fatto che nell'ultimo anno e mezzo sono riuscita a ristabilire un equilibrio nel rapporto con i miei genitori, sono cresciuta e ho iniziato a capire più cose di me stessa, ho capito cosa volevo fare della mia vita ed ho iniziato l'università. Tutte queste cose non mi hanno fatta guarire ma almeno hanno migliorato la mia condizione di vita.

Dall'età di 15 anni, quindi, ho iniziato a prendere psicofarmaci. Voi direte: ma quale mostro darebbe degli psicofarmaci ad una bambina? Ebbene, signori, vi dico che i miei sintomi erano così forti da rendere essenziale un aiuto farmacologico. La caratteristica della mia malattia è che l'ho sempre somatizzata tantissimo, e per la mia salute mentale è stato un bene: tutto il malessere la mia mente lo converte in dolori fisici, in special modo crampi muscolari agli arti e forte dolore allo stomaco. Potete quindi ben capire che mi era impossibile fare qualunque cosa mentre ero in preda a quei dolori assurdi.

Un altro tra i tanti sintomi che ho sperimentato è stata la totale mancanza di forze. Arrivavo a momenti in cui sentivo di avere la febbre: avevo freddo, non riuscivo a muovermi, mi sentivo stanca. Non so come si potessero chiamare queste "crisi" (molto spesso i miei sintomi non hanno trovato riscontro nelle info reperibili online, mi sentivo un'aliena a provare tutte quelle strane cose che nessun altro sembrava provare). Quando non avevo queste crisi, invece, era mia abitudine passare più tempo possibile dormendo, in modo da non sentire dolore. Io lo chiamavo "spegnersi".

In quello che è stato il peggior periodo della mia vita, anche io pensavo al suicidio, costantemente. Non pensavo spesso a cosa avrebbe provato chi mi vuole bene, penso che il dolore fosse così forte da farmi pensare piuttosto "perchè dovrei soffrire io solo per far star bene loro?". Insomma, non mi importava nulla del resto. La paura di morire era totalmente assente; avevo già sviluppato una mia precisa visione della vita, avevo già capito cosa ci sarebbe stato dopo, e il nulla totale mi sembrava la prospettiva più felice. Quando ero incastrata in qualcosa di pericoloso e più grande di me, mi consolava pensare "anche se dovesse andare male, posso sempre togliermi la vita e non soffrirò più". Avere questo piano B era la cosa che mi permetteva di affrontare la vita.

Rispondendo a @StrangeHeart posso dire che la mia esperienza con la psicoterapia è stata abbastanza fruttuosa. Se fatta bene, infatti, dà una cosa molto importante: una chiave di lettura.

Rivivere il nostro passato soffermandosi su eventi apparentemente insignificanti è la chiave per capire cosa ci fa stare male, per rielaborarlo alla luce di una consapevolezza maggiore. In questo modo si cerca di convincersi che ciò che ci è successo non può più ferirci ora, nel presente, oppure si guarda la cosa da un punto di vista diverso e si inizia a vederla come qualcosa di meno grave di quello che pensavamo.

Si può guarire da tutto questo. Ho conosciuto il nero più assoluto e so che mentre ci si è dentro non si riesce a vedere alcuna via di uscita. Posso solo chiedervi di cercare di fidarvi di me e credermi sulla parola.

Se vi andasse di parlare e chiedermi qualcosa di più sulla mia esperienza, mandatemi un messaggio privato e sarò felice di aiutarvi, per quel poco che mi è possibile.

 
Esausta


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Ciao a tutti,

ho 55 anni e sono psicotica da quando ricordo di esistere.. tipo quattro anni all'asilo..

Avete presente le vocine come giovanna d'arco? ecco.. quelle...

Poi tante scelte sbagliate da giovane, molti lutti familiari, altre cosacce che uno dice, ma allora è per quello.. e invece no.. i miei psichiatri mi hanno sempre detto che il tutto è a monte.

Prendo da decenni medicine psichiatriche e ho subito 3 ricoveri TSO. Anche io ho pensato al suicidio, per smettere di soffrire, anche io ho pensato che no, che altri avrebbero sofferto, ma soprattutto piangevo su di me, perchè non sono sempre così, a volte sono anche serena e mi è anche capitato anche di essere felice. Quindi no, niente suicidio..

Secondo me sto meglio da quando mi faccio seguire e prendo le medicine, il tutto varia.. perchè secondo me nemmeno i medici sanno esattamente cosa succede nella nostra testa, ed è tutto un tentativo.. ma meglio così che non la depressione da non mangiare, non lavarsi, non vedere nessuno, oppure l'euforia (o mania) che mi fa sentire invincibile infallibile e che mi porta ad azioni pericolose soprattutto per me stessa.. e soprattutto senza quelle "care" vocine che mi insultano e mi suggeriscono azioni poco idonee...

E va beh.. il mio consiglio a tutti e cercare qualcuno che ti curi. Per me psichiatri, facenti a volte funzione di psicoterapeuti. Io sono cronica.. ma alla mia età, quando ero piccola, le persone come me finivano in manicomio.. e io ho vissuto metà della mia vita cercando di nascondere la mia patologia.

Adesso ho un lavoro part time, sono accettata, e mi accetto. Ho anche qualche buona amicizia, anche se non facciamo chissà che, e qualche famigliare che si ricorda di me e che mi vuole bene.

Il mio consiglio è non sottovalutare nessun sintomo, e avere la forza e il coraggio di chiedere aiuto prima di essere portata di forza.

Un caro saluto a tutti.

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