Disturbo Ossessivo Compulsivo

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Pazienti Depressione

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Sei tanto, tanto forte. Hai la mia totale ammirazione. 

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Buon consigliere

Ciao @bluemoon. Ti ringrazio per le tue parole. Il parlare da solo è un tentativo di rimedio ai pensieri ossessivi che, ahime, porta molti più problemi di quelli che dovrebbe risolvere. Sono ore ed ore di chiacchierate in solitaria, senza soluzione di continuità, talmente sfiancanti da togliermi la voglia di fare qualsiasi altra cosa; così il leggere o l'uscire con gli amici diventano attività faticose da svolgere. Oltre al parlare da solo non ho altri comportamenti compulsivi di disinnesco dei pensieri ossessivi: non ho tic ne fobie particolari, conseguenze abbastanza comuni a tutti coloro che soffrono di disordine ossessivo compulsivo. Non nego però che il ripetere alcune frasi più volte oppure il trovare significativi alcuni numeri rispetto ad altri abbiano un'attrattiva in me, ma non hanno mai trovato grande spazio, forse anche perché tutto me stesso era votato al monologo. Per quanto riguarda i pensieri ossessivi violenti sono sempre immagini ripetitive e ridondanti che mi vedono protagonista di aggressioni e pestaggi. Non so se ti sia capitato ma io quando sono assorto dalle figure e dai colori dei miei pensieri provo una forse sensazione di benessere, una euforia che monta da dentro il mio petto, lasciandomi quasi sena fiato. Sembra quasi che sia un momento di intensa libidine. Dopo l'eccitazione, che può durare minuti come ore, m sento vuoto, sfibrato, e tutto mi appare più grigio, bidimensionale. Senza dimenticare i sensi di colpa e la paura di poter un giorno dare sfogo a tutta questa violenza. 

Ciao @LauraPalmer. Ti ringrazio per il commento. Come tutti ho momenti di scoramento, dove tutto mi sembra perduto e irrimediabile. Ciò che mi spinge ad andare avanti è la curiosità di capire i miei problemi e la voglia di saperli ben identificare. Credimi, quando i sarai immersa nel tuo problema, analizzandolo con razionalità, e avrai valutato diverse opzioni di guarigione, tutte da provare, ti sentirai più consapevole di ciò che va fatto. Smetterai così di sentirti in balia degli eventi e degli umori della giornata: ti posso assicurare che la confusione si dissiperà, lasciandoti più tempo per respirare. Ti sentirai più forte. 

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ciao @AlessandroSEAM  qualche sintomo me lo ritrovo nella mia malattia schizofrenia paranoide come la rabbia, aggressività, violenza detto da una ragazza può far paura , ma a volte quando mi arrabbio cambio anche voce e sguardo... pure il mio fidanzato e mio padre si sono spaventati a vedermi cosi  ma poi il bello è che dopo 5/10 minuti non ricordo piu niente

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Buon consigliere

Nel corso delle ultime settimane ho effettuato una serie di test: l'Early Memories e le macchie di Rorschach. Nel primo si devono descrivere i ricordi più remoti, senza alcun ordine preciso. Il secondo è ben più famoso: il paziente deve illustrare le impressioni derivanti l'osservazione di una serie di macchie simmetriche, alcune in bianco e nero altre a colori. Ogni macchia di colore può essere interpretata in mille modi differenti, potendo così dare una moltitudine di risposte diverse: da ogni immagine si possono vedere figure antropomorfe o animali, cose e oggetti, in alcuni casi non si ha una esatta percezione figurativa bensì le macchie sono in grado di suscitare in chi le guarda reazioni emotive e sentimentali, arrivando ad una forma di comunicazione più irrazionale. Dai test da me svolti è emerso una grande predisposizione immaginifica e una intensa attività di pensiero, capace di spaziare su più argomenti e di strutturarsi con grande complessità e ricchezza di particolari. Lo psichiatra ha aggiunto che le macchie di Rorschach stimano il livello di sensibilità del paziente, ovvero la sua capacità di percepire la realtà che lo circonda, la sua empatia e la sua curiosità. Risulta che ho una ipersensibilità, dote preziosa che nasconde ombre. Sono più analitico e riflessivo ma maggiormente esposto alle critiche e alle avversità del presente. Forse la mia ipersensibilità ha intensificato umiliazioni e ricordi deprimenti, facendomi così soffrire molto di più. Io credo che la percezione di avere qualcosa di diverso dagli altri, percezione che mi porto dietro dalla più tenera età, e l'imbarazzo che provo verso il mio corpo abbiano sortito effetti molto negativi, insieme ad una consapevolezza delle avversità del mondo, della sofferenza che macchia le vite di molti di noi. Mi riconosco in una persona fortemente compassionevole, capace di mettersi nei panni degli altri, pronto a viverne frustrazioni e dolori. Il profilo emerso dai test è coerente con il disordine ossessivo compulsivo. L'ipersensibilità mi annichilisce, tanto da stimolare in me pensieri ossessivi di natura anticipatoria e difensiva, finalizzati alla protezione della mia persona contro aggressioni. Tutto questo mi costringere a vivere in un perenne stato ansioso, tale da sentirmi braccato, sempre esposto alla pubblica umiliazione e alle critiche. I comportamenti compulsivi sono l'antidoto distillato dalla mia mente per sconfiggere l'ansia. 

Questa è a mia malattia, non sono io. Mi riconosco in una persona ottimista, volenterosa e disinteressata dalle critiche degli altri. Mi vedo si sensibile e profondo ma non frastornato dal vittimismo. 

Qualcuno ha avuto esperienze diagnostiche simili? Chi si riconosce nella mia malattia? 

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Ciao Alessandro,  mi riconosco in tante cose che tu hai descritto bene.

Stai facendo un lavoro di auto-osservazione, continuo, attento, che aiuta. Secondo me. Si, perché si scoprono le cose che ci fanno stare meglio, vivere meglio. È a questo che dovremmo pensare. 

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ma per questi disturbi compulsivi c'entra il sesso?

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Sono passati mesi dall'inizio della cura farmacologica. I risultati sono incoraggianti: per a prima volta nella mia vita mi sento padrone del mio pensiero e delle mie emozioni. Continuo ad essere assistito da uno psicoterapeuta per comprendere alcune cause che possono aver innescato l'ansia; ma per quanto queste sedute siano rilassanti e mi facciano del bene, sono sempre più convinto che il mo status sia dovuto a disfunzioni neurologiche. Per quanto possa cercare nella mia vita episodi ed esperienze traumatiche credo che la risposta migliore al mio malessere da me trovata fino ad ora sia la causa biologica. Sul piano psicologico e caratteriale posso muovere delle supposizioni. Mi riconosco in un giovane uomo molto sensibile, responsabile e cosciente del mondo in cui vive, pienamente consapevole delle brutture e delle ingiustizie quotidiane da tutti noi subite. Forse questa spiccata consapevolezza, e l'impotenza nel non poter intervenire e migliorare la realtà che mi circonda, agiscono sulla mia ansia, incrementandola. I pensieri ossessivi sono una risposta inconscia del mio cervello: vogliono tenermi accorto e pronto a qualsiasi necessità e fonte di pericolo, anche se queste sono molto remote e poco probabili. Questo è solo un aspetto di me: mi riconosco in una persona che ha fiducia nell'altro e sempre pronto a rinnovargliela, anche a chi non se la merita. Confido molto nell'intelligenza degli altri e nella loro capacità di poter cambiare il nostro presente. Mi sento un inguaribile ottimista, eppure questo modo di vedere le persone e le cose stride con quanto scritto prima. Siamo esseri viventi così contraddittori! Forse l'unica spiegazione all'enigma sta nell'origine di questi due sentimenti antitetici: il primo origina da una parte remota della mia psiche, il secondo è una libera scelta. Un esercizio morale. Qualcuno di voi si riconosce nelle mie parole? Grazie per l'attenzione. 

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Ciao Alessandro volevo chiederti se c.e qualcosa che ti aiuta nei momenti in cui i pensieri prendono il sopravvento? Ora per me va un po' meglio ma ancora ho dei momenti difficili. Per esempio mi è ancora difficile riuscire ad guardare un film e rimanere nel momento delle cose. L.altra sera ero a un concerto e mi ero meravigliata di riuscire a seguirlo senza pensieri,ma come me ne sono resa conto ho cominciato a pensare alle cose più disparate,senxa senso e così nn sono riuscita a godermi il concerto. Quando succede così mi sconforto proprio perché non sono in grado di controllare i miei pensieri e sembra che da sola nn voglia darmi pace anche nei momenti di svago.

Se qualcuno ha qualche consiglio,credo chE solo chi ha lo stesso problema mi possa capire.

Grazie e buona domenica a tutti 

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Ciao Ricky. Per placare i pensieri ossessivi ho tentato diverse strade: tecniche di visualizzazione, meditazione e analisi. Non mi sono posto alcun pregiudizio, ho tentato tutte le strade possibili, anche le piú sciocche. Per quanto queste esperienze siano state positive, alcune volte liberandomi da pensieri ossessivi e permettendomi di allentare la tensione dell'ansia, gli effetti sono sempre stati abbastanza modesti. Questo non vuol dire che non funzionino: ognuno di noi è fatto in maniera differente, cosí come la nostra malattia, seppur sia identificata con lo stesso nome. L'esperienza personale puó aiutarci, dandoci coraggio e qualche suggerimento, ma le cause che scatenano la malattia sono talmente tante che le loro possibili conbinazioni sono quasi infinite. Ognuno di noi porta dentro se una malattia personalizzata. Detto questo, i comportamenti compulsivi mi aiutavano a liberarmi dal forte stato ansioso, come il parlare da solo; ma non sono vere forme di cura perchè non risolutrici e molto, troppo dispendiose. Io sto prendendo la sertralina, un inibitore della serotonina, neuro trasmettitore che parrebbe essere responsabile di questa malattia. Funziona abbastanza bene, ha allentato la morsa della mia ansia e non sto vivendo alcun effetto collaterale. Ti consiglio di rivolgerti al tuo medico di fiducia per ulteriori spiegazioni, oppure leggi qualche libro di divulgazione scientifica. Ti aiutano a capire la malattia e quanto questo male sia estraneo alla tua persona. Un abbraccio.

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Salve a tutti, io mi ritrovo dopo anni di nuovo in una fase di disordine interiore e non solo, sono nella fase nessuna voglia di svolgere le normali attività casalinghe, da maniaca dell'ordine sono all'esatto opposto, continuo a ripetere a me stessa domani metto in ordine un pezzo e invece quando mi ritrovo a casa, sono stanca demotivata e rinvio ad un altro giorno il da farsi.In più mi ritrovo a frequentare persone con disturbi ancora più disastrosi, che mi succhiano le poche energie positive che ho, tanto da farmi tornare a casa ancora più svogliata.

Non uso farmaci, li ho presi da giovane e non ho intenzione di usarli. Tengo a bada l'insonnia con la melatonina insieme alla valeriana ed altri fitoterapici per rilassarmi. Combatto ogni giorno il malumore cercando di fare le cose che mi piacciono, ho imparato a pensare positivo e vivere alla giornata. C'è qualche esercizio che posso fare per ritrovare la voglia di iniziare almeno a sistemare le cose che non vanno, prima di ritrovarmi nel caos totale, ne ho paura, ma non riesco a reagire, strano meccanismo...aiutooooooooooo :-)

Grazie e buona giornata a tutti

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