Quale aspetto riguardante il Diabete di tipo 2 vorreste approfondire per sentirvi più sicuri nell'autocura?

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Pazienti Diabete tipo 2

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Salve a tutti,

sono una studentessa di infermieristica del terzo e sto effettuando una ricerca per la mia tesi sperimentale. Mia nonna è diabetica e ho notato che, nonostante sia seguita dal centro Diabetologico di appartenenza, non riesce a gestire tutto con Sicurezza.

Ho bisogno della vostra voce. Vorrei effettuare un Programma di Educazione Sanitaria con l'obiettivo di aumentare le conoscenze sul Diabete di tipo 2 per migliorare l'autocura e l'empowerment, ovvero l'incremento della stima di sè e dell'autodeterminazione per far emergere le proprie risorse e portare la persona ad avere consapevolezza del suo potenziale. Vorrei porvi questa domanda: quale aspetto riguardante il Diabete di tipo 2 vorreste approfondire per sentirvi più sicuri nell'autocura? Grazie per l'attenzione. Vi auguro una buona giornata.

Inizio della discussione - 07/10/16

Quale aspetto riguardante il Diabete di tipo 2 vorreste approfondire per sentirvi più sicuri nell'autocura?

• Membro Ambasciatore
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Buon consigliere

Ciao Sara,

Io ho sperimentato sulla mia pelle quale siano gli effetti dell'attuale approccio "terapeutico" al diabete di tipo II.
Trovo che anzitutto i medici non siano consapevoli - o non rendano consapevole il paziente - di quali siano tutti i segnali premonitori del diabete. Ovvero trigliceridi altissimi, sovrappeso (IMC>=26 per gli uomini), circonferenza addominale maggiore di 102 (per gli uomini), di 88 per le donne. I pazienti che hanno queste caratteristiche vengono generalmente curati con le statine per abbassare trigliceridi e/o colesterolo e li si invita a dimagrire.Non gli si dice mai, con sufficiente convinzione, che il loro DESTINO, aldilà di qualsiasi predisposizione ereditaria, è il DIABETE di tipo II. E soprattutto non li si mette in guardia contro la GRAVITA' di tale malattia. Anche l'approccio del dietologo è totalmente errato. Questo si limita a fornire al paziente una dieta IPOCALORICA, mettiamo di 1600 calorie senza tener conto che il paziente prediabetico ha bisogno non tanto di mangiare di meno, ma di mangiare MEGLIO. Ovvero senza carboidrati e con poche proteine animali. E, soprattutto, con molte FIBRE.
Io, prima di divenire diabetico, sono stato dal dietologo dell'Ospedale di Udine, il quale mi ha dato una dieta così misera (50g di pane, 50 di pasta, 80 g di carne, erba cipollina...) che dopo due settimane stavo letteralmente MORENDO DI FAME, per cui ho dovuto abbandonarla per non impazzire.
Ho capito come guarire quando mi son reso conto che IL CORPO E' UNA UNITA' INSCINDIBILE. Per cui non puoi curare singolarmente il diabete, i trigliceridi, il colesterolo, la gotta, l'ipertensione, la poliposi intestinale. Perché in questo modo finirai col fare assumere al paziente DECINE di pillole che interagiscono fra di loro in modi sconosciuti a CHIUNQUE. 
Figurati che, leggendo casualmente il foglietto illustrativo del TRIATEC (farmaco per l'ipertensione) ho scoperto che era VIETATO ai pazienti diabetici. Eppure tale farmaco mi era stato prescritto dallo stesso dottore che mi stava curando per il diabete.
Una volta che mi sono reso conto che la cura che stavo facendo (metforal da 850 due volte al dì) non curava le cause del mio diabete, ma forzava il mio pancreas a produrre più insulina, per cui col tempo questa stimolazione avrebbe danneggiato il pancreas stesso, costringendomi ad aumentare le dosi per avere lo stesso effetto, e innescando così un circolo vizioso, ho deciso di invertire la rotta: curare le CAUSE del diabete, e non la sua manifestazione (glicemia alta). E le cause erano nel SOVRAPPESO.
Chiaramente dovevo affrontare il problema del sovrappeso non come avevano fatto in ospedale, ovvero con un computer che forniva una dieta da 1600 calorie. Ma dovevo capire COSA faceva aumentare la glicemia e cosa la faceva diminuire. 

La risposta era facile: la glicemia aumentava con i CARBOIDRATI. Allora via pane e pasta di grano raffinato. Ma via anche dolci, biscotti, crackers, fette biscottate, miele, vino e birra. 
Come carboidrati rimanevano solo la frutta, la verdura, ortaggi e legumi. Su verdura e ortaggi non c'erano problemi, poiché i carboidrati contenuti sono pochi. La frutta e i legumi era importante assumerli, nonostante il loro contenuto elevato di carboidrati, in quanto apportavano anche fibre e proteine vegetali. Per fortuna HO SCOPERTO (senza che nessuno me lo dicesse) che se i carboidrati vengono assunti assieme a FIBRE INSOLUBILI il loro tempo di transito attraverso l'intestino aumenta considerevolmente. Perciò non causano un aumento di glicemia eccessivo.

In pratica si può assumere qualsiasi carboidrato purché lo si mangi assieme a fibre vegetali. Ad esempio si possono mangiare i fagioli purché cotti assieme a verdure come la bieta o la cicoria.
Ho eliminato la carne rossa, il latte e i formaggi perché ricchi di acidi grassi SATURI, di origine animale. Quanto di peggio possa esistere per le nostre arterie. Inoltre il latte e la carne rossa acidificano il sangue e quindi favoriscono lo sviluppo di tumori.
Ho eliminato i formaggi stagionati perché oltre a contenere acidi grassi saturi, contengono forti quantità di sale nascosto che facilita l'ipertensione.
Tutte queste scoperte, ovvero l'incidenza di ciascun alimento sui parametri significativi della mia salute (glicemia, pressione, peso, circonferenza addominale) li ho scoperti DA SOLO, segnando su un quaderno, in modo accurato, glicemia, pressione, peso, circonferenza addominale, medicine prese, e soprattutto ALIMENTAZIONE dettagliata. In questo modo ho potuto capire quali sono i SINGOLI ALIMENTI che migliorano la glicemia. Ho scoperto, a questo proposito, che cavoli, broccoli, finocchi sono fenomenali per abbassare la glicemia.
Mentre per dimezzare i valori di trigliceridi e colesterolo sono SUFFICIENTI tre grammi di omega3.
Morale della favola. Man mano che i miei parametri miglioravano ho gradualmente ridotto i farmaci assunti.

Adesso è più di un anno che non prendo medicinali e i miei valori sono perfetti. L'emoglobina glicata è a 5.6 (era a 6.7). I trigliceridi sono a 160 (erano a 450). Il colesterolo totale è a 150 (era 220). 

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Buon consigliere

Buonasera Sara, io ho il diabete T2 da circa 3 anni, quando è stato scoperto avevo la glicemia a 499 e la glicata a 14,4... e dovevo operarmi della tiroide .... ora ho una glicata di 5,6 e la glicemia al mattino mai sopra a 100. e non prendo piu' nessuna medicina, 

Dirai che sono guarita, no dal diabete non si guarisce... ma con la consapevolezza e l'aiuto di un dottore hai la possibilità di vivere bene e senza grandi sacrifici.La cosa piu' importante è capire cosa è successo perchè è venuto il diabete... cosa c'è che non va, io venivo da un periodo stressante e una vita molto sregolata.... per una serie di circostanze. Parlando con il mio dottore abbiamo cercato di capire cosa c' era di sbagliato , cosa non andava.... siamo partiti dall'alimentazione ... io non mangiavo molto ma male... allora ho incominciato ad eliminare  cibi che mi creavano problemi, tipo i carboidrati gli zuccheri ... e poi ho iniziato a togliere e mettere un cibo per volta, tipo ho escluso tutto ciò che è raffinato tipo farine bianche... tutto ciò che mi creava problemi con la glicemia... ora mangio molta frutta e verdura, carne perchè la devo mangiare ho anche un po di anemia.... ma sopratutto ho imparato ad ascoltare il corpo. Non uso cibi fritti , poco sale che sopperisco con spezie ... non bevo alcolici ne bevande dolci , non uso piu' lo zucchero ne altri dolcificanti perchè ho imparato ad apprezzare i sapori puri, cucino molto semplicemente non cucine elaborate... provo ad essere autosufficiente nel senso che non devo ricorrere ai farmaci per controllare la mia glicemia io che usavo 4 insuline al giorno. Questo lo devo molto al mio dottore che ha creato un'autostima in me che  mi ha fatto superare tutto quel calvario mi è stato sempre vicino giorno dopo giorno con messaggi , telefonate ed incontri.Secondo me è questo che bisogna avere vicino per l'autocura qualcuno che crede in te e ti indichi la strada da percorrere e ti accompagni e ti renda consapevole dei danni a cui vai incontro come dei successi che raggiungi ,io per quel dottore sono una persona non un numero. 

Buona fortuna Sara

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Leggo ovunque che l'obesita' e'amica del diabete. Il mio caso invece e'da  quanto ho scoperto di averlo 4 anni fa' pesavo 94 kg adesso peso 78 kg senza aver fatto una dieta e i valori glicemeci sono gli stessi. Mi viene un dubbio se il diabete fa anche dimagrire.

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• Membro Ambasciatore
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Buon consigliere

Ciao Mik961,
Quanto sei alta? Calcola il tuo indice di massa corporeo IMC dividendo il peso per il quadrato dell'altezza. Ad esempio se sei alta

1.60 il tuo IMC è 78/(1.6*1.6)= 30.4. Quindi tu CONTINUI ad essere obesa, nonostante la diminuzione di peso rispetto a quattro anni fa. Infatti l'obesità si ha con un IMC  maggiore o uguale a 30. Mentre il sovrappeso si ha con un IMC fra 26 e 30.

Il fatto che tu continui ad essere obesa spiega perché continui ad avere il diabete di tipo due.
Per allontanare il diabete bisogna mettersi nelle condizioni fisiche ideali, che sono:

1) portare IMC ad un valore attorno a 26 e circonferenza addominale inferiore ad 88 cm (se donna) oppure a 102 cm (se uomo).

2) regolarizzare trigliceridi e colesterolo (ovvero a valori attorno a 160) con metodi NATURALI  (nutrendosi bene, cioè con pochissimi carboidrati, poche proteine e grassi animali, molta frutta, ortaggi e verdure) perché ciò fa guarire il FEGATO che è il responsabile del metabolismo di grassi e zuccheri. Mangiare molto PESCE perché contiene Omega3, essenziale per la salute del fegato.

3) fare movimento giornaliero aerobico

Quando le tue condizioni fisiche saranno divenute ideali, ti accorgerai di non avere più bisogno di farmaci, perché sono venute meno le CAUSE che ti portavano al diabete.

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Ciao Sara mi piace molto l'idea di un programma di educazione sanitaria e per me l'aspetto più importante da attenzionare per una autocura del diabete e non solo è lo sviluppo della coscienza e della responsabilità personale.

Se penso alla mia personale educazione sanitaria da quando sono nata mi accorgo che è stata di totale dipendenza ed affidamento alla grande competenza di chi sa riconoscendo di non sapere. Così al medico ho dato fiducia massima e pur riconoscendo, in diverse occasioni, di trovarmi davanti a persone incompetenti o altezzose e superbe non mi sono mai chiesta se era giusto seguirli nelle loro raccomandazioni ma, nello stesso tempo vedevo che la mia mente rifiutava le loro indicazioni trasgredendo o disubbidendo alle loro regole o consigli così non sono mai guarita colpevolizzandomi continuamente.

Sono arrivata ad un blocco respiratorio acuto che mi ha portato in rianimazione, in coma farmacologico ed intubata a causa di acidosi metabolica da metformina e quando ne sono fortunatamente uscita ho cominciato a ragionare su cosa fare per me.

Finalmente ho cominciato ad assumermi la responsabilità sulla mia salute ma ancora non sapevo cosa fare e come aiutarmi. Comincia però in me il desiderio di capire e di non fidarmi più dei medici e ad ogni consulto chiedo spiegazioni e mi sforzo di comprendere i loro termini tecnici e arzighigolati. Finalmente mi accorgo di chi mi tratta come una demente che non merita attenzione o spiegazioni o di chi si sforza di farti comprendere ma non ha voglia di perder tempo e anche quando trovo la persona empaticamente disponibile mi accorgo che parte dal corpo e non dalla mente.

Il medico ha la formazione tipica di un meccanico che considera il funzionamento del corpo come un motore di una macchina per cui basta stringere bulloni o allentare viti o sostituire pezzi o in ultimo mandarla al macero senza sforzo e senza pena.

Il medico dimentica che l'uomo possiede una cabina di regia mentale, un apparato cognitivo ed una sensibilità emotiva che stravolge tutto il funzionamento e se penso al mio particolare vissuto forse non è tanto strano un risvolto negativo sul funzionamento del mio corpo. I bisogni affettivi, di protezione e di stima non soddisfatti dalle mie figure genitoriali hanno attivato eccessi di controllo, episodi bulimici e relazioni stressanti e alla lunga il mio corpo ha parlato laddove non saputo ascoltare la mia mente.

Allora per recuperare il tempo perso e riabilitare il corpo nel suo migliore funzionamento probabilmente si dovrà ripercorrere il percorso al contrario, così da un paio di mesi e grazie a questo blog con i suoi appassionati e generosi iscritti sto cercando di ricominciare dal nutrimento prima quello interno affettivo e poi quello esterno dato dal cibo.

Ho scoperto che posso offrire a me stessa ciò che da sempre ho offerto agli altri in modo sproporzionato e generoso, sto imparando ad assumermi la responsabilità sul cibo che scelgo per il mio corpo e sui tempi da rispettare per non ingolfare il sistema digestivo, sto imparando a comprendere la terminologia medica e a contrastare con i medici quando non mi svelano la loro logica e mi aiuto con sostanze naturali piuttosto che con sostanze chimiche.

Credo che il primo aiuto alla persona da applicare per un programma di educazione sanitaria è verso al medico stesso affinchè possa mettere in discussione la sua arroganza di pensiero e possa sviluppare la sua empatia e sensibilità di persona prima di tutto su se stesso e così solo dopo averlo appreso gli sarà facile rivolgersi al suo paziente trattandolo con cura ed empatia.

Non tutti hanno la mia forza di volontà e la mia voglia di capire e di apprendere e non è giusto che persone anziane e in difficoltà non possano imparare ad assumersi la loro responsabilità sulla propria salute solo perchè chi è deputato a curare non sa curare a partire dal cuore e dalla mente ma sa solo garantire il corpo. Allora parlare, guardarsi negli occhi, accogliere e sostenere dovranno essere i primi segni di una relazione di cura basata sulla fiducia reciproca e non più unilaterale. Da sempre il grande aiuta il più piccolo e se i medici hanno avuto l'opportunità di sapere e di essere grandi hanno il dovere ma sopratutto avere anche il piacere di offrire il sapere a chi non lo ha insegnando loro a saperlo usare.

 Auguri di cuore per i tuoi studi cara Sara e speriamo che l'entusiasmo di voi giovani possa cambiare il sistema di cura.

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mio marito non è sovrappeso, faceva una alimentazione ricca di carboidrati e zuccheri e poca attività fisica, per di più ha una predisposizione familiare alla glicemia alta, tutto ciò però in modo inconsapevole finchè è giunto a 370 ed un principio di poca coscienza, ricovero in ospedale e bla, bla. Ora è dimagrito di 25 kg, troppi per la sua costituzione,mi sono presa il carico della sua alimentazione anche tenendo conto delle sue abitudini: colazione yogourt, caffelatte e 3 fette biscottate, pranzo pasta o minestra ed un frutto, cena carnem verdure e una fetta di pane più un frutto. Qualche passeggiata in più. Ora le cose sono notevolmente migliorate, fa solo 14 unità di Lantus serale, tutto procede su valori che vanno da 80 a 130, 140, quando all'improvviso ieri dopo cena(2 ore) aveva 190. Come è possibile? eppure sono molto attenta e angosciata, ora i valori sono riscesi abbastanza ma quel picco mi ha spaventata, come è possibile? mi sapete dare indicazioni? grazie

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Buon consigliere

Buongiorno, Quello che dice Maria 55 è giustissimo. Bisogna nutrirsi prima di affetto e poi di cibo... e inoltre il dottore deve seguire un percorso concordato insieme non dire tu devi fare ... devi rispettare... no deve dire dobbiamo fare ... possiamo fare, possiamo guarire o stare meglio.... io ho avuto questa fortuna lui mi ha accompagnato giorno per giorno... tutti i giorni del primo anno poi più saltuariamente perchè ho voluto io, avevo bisogno di sentirmi autonoma... allora ho diradato i messaggi ma so che se ho bisogno lui c'è. Il dottore non deve dire "dal diabete non si guarisce" ,ma deve dire  il diabete è una malattia seria  grave se non presa in carico e   controllata ma  con essa si puo' condurre una vita normale,  importante è volerlo... certo che se sei abituato a ingozzarti di dolci , pasta, pane non è che fai una vita normale stai facendo del male a te stesso e ne pagherai le conseguenze , non solo con il diabete , ma con il colesterolo, con le malattie metaboliche ecc. Per vita normale io intendo una vita sana mangiando tutto ciò che fa bene frutta ,verdura, carne cotta o cruda ma in modo semplice perchè le cucine elaborate non fanno parte della nostra cultura culinaria.secondo me la base di tutte le malattie e' capire l'origine, il perchè è venuta e curare alla radice...

Per rispondere a Mercurial, bisogna capire cosa è successo quella sera se è indipendente da ciò che ha mangiato allora può essere di origine psicologica , una tensione una arrabbiatura una paura può far alzare di quei 20-30 punti la glicemia... un'infezione tipo influenza raffreddore dolori reumatici sono tutti fattori che aumentano la glicemia. indipendentemente dal cibo.

se è una tantum è sicuramente un episodio di stress se si ripete potrebbe essere qualcosa di diverso.

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i lupini  abbassano la glicemia

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i commenti sono molto validi ok

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