Antonella e le scalate in montagna: «È la mia terapia contro la sclerosi»

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Pazienti Sclerosi Multipla

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Ha raggiunto sul monte Elbrus, la cima più alta del Caucaso , la quota di 5.300 metri. «I medici me lo sconsigliavano, ho fatto di testa mia»

Dalla finestra di casa, ad Avezzano, la sommità del Velino appare leggermente imbiancata dalla prima spruzzata di neve dopo mesi di siccità. Tanto basta ad Antonella per sentirsi bene, prefigurandosi la gioia di salire lassù. «La montagna è la mia terapia, senza le scalate sarei finita sulla sedia a rotelle. I medici si raccomandavano, la prego signora, niente pazzie, calma, riposo, al massimo qualche passeggiatina. Invece ho fatto di testa mia. Se mi fossi fermata chissà...», si carica questa capatosta, come dicono i conterranei. Antonella Perna ha 59 anni, segretaria in un laboratorio privato di analisi, due figli, un nipotino. Ne aveva dieci di meno quando dopo un improvviso calo della vista a un occhio («stavo ricamando e mi accorsi di non riuscire a infilare il filo nella cruna dell’ago») e tante visite scoprì di avere la sclerosi multipla. 
 

Autoprescrizione: le scalate
I puntini bianchi messi in evidenza dalla risonanza magnetica cerebrale segnarono l’inizio di una nuova vita. Minacciata da una malattia neurodegenerativa che, bersagliando il sistema nervoso centrale, di tanto in tanto può progredire e bloccare qualche altra funzione. Lei però ha continuato a ragionare da testarda. Oltre alle terapie tradizionali (cortisone e poi interferone) si è autoprescritta una cura finora risultata efficace. Scalate, la passione giovanile. L’ultima bandierina l’ha piantata lo scorso luglio a quota 5.300 del monte Elbrus, in Russia, durante un’escursione organizzata dall’associazione Comet. E sarebbe andata oltre se non avesse cominciato ad accusare i mali dell’altitudine. Aldo Maldonato, presidente di Comet, porta diabetici e malati cronici sulle vette per dimostrare che anche in quelle condizioni si può. 

«Abruzzesità»
«Merito della mia “abruzzesità” se ho superato lo choc della diagnosi. All’inizio ho accusato il colpo: depressione, chiusura, silenzio per un anno e mezzo. Poi sono scesa a patti con la sclerosi e le ho chiesto, che vogliamo fa? Io sto qui, tu stai lì, ok? Ho ricominciato con le scalate. Lei mi corre dietro e non mi prende». Quando cinque anni fa sono spuntate due recidive che le hanno estratto forza da braccio e gamba, Antonella non ha cambiato idea, anche se condizionata da una terapia più impegnativa, l’interferone. «Un ciclo a settimana mi mette fuori gioco per un giorno e mezzo. Come avere l’influenza. Febbre, dolori muscolari, tosse. La sclerosi è l’ultimo dei miei problemi e le cime le faccio nel weekend, quando i postumi del farmaco sono smaltiti».

Controlli sfibranti
Ogni controllo dal neurologo però è sfibrante. «Il professore si siede davanti a me e mi dice, ok Antonella la risonanza anche stavolta è negativa, non ci sono peggioramenti. Quindi? gli domando. Vada avanti, continui così. Avanti quanto e per quanto? insisto. Non si sa, lei intanto vada avanti. La vecchiaia, mi dice scherzando, gioca a suo favore.». Nei giovani infatti la sclerosi multipla, causata dalla perdita di mielina, procede al galoppo nella maggioranza dei casi. «Sono perfino contenta di essere vecchia. Conosco una donna di 45 anni col braccio che non risponde più e lo nasconde», racconta. L’unica preghiera rivolta dai medici è di non stancarsi troppo.
 

«Fate come me»
Lo sguardo di Antonella torna a posarsi sul Velino. Nel frattempo col calore della giornata la neve si è sciolta e la cima è tornata nuda. Lei vuole sapere come vivo in attesa della comparsa di altri puntini bianchi nel cervello: «Ho le mie montagne che qui intorno mi proteggono. Oltre al Velino, il Gran Sasso, la Maiella, le palestre dove mi alleno e ho imparato a sfidare il Gran Paradiso e il Dom de Mischabel, tanto per citare alcune delle migliori soddisfazioni. Sono fortunata, per ora non chiedo di più. E a chi ha la sclerosi grido: fate come me».

 

Fonte : Corriere della sera - Margherita De Bac

Inizio della discussione - 23/09/17

Antonella e le scalate in montagna: «È la mia terapia contro la sclerosi»


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Grazie per questa testimonianza!! Anch'io come lei anche se più giovane vivo "come se non avessi nulla" mi dicono.. in tanti mi "sgridano"  di non esagerare. .. di non stancarmi... ma mi sono sempre detta: se quello che faccio mi fa stare bene e mi aiuta a essere più positiva perché smettere e pormi dei paletti che io non sento necessari :)  non lo faccio con stupidità anche se in tanti magari lo pensano... 

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Grandissima testimonianza di incredibile forza!!!

Antonella e le scalate in montagna: «È la mia terapia contro la sclerosi»


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Ciao, sono Fulvia come ti capisco!!!! SM diagnosticata  ad inizio del 2000 a 47 anni, oggi 65 anni. Anche io cortisone e poi subito via con interferone, allora appena approvato. Due ricadute e poi  forse si è trasformata in progressiva. Non so, devo fare una risonanza a novembre. Io ho  subito fatto come te. Sono amante dei viaggi, deserti in particolare quindi difficoltà di fare la cura, ho saltato parecchie iniezioni ma la mia neurologa mi ha sempre sostenuta dicendo che i viaggi erano la mia cura migliore e così è stato. A dicembre andrò in Algeria, una vera spedizione di tre settimane, sono già raggiante. Non nascondo un po' di timore, la fatica è sempre in agguato, e li ci sarà da montare , smontare tende, preparare da mangiare ed essere pronti ad affrontare qualsiasi tipo di imprevisti senza telefoni o qualsiasi altro mezzo di comunicazione, insomma bisogna cavarsela da soli in qualunque situazione. Poi però quando torno sono ricaricata da una grande dose di fiducia in me stessa e nelle mie possibilità davvero una grande iniezione di autostima. Ultimamente, la fatica è un po' aumentata ed anche le camminate sono diventate un po' più brevi ma se mi riposo un po' dopo circa due km di cammino posso riprendere. So di essere stata fortunata, certamente, non si trattava di una forma delle peggiori ma il coraggio e l'entusiasmo mi hanno comunque aiutato molto. Per questo vorrei  dire a tutti non scoraggiatevi, nel limite delle vostre possibilità e qualche volta anche sfidandole mantenete i vostri interessi, non abbattetevi, il buon umore la gioia di vivere sono un ottimo aiuto alle cure  che vanno sempre e comunque fatte.Ciao un abbraccio a presto Fulvia 

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io vorrei aolo poter fare una passeggiata, altro che scalare la montagna, purtroppo é una brutta malattia, diversa per gli esiti, non si tratta di avere coraggio se certe cose non riesci + a farle, x forza di cose non le fai, é triste ma é così. In bocca al lupo a tutti. Laura

                                                                                  

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mi congratulo con te , io mi accontenterei di riuscire a fare solo  10 mt senza stampelle impensabile ! 

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Cari membri @Renaton@Rossmilla@Lidiaa@claudia.antonelli-m6wt@antonino.garofalo@valentina84‍ avete visto questa discussione? non esitate a condividere la vostra esperienza con noi. Grazie mille in anticipo. 

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Ciao pure mi accontenterei di fare 10 mt. senza stampelle poi sento parlare di scalate in montagna...Non si prendono in giro le xsone Grazie

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@laura06 capisco benissimo cosa vuoi dire , lo sai anche tu che la SM si manifesta nella sua aggessività in modi differnti , sinceramente sono contento se alcuni malati hanno avuto piu fortuna di me o di te come c'e chi e piu sfortunato di noi 

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Cari membri @SilviaR@costantinoporcu@Verattisep@Emanuela.BF@MirkaS@Donarroma‍ come state? Abbiamo condotto un grande sondaggio su 95 membri in Francia, Stati Uniti e Regno Unito sulla dieta e la sclerosi multipla. .Scoprite cosa hanno da dire qui: 

https://member.carenity.it/rivista/consigli/sclerosi-multipla-bisogna-adattare-la-dieta-i-membri-di-carenity-rispondono-1022

Poi non esitate a condividere la vostra esperienza e le vostre domande con la comunità. Grazie mille in anticipo. 

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